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Buona la prima!

24 luglio 2014

manifesto_segreto_coverSettembre è ancora lontano, ma nemmeno poi così tanto!
Qualche bagno al mare, qualche passeggiata in montagna e agosto finisce.
Inizia settembre, si torna a scuola e a Bologna apre i battenti l’undicesima edizione di ArteLibro, il festival del Libro e della Storia dell’Arte.
Anche quest’anno, per la seconda volta, tra le varie iniziative sarà organizzata la mostra Buona la prima! che raccoglie 45 copertine di libri (di ogni ordine e grado!) scelti da un gruppo di professionisti che operano nell’ambito della grafica editoriale.
Tra le copertine scelte, quattro sono i titoli pescati tra gli scaffali dei libri per ragazzi:
Frank Asch, illustrazioni di Mark Alan Stamaty, Giallo giallo, Orecchio acerbo
Silvia Borando, Vicino lontano, Minibombo
Guido Scarabottolo, Manifesto segreto, Vanvere Edizioni
Mary Shelley, Frankenstein, Bur ragazzi

A voi quale piace di più? Visitate il sito, e sappiateci dire, anzi votate anche voi. Basta spedire entro il 15 settembre, una mail, con oggetto “Buona la prima!” e il titolo del libro scelto, all’indirizzo: 
news@artelibro.it

David
Pel di carota

Perché i bambini non diventano lettori

16 luglio 2014

Ultima parte dell’intervento di Grazia Gotti, buona lettura

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Penso che non si nasca con il bisogno di leggere, anche se una delle maggiori reti italiane che promuovono la lettura nel mio paese ha per nome Nati per Leggere.
Sono più vicina all’idea di Gianni Rodari, che designò la necessità di riconoscere un sesto senso, quello che ci fa gustare la pagina scritta. Egli sosteneva che è un senso da creare, piantando un seme, per far nascere la pianta, per poi curarla, annaffiarla, farla diventare forte. Allora se questo seme viene piantato al più presto, in famiglia, a scuola, nella comunità, tanto più possiamo contare di avere lettori fra di noi, lettori che poi diventano gli insegnanti dei nostri figli, che vanno a dirigere le reti televisive dentro le quali i libri non sembrano esistere (in Italia è così), lettori che dopo una giornata di lavoro pesante si riposano e si svagano con una buona lettura, magari in un contesto ambientale gradevole, dove non ci sia troppo rumore. Sento che è in atto un significativo cambiamento. Se consideriamo che l’editoria per adulti versa in una grave crisi, i libri per i bambini e i ragazzi, al contrario, godono di buona salute. Oltre che godere di buona salute, nella quantità è ancora stabile la quota di buoni libri: libri d’autore, libri esteticamente magnifici, libri di divulgazione accurata e intelligente, poesie. Sottolineo la Poesia, settore che in una buona libreria specializzata per ragazzi, deve avere uno scaffale bene in vista, per ricordare al lettore, sia esso un genitore, un nonno, una zia o un insegnante, che la lingua è l’ incanto di tutto ciò di cui stiamo parlando. La lingua, le parole, il modo in cui sono legate, sono la materia prima dei libri. La loro raccolta e conservazione (leghein) diventa libro, non mi interessa se Ebook, se letto su carta, o se ascoltato con le orecchie nel caso i miei occhi non possano più decifrare le parole. La forza delle parole, la loro capacità di raggiungere la nostra intelligenza e il nostro cuore: parole antiche, e sempre moderne, domande, provvisorie risposte.
Italo Calvino in un breve scritto dal titolo “Perché leggere i classici” tenta tredici definizioni e segue un ragionamento fra i più limpidi che io abbia trovato a proposito dei libri e della lettura. Non so se ne esiste una traduzione in castigliano, ma io proporrei queste poche pagine come propedeutica ad ogni persona che si trova a lavorare con i libri e con la lettura.
Al punto 2 Calvino Scrive: “Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.
Quali sono le condizioni migliori? Un giardino? Un figlio finalmente al college così che una madre non debba più occuparsi di lui? Il tempo della pensione?
Calvino prende poi in esame la rilettura e ricorda che le letture in gioventù possono essere poco proficue per impazienza, distrazione, inesperienza delle istruzioni per l’uso, inesperienza della vita. Le letture possono essere formative nel senso che danno una forma alle esperienze umane, forniscono modelli, contenitori, termini di paragone, scale di valore, paradigmi di bellezza, tutte cose che continuano ad operare anche se del libro letto in gioventù ci si ricorda poco o nulla.
Lo scrittore, di “vaste letture”, conclude affermando che rileggendo il libro in età matura, accade di ritrovare queste costanti che oramai fanno parte dei nostri meccanismi interiori e di cui avevamo dimenticato l’origine. Nella mia esperienza di lettrice di età matura il libro per bambini italiano per eccellenza, Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, mi offre continuamente e con sorpresa, occasioni di confronto. Sempre Calvino, sul finire del suo ragionamento, cita Giacomo Leopardi, un caso di scrittore di “vaste letture” che ha cominciato molto presto il confronto con i classici.
Con saggezza e lievità Calvino conclude il suo scritto preoccupato che qualcuno possa intendere che i classici vanno letti perché “servono a qualcosa”.
La sola ragione che si può addurre è che leggere i classici è meglio che non leggere i classici.
Grazia Gotti

CCLP – Concorso Cartoline Libretto Postale

14 luglio 2014

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Approfittiamo del post uscito oggi su ZazieNews, in cui Silvana Sola parla del nuovo Libretto Postale (se scendete al post del 7 luglio potete leggere l’intervento di Agata Diakoviez su Manifesto segreto), illustrato da Franco Matticchio e edito da Vànvere, per farvi scoprire il concorso padovano legato a questa pubblicazione, e già alla seconda edizione.
Vi rimandiamo al post sul sito di Pel di Carota, per farvi capire quanto ci piacciono le cartoline dell’illustratore di Varese e quanto siamo affezionati a questo progetto editoriale.
Qui di seguito le semplici regole del concorso CCLP – Concorso Cartoline Libretto Postale:1122
1 – Sei in vacanza, a casa, sul wind-surf a Copacabana o stai rincorrendo una lepre nella Foresta Nera scrivi una cartolina, entro l’1 settembre 2014 (vale il timbro postale) a:

Pel di carota Libreria per ragazzi
via Boccalerie, 29
35139 – Padova

2 – Unica condizione, nel testo dovrà comparire la parola PASCOLI, anche al singolare. Ricordatevi di firmare o fare in modo di poter risalire al mittente.

3 – Novità di questa seconda edizione: i partecipanti potranno concorrere con una qualsiasi cartolina o con una cartolina della nuova versione del Libretto Postale: solo questi ultimi, potranno concorrere all’estrazione del Super-Premio.

4 – Una giuria di bambini vaglierà tutte le cartoline partecipanti e deciderà i due vincitori. Elementi che verranno considerati: estetica ed originalità dell’immagine scelta (valgono anche i “manufatti”), qualità del testo, scelta del francobollo.

5 – I risultati verranno comunicati e la premiazione effettuata, in occasione del nostro quarto compleanno, l’11 settembre prossimo.

David
Pel di carota

Perché i bambini non diventano lettori

11 luglio 2014

Pubblichiamo la prima parte di un intervento di Grazia Gotti,
buona lettura.

Grazia

Ho iniziato ad occuparmi di lettura più di trenta anni fa, mentre per lavoro mi occupavo di bambini molto piccoli, bambini di pochi mesi fino a tre anni, nei Nidi d’Infanzia, settore educativo che nella mia Regione, l’Emilia Romagna, vanta una bella storia.
Molto vicino a Bologna, la città dove vivo e lavoro, si trova la città di Reggio Emilia, famosa nel mondo per il modello educativo elaborato negli anni Settanta e che ora viene promosso dal Centro Reggio Children.
Reggio Emilia è anche la città a cui Gianni Rodari ha dedicato La grammatica della fantasia, testo nato proprio dall’esperienza sul campo con bambini e insegnanti delle scuole della città emiliana.
Ma il vero motore che poi ha indirizzato la mia vita verso i libri e la lettura è stato l’incontro all’Università di Bologna con il Prof. Antonio Faeti, primo cattedratico italiano di Storia della letteratura per l’infanzia.
Proprio nell’anno in cui, con amiche e colleghe pedagogiste, mi dedicai all’avventura di aprire la libreria Giannino Stoppani, Antonio Faeti aveva pubblicato Il lettore ostinato, un saggio nel quale il libro veniva definito un medium dentro la catena multimediale, fra l’Alto e il Basso, cioè fra la cultura letteraria e quella popolare, in una circolarità ininterrotta, che dà linfa all’immaginario collettivo.
Antonio Faeti, classe 1939, usa la penna stilografica, non ha patente di guida, né un computer. Scrive delle bellissime lettere con una grafia regolare, precisa, ordinatissima e rotonda, pubblica saggi e romanzi, è il più prodigioso lettore che io abbia mai conosciuto, un lettore che ricorda a memoria brani, dialoghi, poesie, scene di film, canzoni.
In Emilia abbiamo avuto un campione della Memoria, l’umanista Pico della Mirandola, studente a Bologna, Pavia, Ferrara, Padova e Firenze. Era molto bravo in matematica e imparò molte lingue: il latino, il greco, l’ebraico, l’aramaico, l’arabo, il francese.
“Né angelo né bestia, l’uomo è la più dignitosa delle figure, arbitro di sé stesso, dotato di volontà di scegliere”, scriveva nella Oratio de hominis dignitate.
Morì a soli 31 anni, e ancora oggi per definire una persona dotata di grande capacità mnemonica si usa riferirsi a lui come pietra di paragone.
Un’altra grande figura intellettuale, Herman Hesse, nella raccolta in italiano Una biblioteca della letteratura universale, scritti che investigano il mondo dei libri e della lettura (dal 1907 al 1945), in un punto riflette sul fatto che, benché ogni anno migliaia di bambini entrino in contatto con l’alfabeto, definito un “talismano”, in realtà molto pochi se ne avvantaggiano.
Per me la domanda resta aperta, anche se, avendo poi insegnato per dieci anni nella scuola elementare, mi sono fatta una precisa idea delle ragioni per le quali i bambini non diventano lettori.
In primo luogo perché non lo sono i loro insegnanti. Quindi tutti restiamo lì sui banchi, per molti anni, fino all’Università, senza permettere ai libri di diventare nostri amici fidati.
Allora per me vale quella ricerca di dignità di cui dicevo a proposito di Pico della Mirandola, ma potrei andare molto più indietro nel tempo e vorrei, invece, guardare al futuro. Sono ottimista, al di là di tutte le difficoltà, penso che molto lavoro da fare spetti agli individui, alle loro scelte, alle loro volontà, al loro impegno.
Vedo il nostro presente ricco di opportunità a partire dalla straordinaria liberalizzazione del sistema che consente a tutti di accedere ai libri.
Per esempio, da casa, da un parco, in viaggio, in attesa in un ufficio postale o in qualche ufficio della burocrazia statale, con un piccolo movimento dei polpastrelli posso cercare una pagina del Don Chisciotte, uno scritto di Maria Zambrano, un brano del Lazarillo, pagine di Ortega y Gasset, rintracciare il pensiero di Miguel De Unamuno, solo per citare autori che mi piace ricordare trovandomi in Spagna.
Posso, sempre con un rapido movimento di polpastrello, ordinarmi un libro americano con figure della Smithsonian Institution perché mi interessa l’illustrazione, così come posso ricevere in breve tempo e a costi accessibili tanti libri illustrati per ragazzi sullo Sport in diverse lingue, ricchi di figure e preparare una mostra al Museo Archeologico della mia città, esponendo i lavori di grandi disegnatori accanto alla scultura classica che ritrae un discobolo o un pugile a riposo.
Diventa semplice e possibile compilare bibliografie raffinatissime, su temi e autori, strumenti di lavoro che servono per diffondere la conoscenza. Ma tutto ciò non mi basta, mi piace il contatto fisico, la relazione umana, la crescita democratica, ed è per questo che cerco le librerie, le bancarelle dei libri usati, seguo presentazioni di libri, incontri con gli autori, leggo le pagine della stampa, i blog, vado ai festival…inseguo i libri là dove essi si trovano, e mi piace incontrare persone che leggono, per parlare, discutere, ridere, arrabbiarmi.

Grazia Gotti

 

Manifesto (quasi) Segreto

7 luglio 2014

Schermata 2014-07-05 alle 17.37.04 Un manifesto può contenere tante cose, pensieri, inviti, può servire a promuovere qualcosa o qualcuno, ad informare di qualche fatto accaduto o che accadrà.
Il primitivo manifesto se ci pensate riesce a contenere tante informazioni, a volte esagera anche, quel che conta però è che, se ben fatto, riesce a tener fermo lo sguardo senza far scivolare l’attenzione come un’anguilla da una parte all’altra, come accade invece con i suoi eredi virtuali.
Deve essere bello e attraente, veloce da potersi leggere anche camminando e guardando di sbieco il muro su cui è affisso, a me piacciono anche quelli istituzionali, quelli per intenderci con lo stemma del Comune che tanto ricordano i proclami letti ad alta voce.
Naturalmente un manifesto può essere tante cose fuorché segreto, ma allora perché a Vanvere edizioni hanno chiamato questo librone MANIFESTO SEGRETO?
E che libro sarà mai?
L’apriamo per cercare di capire: quel che ci troviamo davanti è una pagina che sembra confonderci ancora di più, se non fosse per quell’inciso che sempre rassicura: SBAGLIANDO S’IMPARA.
Lasciamo scivolare lo sguardo tra le pagine per scoprire che quel segreto è il segreto che ciascun lettore potrà far scivolare sulle pagine di questo libro che, come da buona tradizione,  l’editore ci invita a rifare muniti di forbici, colla, fantasia e segreti da dire a tutti.
Partire dal segno di Guido Scarabottolo rassicura chiunque, insomma chi ben comincia è ben più che a metà dell’opera.
Cliccando qui potrete leggere, nel blog di Topipittori, la presentazione che di questo lavoro fa Guido Scarabottolo.
Buon divertimento e tanti manifesti per tutte le feste d’estate.
Agata Diakoviez

Libri e librai in Spagna

30 giugno 2014

fotoIl vecchio mattatoio di Madrid è ora una cittadella della cultura.
Ha qui sede la Casa del Lector, uno spazio architettonico meraviglioso, promosso dalla Fondazione German Sanchez Ruiperez.
Negli uffici della fondazione ho incontrato i responsabili di tre librerie per ragazzi di Madrid: Il Dragon Lector, Kirikù y la Bruya, e Liber Espacio.
Le loro “business cards”, danno un’idea del loro modo di presentarsi. Persone squisite, allegre, piene di idee, ottimiste, e non molto propense alle forme associative “pesanti”. Da loro associazione si dice “Gremio”. Sono molto interessate alla collaborazione.
Quando ho detto che Elvira Lindo sarà a Mantova per il Festivaletteratura sono rimaste sorprese. Loro considerano Manolito un personaggio che ha avuto una breve stagione, passeggera, che non si è radicato nella tradizione culturale, letteraria. Io non sapevo che era nato alla radio: Elvira Lindo, giornalista, parlava alla radio, e con la sua voce dava voce a un bambino. Poi è diventato libro. Ecco, abbiamo cominciato a parlare di libri, di autori, di illustratori e ci siamo lasciati con l’impegno di partecipare con una “tertullia” a Canal Lector e Lectyo, due spazi virtuali dove si può intervenire e leggere in compagnia di tanti librai e lettori di lingua spagnola, cioè di tutti i latino americani e di tutti quelli che parlano spagnolo, abitando a New York, Miami (qui c’è un premio letterario importante, si chiama ” Quattrogatti” ed ha premiato un libro dal titolo Vietato leggere Lewis Carroll).
Grazia Gotti

Pullman, Mumin e Nobel

27 giugno 2014

Schermata 2014-06-27 a 13.27.26Da tempo ci giungono le mail di un’ente francese, il CRILJ, che ci danno notizie di quello che succede in Francia nell’ambito della formazione, delle uscite editoriali e degli eventi legati alla letteratura per ragazzi.
Di seguito potete leggere la traduzione di uno degli articoli segnalatici, scritto da Antoine Oury e uscito lo scorso 4 giugno nel sito ActuaLitté.
Cliccando qui trovate la versione originale.

David Tolin
Pel di Carota

PS.: Ricordiamo che il paese ospite della prossima Francoforte è la Finlandia.
PPS.: Segnaliamo inoltre su RadioTre, l’intervista a Beatrice Masini, su Pullman e il suo ultimo lavoro dedicato alla fiabe dei Grimm, potete ascoltarla cliccando qui.

E se un autore per ragazzi ricevesse il Premio Nobel per la letteratura?

Philip Pullman, celebre per il suo ciclo Queste oscure materie, è formale. In un pezzo pubblicato su Books for Keeps, l’autore ritiene che il Premio Nobel per la Letteratura avrebbe dovuto essere assegnato ad un autore per ragazzi. E non a uno qualsiasi, poiché avrebbe ben visto la sua collega Tove Jansson, creatrice dei Mumin, come ottima candidata al premio.
Pullman ha approfittato della tribuna offertagli dalla rivista Books for Keeps per tessere le lodi di Tove Jansson, che a suo parere non è sufficientemente conosciuta per il suo lavoro.
Ha cominciato ricordando le sue origini di autrice e illustratrice finlandese, nata da un padre pittore: vocazione che lei stessa scelse nei suoi primi anni d’attività.
I suoi libri meritano più attenzione, per Philip Pullman, in modo particolare l’universo dei Mumin: degli ippopotami messi a confronto con ogni tipo d’avventura e posti davanti a svariate catastrofi naturali, inondazioni o comete che siano… Secondo Pullman, l’autrice “era capace di esprimere tutta la frenesia di un universo meraviglioso e il conforto d’una famiglia affettuosa, [...] evocare il timore, la perdita e l’ignoto”.
Una delle sue opere con protagonisti i Mumin, Papà Mumin al mare, era stato particolarmente notato per l’atmosfera malinconica che l’autrice era riuscita a comunicare, malgrado fosse un libro per ragazzi.
Per Pullman, non c’è nessun dubbio che l’autrice deceduta nel 2001, avrebbe potuto ricevere il Premio Nobel: le sono stati comunque assegnati numerosi riconoscimenti, come il grande premio internazionale Christian Andersen nel 1966 o il Premio Finlandia nel 1993.
La scrittura, come anche i disegni, avrebbero ampiamente meritato la più alta onorificenza letteraria, sottolinea Philip Pullman, tanto più che Tove Jansson ha anche illustrato libri per adulti, giudicati altrettanto ammirabilmente.
Sono pochi gli autori per ragazzi ad essersi distinti con il Premio Nobel per la Letteratura: Rudyard Kipling e Pearl Buck i più conosciuti.

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