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Costretti a combattere

26 gennaio 2015

Schermata 2015-01-26 a 13.19.16Il numero esatto delle vittime della Shoah forse non lo sapremo mai. Furono milioni.
Ogni numero era una persona, ogni persona una storia.
Di quelle storie in questi anni abbiamo letto, ascoltato e visto.
Ogni anno, grazie alla giornata della memoria, altre storie riemergono dal buio, ci vengono raccontate, diventano di tutti affinché la memoria collettiva possa rafforzarsi senza cedere il passo a comode amnesie.
Quest’anno, grazie al lavoro di Bao Publishing, è arrivata in Italia la storia di Hertzko Haft, la storia di un giovane ragazzo ebreo che per difendersi dovette mostrare i pugni, quei pugni che divennero la sua salvezza.
Il Pugile, di Reinhard Kleist, è un fumetto apparso originariamente a puntate sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung nel 2011; pubblicato in Germania nel 2012 vince l’anno successivo, nella sezione divulgazione, il Deutscher Jugendliteraturpeis.
Ci vollero quarant’anni prima che mio padre si decidesse finalmente a raccontarmi della sua vita.
Alan Scott Haft, ha raccolto la storia di suo padre, il dolore mai lenito per l’orrore a cui fu condannato, orrore che ogni sopravvissuto ha sempre portato con se.
A quella storia Reinhard Kleist ha dato il pathos dei volti e dei luoghi, i volti che nei lager persero ogni fisionomia realizzando il macabro progetto nazista: nessuno è.
Ricostruire pian piano attraverso queste storie la memoria di quei milioni di vittime, serve proprio a restituire a ciascuno la propria storia, il proprio volto.
In appendice al fumetto c’è l’interessante dossier Il pugilato nei campi di concentramento nazisti, di Martin Krauß, giornalista sportivo; vi troverete i nomi e cognomi di giovani ragazzi costretti, per far divertire gli ufficiali delle SS, a disputare combattimenti di pugilato nei lager.
Chi perdeva era morto.
La morte, uno spettacolo di cui gli aguzzini non furono mai sazi.
Agata Diakoviez

Satoe Tone. Due mostre due librerie tante storie

17 gennaio 2015
Illustrazione di Satoe Tone

Illustrazione di Satoe Tone

In occasione dell’uscita del suo nuovo lavoro dal titolo Moka Satoe Tone sarà alla libreria per bambini e ragazzi Il Semaforo Blu di Reggio Emilia domenica 18 gennaio dalle ore 16:30 con un incontro aperto al pubblico.
Satoe Tone parlerà del suo ultimo lavoro che vede come protagonista uno dei suoi personaggi più conosciuti: il coniglio paffuto dalle gote sempre rosse e dallo sguardo trasognato.
Sarà inoltre una occasione per conoscere più da vicino la sua esperienza di illustratrice e i suoi personaggi, dal delicato uccellino di Questo posso farlo (2011) fino ai pinguini coraggiosi di La terra vista da qui (2014).
In occasione dell’incontro verrà inaugurata la mostra delle tavole originali dei libri Il mio migliore amico (2012) e Moka di prossima uscita.
Dalle 17:30 Satoe Tone e Cristina Spallanzani (atelierista e libraia) terranno un laboratorio grafico e materico per bambini dai 5 agli 11 anni ispirato al nuovo libro dell’illustratrice.
Il laboratorio è su prenotazione.
L’evento si colloca all’interno dell’iniziativa “Due mostre due librerie tante storie”, organizzata dalla libreria Il Semaforo Blu di Reggio Emilia e dalla libreria Radice Labirinto di Carpi.
Per informazioni Libreria Il Semaforo Blu: info@ilsemaforoblu.it, 3480026682 – 0522406039

Per conoscere il lavoro di Satoe Tone vi consigliamo la visione di questo video Discover the world of Satoe Tone.
I libri di Satoe Tone sono pubblicati in Italia da Kite edizioni.

Tanti modi leggere. Contenuti digitali per bambini e ragazzi

15 gennaio 2015
Illustrazione tratta da “È un libro”, Lane Smith, ed. Rizzoli

Illustrazione tratta da “È un libro”, Lane Smith, ed. Rizzoli

Il mondo del digitale introduce nuovi modi del narrare che non devono essere visti in contrapposizione con le narrazioni tradizionali, ma vanno anzi studiati anche nelle loro potenzialità di mezzi di avvicinamento alla lettura. Numerose sono le proposte di qualità presenti sul mercato, soprattutto per quanto riguarda le app rivolte all’età prescolare, che rifacendosi a modelli editoriali già interattivi nel cartaceo sono di più facile realizzazione.
La “traduzione” in chiave multimediale e interattiva dei contenuti per ragazzi in età scolare risulta invece più articolata e onerosa, ecco perché il numero di prodotti digitali per questa fascia di età è finora decisamente più scarno. Tuttavia anche la letteratura per ragazzi non rinuncia a sperimentare la transmedialità, il mescolare formati differenti per raccontare parti di una stessa storia, raggiungendo non di rado risultati di alto livello qualitativo.
A Cagliari la Libreria Tuttestorie ha organizzato per venerdì 23 gennaio alle ore 15.30 un corso di formazione per insegnanti, bibliotecari, educatori a cura di Sandra Olianas*.
Questi gli argomenti che saranno affrontati:
Dall’albo illustrato alla app, storie per i più piccoli e nuove tecnologie:
Bambini e touch-screen: come i bambini interagiscono con le applicazioni dei tablet
Caratteristiche di una app di qualità
Transmedialità: anche le storie per i più grandi sperimentano le nuove tecnologie
Le proposte del mercato internazionale e italiano
Galleria di app
Per info e prenotazioni Libreria Tuttestorie via Orlando 4 Cagliari
070659290 – tuttestorie@tiscali.it

*Sandra Olianas
Laureata in Lettere Classiche con indirizzo archeologico all’Università di Cagliari, lavora presso la biblioteca comunale di Sestu, dove si occupa tra l’altro di organizzare laboratori di lettura per bambini e ragazzi. Ha insegnato Storia del libro al corso regionale della Regione Sardegna per bibliotecari documentalisti nel 2003 e Contenuti digitali per bambini, ragazzi adulti e anziani al corso di Alta Formazione della Regione Sardegna per Bibliotecari digitali nel 2014.

Eva, Federico, Matisse…

30 dicembre 2014

risguardi5Il numero 318 di dicembre della rivista Andersen apre con l’articolo di Walter Fochesato, dedicato all’illustratrice riminese Eva Montanari. In copertina, il suo pupazzo di neve, lettore accerchiato da bambini con in testa un berretto rosso a tre corni, a ricordo del riccioluto logo della rivista.
L’articolo inizia con la novità italiana dell’illustratrice, con l’albo che ci svela il “Federico” Fellini, raccontato dagli occhi della sua giovane conterranea: la città avvolta dalla nebbia, il circo e Gelsomina, Anita, Marcello e altri personaggi/attori citati tra le pagine di questa bizzarra storia d’infanzia. Vi si accenna alla genesi di questo lavoro: il testo, vincitore di un premio sardo, viene prima delle immagini. Si ricordano altri lavori editi da Kite: Inseguendo Degas in primis, Indovina chi viene a cena ?, acquistato dalla taiwanese Grimm Press.
Si segnala il recente albo commissionato dal museo di Ferrara, Henri è Matisse. E io… chi sono?, passando per la novità messicana, Este dìa, “una piccola storia piena di grazia per la primissima infanzia”, nella quale la “propensione al monocromo si esprime di una sintesi equilibratissima di grande suggestione”, come scrive Fochesato.
Nell’articolo si dice anche della passione di Eva per Winsor Mckay, di carte da parate e Art & Crafts, insomma… andatelo a leggere!

David Tolin
Pel di Carota

montanari

Per imparare a ridere della realtà

20 dicembre 2014

Inventions. Absurdities. Contraptions.
Sono così catalogate, nei rispettivi libri, le invenzioni di sir William Heath Robinson.
Per le prime due categorie non abbiamo bisogno di traduzione, per cogliere i dettagli di ciò che comparirà ai nostri occhi una volta aperte le pagine dei libri che le racchiudono.
Per le Contraptions dobbiamo ricorrere all’aiuto di Ilaria Tontardini, che firma l’introduzione del libro Macchine e Invenzioni Bizzarre uscito per i tipi di Elliot:
[…] Il termine “contraptions” definisce gli arzigogolati marchingegni inventati dall’autore.
Sono oggetti/situazioni che hanno un uso esatto e specialistico: una macchina da tavolo
atta a infilare un intero cucchiaio di piselli in bocca a un corpulento signore…
” e tante altre sorpendenti e impegnative invenzioni.
Macchine e invenzioni bizzarreQuesto libro delizioso riproduce alcune delle più bizzarre e immaginifiche invenzioni di uno dei più grandi illustratori e critici della contemporaneità.
Ogni operazione critica ha bisogno di un margine di ironia, e i disegni qui selezionati sono la piena dimostrazione che il lavoro di William Heath Robinson, era, e resta ancora, un lucido e ironico ritratto dell’assurdità della vita.
In Tempi Moderni, capolavoro del cinema mondiale, viene presentata la macchina per mangiare senza muoversi dalla catena di montaggio.
La scena è esilarante, il linguaggio dell’ironia ancora una volta mostra la follia dell’uomo.
È probabile che Charlie Chaplin abbia tratto spunto dalle macchine di William Heath Robinson, per mostrare cosa accade quando viti, bulloni, carrucole & c. si animano grazie all’anima di uomini senza il senso dell’essere.
Nel 1967, sempre la stessa frenesia inventiva, compare tra le pagine di un altro grande capolavoro, questa volta della letteratura:
[…] e la scimmia ammaestrata che indovinava il pensiero, e la macchina molteplice che serviva allo stesso tempo per attaccare bottoni e per abbassare la febbre, e l’apparecchio per dimenticare i cattivi ricordi, e l’impiastro per perdere tempo, e un migliaio di altre invenzioni, così ingegnose e insolite che José Arcadio Buendia avrebbe voluto inventare la macchina della memoria per poterle ricordare tutte.
È il grande Gabriel Garcia Marquez nelle prime pagine del suo Cent’anni di solitudine.
La macchina della memoria per ricordarle tutte esisteva già: era l’arte, il cinema e la letteratura, ma Buendia non poteva saperlo, perché il suo dio aveva bisogno di lui per dimostrarlo.
Macchine e Invenzioni Bizzarre è un libro bello che diverte, e fa pensare, a qualsiasi età.
La Cineteca di Bologna, ha da poco restaurato Tempi Moderni di Chaplin.
Nel dvd che potete acquistare, con la nuova esecuzione musicale dell’Orchestra NDR Radiophilharmonie Hannover diretta da Timothy Brock, delle musiche che furono scritte dallo stesso Chaplin, è presente sia la colonna sonora originale del 1935 che la nuova versione.
A Natale potete regalarvi immagini da guardare e sfogliare insieme ai più piccoli, per continuare il gioco delle invenzioni, per pensare e imparare a ridere della realtà.
Agata Diakoviez

Cose che accadono nel Bosco dei 100 Acri

15 dicembre 2014

Se Christopher Robin avesse incontrato nel Bosco dei 100 Acri il piccolo orsetto Pupupidù e L’Orso che non c’era, gli avrebbe invitati ad unirsi alla spendizione*, che insieme a Puh, Porcelletto e tutta l’allegra brigata, aveva organizzato per scoprire il Palo Nord.
Fu Puh a trovare e scoprire il Palo Nord, ne era talmente orgoglioso che chiese immediatamente a Christopher Robin se per caso non ci fossero anche altri Pali che un Orso con Poco Cervello potesse scoprire.
Naturalmente, gli aveva risposto Christopher Robin: C’è un Palo Sud e immagino che ci sia anche un Palo Est e un Palo Ovest, anche se alla gente non piace parlarne.
Chirstopher Robin, e i suoi piccoli amici, hanno da subito capito qual è il vero problema della gente: le persone non parlano di nulla perché non hanno immaginazione.
Sembra una cosa da niente, una quisquilia direbbe il saggio gufo a Puh, e invece no!
Il nodo di ogni problema è tutto lì nella capacità e volontà che ciascuno ha di immaginare.
Per nostra fortuna però i boschi dei 100 acri, che sono tanti, in questi anni sono stati battuti per bene da scrittori e illustratori, che hanno continuato a cercare e scoprire altri orsetti e piccoli amici per raccontarci con tanta immaginazione storie sempre nuove.
pupupiduBenjamin Chaud  avrà sicuramente visto per la prima volta, in un bosco dei 100 acri, la tana del piccolo Pupupidù, e per nostra fortuna ci ha subito raccontato tutto, accompagnando ogni parola con magnifici disegni
pieni di tanti particolari.
Una canzone da orsi, il suo primo albo illustrato, insieme a Pupupidù Orsi in pista, pubblicati da Franco Cosimo Panini, sono il resoconto dettagliato di quel
che accade ad un piccolo orsetto curioso e goloso.
Si entra e si esce dal bosco attraversando pagine traboccanti d’immaginazione e di tanti coprotagonisti. Troverete, se saprete osservare bene ogni pagina,
volti a voi noti.
Io ho trovato Babar dietro i vetri di una finestra di un palazzo parigino, e Alice che, come al solito, finisce a testa in giù in una tana non proprio della sua misura.
L’incontro nel bosco fatto da Lavie Oren è invece un po’ più filosofico, d’altraparte uno scrittore che è anche compositore, musicista e drammaturgo non avrebbe potuto fare un incontro di diverso tipo. 
l'orso che non c'era copertinaIl suo è un orso che come Puh si fa mille domande, cerca in giro, chiede, osserva e trova risposte sempre piene di gioiosa fantasia e immaginazione.
L’orso che non c’era, illustratato da Wolf Erlbruch, un signore Illustratore che di orsi, domande e immaginazione se ne intende un sacco, è stato pubblicato da e/o.
State attenti: questo è un albo di cui non potrete fare più a meno, vi lascerà il sorriso stampato sul volto e l’idea che perdersi fa parte dell’andare avanti.
Con sorpresa ho trovato anche in un libro destinato agli adolescenti delle citazioni di Puh.
Vi è un esergo tratto dalle storie di Puh sia alla prima parte, che alla seconda, e in diverse occasioni Carey, la giovane protagonista, utilizza con Ness, sua sorella più piccola, riferimenti alla vita di Puh per sollecitarne (re)azioni positive.
il segreto delle stelle biancheLa verità è che le giovanissime protagoniste del romanzo, Il segreto delle stelle bianche di Emily Murdoch, edito da Feltrinelli, nel Bosco dei 100 Acri ci sono state e lì hanno scoperto che non è facile essere coraggiosi quando si è piccoli e indifesi.
Una storia di forza e resistenza, di paura e coraggio, di adulti malati e bambini soli.
Il lieto fine sarà nelle mani dei protagonisti, così come accade nella vita tutti i giorni.
Il bosco è stato attraversato e come dice Puh c’è chi ha cervello e chi non c’è l’ha, e non c’è niente da fare, per fortuna però ci sono le storie che a volte servono a trovare la strada e qualche risposta, e a nutrire l’immaginazione.
Buona lettura, e se non avete mai letto le storie di Winnie Puh di A.A. Milne, vi consiglio i due libri Winnie Puh e La strada di Winnie Puh, editi da Salani.
Agata Diakoviez

*A.A. Milne utilizza un linguaggio molto creativo e divertente, le parole che Puh e i suoi amici deformano, avvicinano i bambini ad una comprensione giocosa del testo letterario.
L’intera opera di A.A. Milne andrebbe letta nella versione integrale, superando l’idea disneyana di Puh che ha reso il piccolo orsetto solo sinonimo di dolcezza infantile.

Reame di libertà

9 dicembre 2014

liber 104Il diario segreto nasce donna, o comunque è quasi sempre stato tenuto da donne.
Già su questo si potrebbe aprire un’ampia discussione, i tempi però cambiano e da qualche anno qualche timido bambino ha cominciato a chiedere di poter avere il suo diario segreto con tanto di lucchetto.
Sarà forse stata l’influenza della schiappa più famosa degli ultimi tempi, chissà, potremo scoprirlo solo quando e se il tempo ci consegnerà i diari dei maschietti.
Nel frattempo nel reame di libertà, come lo chiama Gabriela Zucchini, sono avvenuti dei considerevoli cambiamenti: quel segreto che doveva essere ben custodito, è oggi immediatamente (condi)visibile sulle pagine dei diari che i ragazzi hanno sui loro profili facebook o addirittura nei loro blog.
Maurizio Caminito, nel dossier Caro amico… mi scrivo, pubblicato su Liber 104, segnala il Kids’Blog Club, sito per i bambini inglesi che amano bloggate e per i loro genitori.
Insomma quel privato faticosamente consegnato al silenzio di una pagina sembra definitivamente evolversi in bite.
Caro amico… mi scrivo
accoglie gli interventi di esperti autorevoli che aiutano a capire come, cosa e quando la scrittura autobiografica prende forma: Duccio Demetrio, Paola Benadusi Marzocca, Teresa Buongiorno, Fausto Boccati, Gabriela Zucchini e Maurizio Caminito, affrontano diversi aspetti, rivelando com la scrittura, in  questo caso, diviene strumento prezioso e significante dell’esistenza di chi l’adopera. 
Ottimo, naturalmente, l’apparato bibliografico che accompagna il dossier. Buona lettura.
Agata Diakoviez

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