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Le amiche che vorresti e dove trovarle

30 aprile 2019

Non si può negare che la raccolta “Le amiche che vorrei e dove trovarle” sia l’ennesima pubblicazione sull’onda di un’editoria che ha riscoperto, da due anni a questa parte, lettrici appassionate; qui però si trova una risposta intelligente rispetto ai soliti “libri gemelli”. Beatrice Masini si riconferma una mente brillante e acuta, pronta a restituirci, con brevi ed efficaci pennellate, storie di donne letterarie indimenticabili. L’impaginazione e la scelta dei colori danno un grande vantaggio a questo libro che sembra prendere le distanze da certe pubblicazioni pacchiane sull’onda delle ormai famigerate bambine ribelli. E poi ci sono gli splendidi ritratti di Fabian Negrin. In verità tutto è partito da quei volti. Fabian Negrin si presenta all’editore con una necessità: quella di poter offrire ai giovani lettori la possibilità di rileggere (o di leggere per la prima volta) i romanzi che hanno fatto parte della sua personale educazione sentimentale, a partire proprio dall’incontro con bambine, ragazze e donne di straordinaria umanità. Ed è bello che sia stato un uomo a rilevare e a riportare all’attenzione di un editore la potenza di queste “Signore e Signorine” (in omaggio alla stupenda collana EL “Sirene” che, precorrendo i tempi e le mode, venne editata nel 2002)  che, grazie al talento di scrittori e scrittrici, hanno saputo guidare intere generazioni. Vite letterarie uniche che Fabian Negrin rinarra in primo luogo a se stesso a partire dalla luce e dal colore. Le parole di Beatrice Masini arrivano dopo – e siamo felici che siano proprio le sue – come nuovi tocchi di pennello. Ne “Le amiche che vorresti” potrete specchiarvi in 22 donne letterarie. Per ognuna trovate: il ritratto magnificamente interpretato dall’immaginazione e la mano di Fabian Negrin; un testo breve alla sinistra del ritratto dove Beatrice Masini vi tira letteralmente dentro al quadro ammaliandovi con parole che sono tratti altrettanto intensi ed efficaci; una sinossi che in verità è una recensione del libro, in cui ognuna delle 22 donne prende vita; e una citazione significativa, egregiamente tradotta (i traduttori sono citati a fondo pagina) che possa essere una perla da andare a cercare negli straordinari abissi dei romanzi in questione. Insomma “Le amiche che vorresti” è un invito dolce e sapiente a riscoprire pagine letterarie indimenticabili: Bradamante, Pippi, Mary Lennox, Orlando, Sharazad, Matilde, Anna Karenina, Emma Bovary, Marianna, Mina…Per ognuna di queste donne un viaggio nella miglior letteratura di tutti i tempi. Un libro finalmente pieno di grazia, che non vuole diventare una prescrizione medica né un invito a leggere queste donne per un motivo e per un altro. Zazie, Bibi, Calpurnia…sono tra quelle pagine in primo luogo per se stesse: vivono, respirano, sbagliano, attraversano, giocano, leggono, raccontano, cambiano… in virtù, o a causa, della Vita. Ritratti vividi, ad un tempo attuali e inattuali – come sempre dovrebbe essere per la buona letteratura – ritratti che non ti spronano alla ribellione, ma ad esistere, ad essere contemporaneamente qui e in un altrove, nel presente e nel passato alla riconquista continua di un senso che, come diceva Simon de Beauvoir, non va mai dato per scontato. A livello profondo, le due voci, quella di Beatrice Masini e quella di Fabian Negrin, ci pongono di fronte a questo libro non come uomini o come donne, ma in quanto esseri umani. Ci invitano ad esplorare la letteratura alla ricerca di una fioritura personale, che possa avere significato per noi stessi e per gli altri al di là del nostro sesso. La buona letteratura, seguendo questo pensiero, si presenta sempre come ambigua e antidogmatica, aperta e disponibile, pronta a prenderci per mano, o a pugni se serve, desiderosa di farci abitare il paradosso, un po’ come la citazione tratta dall’Orlando di Virginia Woolf e riportata emblematicamente in questo libro: “Per differenti che siano, i sessi si mescolano. In ogni essere umano ha luogo un’oscillazione da un senso all’altro, e non di rado sono solo gli abiti a conservare l’apparenza maschile o femminile, mentre al di sotto il sesso è completamente l’opposto di ciò che sta in superficie.” Allora leggere di 22 donne, non sarà un invito ad essere divergenti per forza, ma un invito alla letteratura, valido davvero per tutti. Viva!
Alessia
Radice-Labirinto

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2019: vincitori ORBIL

10 aprile 2019

Durante la Bologna Children’s Book Fair, nello splendido spazio della Booksellers Lounge, la nostra associazione ha annunciato lo scorso mercoledì, 3 aprile, i vincitori di questa ottava edizione del nostro ORBIL. Qui sotto le motivazioni.

ALBI ILLUSTRATI
TRE IN TUTTO
Davide Calì, ill. Isabella Labate, Orecchio Acerbo

Oggi come non mai c’è bisogno di storie come questa, che ci parlino di accoglienza, solidarietà, generosità e affetto. In un tempo in cui la paura dello straniero è diventata fobia, abbiamo bisogno di ricordarci che nessuno è straniero se lo si conosce, se si condivide, se ci si dà fiducia. E’ importante passare questo testimone a bambini e bambine che crescono in un clima di odio e diffidenza, raccontargli di un tempo in cui, in questo stesso Paese, c’è stato chi ha teso una mano.
Un albo che racconta ,come una fiaba ,un bel capitolo della Storia d’Italia, impreziosito dalle magnifiche illustrazioni di Isabella Labate che, come un album di vecchie foto, ci restituisce il sapore di quei giorni.

NARRATIVA 6/10 ANNI
KATITZI
Katarina Taikon, trad. Laura Cangemi e Samanta K. Milton Knoles, ill. Joanna Hellgren, Iperborea

Scritto nel 1969, ed ispirato alla vita dell’autrice, Katitzi racconta con lucida semplicità ed attualità la storia di una bambina rom, che si ritrova all’improvviso a dovere cambiare vita e a scoprire il significato di parole quali diffidenza, accoglienza, diversità, negazione, diritti. Vivere in un carrozzone, essere la figlia del proprietario di un luna park, scoprire all’improvviso di essere parte di una grande famiglia e dovere affrontare tutto questo e la diffidenza con la quale ci si scontra ogni giorno non è semplice, ma la gioia di vivere di Katitzi, la volontà di non volersi arrendere davanti ai pregiudizi della gente, la porterà a seguire i suoi sogni.

NARRATIVA 11/14 ANNI
I FIGLI DEL RE
Sonya Hartnett, trad. Claudia Manzolelli, Rizzoli

Con “I figli del re” la penna di Sonya Hartnett si riconferma essere tra le migliori del panorama internazionale. Raccontare il poco della quotidianità di tre bambini parlando del molto che concerne la vita, è un talento che solo alcuni romanzi riescono a tradurre. Sonya Hartnett riesce a disegnare e definire come nessun’altra le ombre nel cuore dei bambini, perché sa che quelle ombre esistono e non si dissolveranno facilmente.Un romanzo eccellente che non smetterà di interrogarvi, un romanzo senza grandi fuochi d’artificio, come è tipico di Sonya Hartnett, ma che sa sondare l’animo umano facendolo brillare nella magistrale orchestrazione della trama. Personaggi affascinanti e paesaggi indimenticabili.

YOUNG ADULT
IL PAVEE E LA RAGAZZA
Siobhan Dowd, ill. Emma Shoard, trad. Sante Bandirali, Uovonero

Anche dopo anni dalla sua morte, Siobhan Dowd continua a parlarci in modo più attuale che mai. La sua scrittura asciutta arriva dritta al punto e ci racconta una storia di discriminazione e amore, ingiustizia e coraggio. Un romanzo dalle atmosfere dure e fredde, come la scogliera di Dundray, che ci parla di pregiudizi e di come basti poco per abbattere quel muro invisibile di diffidenza. Illustrato da Emma Shoard, una giovane e talentuosa illustratrice ,che con i suoi inchiostri e carboncini cattura perfettamente le atmosfere fluttuanti della natura irlandese e i movimenti dei personaggi.

DIVULGAZIONE
ALLA SCOPERTA DELLE IMMAGINI, DALLE CAVERNE AD INTERNET
David Hockney, Martin Gayford, ill. Rose Blake, Babalibri, 2018

A condurci alla scoperta della storia delle immagini le voci e il pensiero di due guide d’eccezione David Hockeny e Martin Gayford che dialogano, con un tono leggero, ma di sostanza, attorno ad opere d’arte, immagini pubblicitarie, illustrazioni dei libri, fino ad arrivare alle immagini veicolate da videogiochi, smartphone e tablet. Un viaggio fatto di salti, link ed avvicinamenti inaspettati. A connettere assieme questo straordinario materiale visivo, le riuscitissime illustrazioni di Rose Blake. Un libro per sperimentare un modo diverso di guardare all’arte, destinato a ragazzi ed adulti curiosi.

BALLOON
MACARONI!
Zabous, ill. Thomas Scampi, trad. Emanuelle Caillat, Coconino Press

Un’opera meravigliosa sulla trasmissione della memoria e sul rapporto tra generazioni. Macaroni con dialoghi brevi e asciutti riesce a raccontare l’intera vita di una persona intrecciando fantasmi del passato e colori del presente. I personaggi sono sapientemente caratterizzati e ognuno di ,oro porta al racconto un differente punto di vista per creare un concerto di voci perfettamente calibrato, che ci racconta di quando i migranti eravamo noi. I “Macaroni”.

La redazione
ALIR

I cugini di Heidi. E il primo Hans Christian Andersen Award

4 marzo 2019

I cugini di Heidi si chiamano Ursli e Florina, e sono fratello e sorella, vivono in una valle dell’Engandina, tra monti, abeti e l’aria tersa trapunta di stelle, bagnata di neve, soffiata dal vento.
Li ha disegnati Alois Carigiet, e di loro ha scritto Selina Chönz.
Alois nasce nella località svizzera di Trun, nel Cantone Grigioni, nell’estate del 1902 e qui si spegne ottantatre anni dopo. Fu artista dei colori: pittore, decoratore, incisore grafico e illustratore.
Selina scrive la prima storia di Uorsin in romancio, una lingua che sa di antico e magico, nel 1945 usando la rima baciata. La campana per Ursli è stato pubblicato nel 2008 da Il gioco di leggere, editore a cui va dato merito di aver tentato questa, e altre volte, il recupero di piccole chicche nella collana “I classici moderni per bambini”, in cui proponeva autori e titoli importanti degli anni 1950-1980 mai editi in Italia. Il libro in italiano è ormai fuori catalogo da tanto e si trova con difficoltà anche nelle biblioteche.

Per partecipare alla festa tradizionale di Chalandamarz, che si celebra il primo marzo e segna il passaggio dall’inverno alla primavera con il rito che ancora oggi (come testimonia la foto) vede i ragazzi battere i campanacci, Ursli ha soltanto una piccola campanella, oggetto di sicuro scherno. Così parte dal villaggio alla ricerca di una campana enorme, bella e unica, vivendo tappe avventurose in un classico percorso di crescita.

Nel 1950 il libro fu inserito nella lista dei New York Times’ Ten Best Children’s Books; segnalazione che si replica nel 1953 per Flurina (Florina und das Wildvöglien), secondo titolo nato dalla collaborazione tra Alois e Selina, ossia Fluorina e l’uccellino nella versione italiana-ticinese del 1987 (Edizioni Silva, Zurigo, a cura di Maria Grazia Baumgartner) ma per quanto si sa non disponibile in Italia.

Il loro terzo titolo è Der grosse Schnee del 1957: La grande nevicata (1985, Edizioni Silva, a cura di Fabio Chierichetti), tradotto persino in giapponese; non fu l’unico ad arrivare così lontano: nove sono le lingue in cui fu stampata la “trilogia” di Ursli e Florina.

Alois Carigiet vince nel 1966 l’Hans Christian Andersen Award come illustratore, inaugurando, cosa da sottolineare, la categoria fino a quel momento assente nel riconoscimento assegnato da Ibby (quell’anno per gli scrittori fu premiata Tove Jansson, la mamma dei Mumin).

Nello stesso anno il suo Zottel, Zick und Zwerg ottiene il Schweizer Jugendbuchpreis.

La natura, le Alpi, gli animali, la vita che cambia come le stagioni, con piccole difficoltà e nuove esperienze da affrontare da parte dei giovani protagonisti, sono i soggetti costanti e che si ritrovano anche in Birnbaum, Birke, Berberitze del 1967 e in Maurus und Madleina di due anni dopo.

Carigiet non lascia mai la Svizzera, tranne per una parentesi a Parigi, studia a Zurigo dove lavora per anni, fino al 1939, come grafico (è anche scenografo al Cabaret Cornichon, che contribuisce a fondare) e dove trascorre anche il decennio 1950-1960, poi è sempre nella natia Trun.
Il tratto è secco, sottile, sa di roccia e di montagna, niente fronzoli; i colori freddi, verdi bianchi marroni celesti di ghiaccio, macchie di rosso, punti di gialli; china, acquerello, incisioni tra le tecniche preferite. E poi manifesti pubblicitari, dipinti, copertine per libri, incluso un Zanna Bianca di cui fa anche le tavole interne, opere murali… la sua produzione è davvero ampia e ricca, esposta e presente nelle collezioni pubbliche e private e che ne fanno uno degli artisti più significativi per il Paese.

I libri per bambini che Carigiet realizza sono invece solo sei, pochi in fondo, ma evidentemente le giurie, come abbiamo visto, gli hanno riconosciuto un valore che potrebbe essere riscoperto dai lettori italiani.
E sono così significativi per l’immaginario dei piccoli svizzeri che un tempo sono state fatte le audiocassette e se ne traggono oggetti, immagini, pupazzi (come testimoniano quelli per esempio realizzati in feltro dall’illustratrice Annina Holzer).

Ursli è così importante che ne hanno tratto anche spettacoli con marionette e due film non a cartoni, il primo nel 1964 e il secondo nel 2015, sempre con grande successo di pubblico.

Quest’anno il Paese ospite alla Children’s Book Fair è appunto la Svizzera e la mostra degli illustratori espone l’opera di 28 autori dei quattro Cantoni; sarà anche l’occasione per conoscere qualcosa in più della sua produzione editoriale per bambini, che in Italia è ben poco o nulla diffusa. Francesca Martella titolare di Il Sognalibro di Gordola (Locarno) sarà relatore alla Conferenza internazionale dei librai per ragazzi organizzata con la collaborazione di Alir, e parlerà delle loro realtà specializzate.
Ursli e Florina (e anche Heidi…) saranno tra noi.

Bianca
Libreria Cuccumeo – Firenze

Chi vincerà il Premio Orbil 2019?

29 gennaio 2019

Eccoci anche quest’anno con le terzine del nostro Premio Orbil. Nuovi editori fanno capolino, altri si riconfermano (a volte con doppie presenze) anche quest’anno tra i nostri favoriti. Tante immagini, tante storie, tanti autori da scoprire.

.Albi illustrati
Il sentiero, Marianne Dubuc, trad. Paolo Cesari, Orecchio Acerbo
Tre in tutto, Davide Calì, ill. Isabella Labate, Orecchio Acerbo
Tempestina, Lena Anderson, trad. Laura Cangemi, Lupoguido

.Narrativa 6/10
Katitzi, Katarina Taikon, ill. Joanna Hellgren, trad. Laura Cangemi e Samanta K. Milton Knowles, Iperborea
Il bambino dei baci, Ulf Stark, ill. Markus Majaluoma, trad. Laura Cangemi, Iperborea
Le avventure di Augusta Snorifass, Chiara Carminati, ill. Clementina Mingozzi, Mondadori

.Narrativa 11/14
I figli del re, Sonya Hartnett, trad. Claudia Manzolelli, Rizzoli
Niente Paura Little Wood, Jason Reynolds, trad. Giuseppe Iacobaci, Terre di mezzo
Ci si vede all’Obse, Cilla Jackert, trad. Samanta K. Milton Knowles, Camelozampa

.Young Adult
Il pavee e la ragazza, Siobhan Dowd, ill. Emma Shoard, trad. Sante Bandirali, Uovonero
La stanza del lupo, Gabriele Cima, San Paolo
La canzone di Orfeo, David Almond, trad. Giuseppe Iacobaci e Wendell Ricketts, Salani

.Divulgazione
Alla scoperta delle immagini, David Hockney e Martin Gayford, ill. Rose Blake, trad. Angela Dal Gobbo, Babalibri
Lupinella. La vita di una lupa nei boschi delle Alpi, Giuseppe Festa, ill. Mariachiara Di Giorgio, Editoriale Scienza
Universi. Dai mondi greci ai multiuniversi, Guillaume Duprat, trad. Lucia Corradini, L’ippocampo

.Balloon
Macaroni!, Zabous, ill. Thomas Scampi, trad. Emanuelle Caillat, Coconino Press
John Gattoni. Le indagini più famose, Yvan Pommaux, trad. Tanguy Bbled, Babalibri
Io sono mare, Cristina Portolano, Canicola

Le immagini sono state sorteggiate (le ritrovate tutte nella nostra pagina Facebook).
I vincitori saranno annunciati ad inizio aprile in occasione della Bologna Children’s Book Fair.
La redazione
ALIR

La donna che amava i colori

28 gennaio 2019

Non sono ancora stata in grado di aver notizia di libri per bambini o di favole scritte in italiano; quelle che ho visto pubblicizzate sono traduzioni dal francese o dall’inglese. Le favole non esistono; il gusto italiano per il meraviglioso è convogliato dai preti verso un’unica direzione, quella dei miracoli dei Santi (…)

Così scrive Mary P. Merrifield da Bologna, in una lettera al marito datata domenica 29 marzo 1846.
Merrifiled era una studiosa inglese che, incaricata dal suo Governo, viaggia in Italia tra il 1845 e il 1846 insieme al figlio appena diciottenne e a una domestica. Scopo del viaggio è la ricerca presso realtà pubbliche e private (biblioteche, archivi, collezionisti, negozianti, artisti, librai, studiosi) di testi, ricette e trattati per la realizzazione e composizione dei colori da trascrivere e tradurre, al fine di permettere agli artisti inglesi di aggiornarsi e progredire nelle arti, incluso l’affresco.
Il frutto del suo lavoro, Original Treatises on the Arts of Painting, è pubblicato nel 1849 in due volumi in doppia lingua.

Ora, a parte quanto affascinante e sorprendente sia la scoperta di questa figura di donna – per anni si occuperà poi dello studio delle alghe, dopo aver scritto e pubblicato altri trattati sulla scienza del colore –, non poteva ovviamente non colpire il brano di questa lettera.
Come ci comunica Giovanni Mazzaferro, attento curatore del bel libro La donna che amava i colori. Mary P. Merrifield. Lettere dalľItalia (Officina Libraria, Milano 2018), tra le cose di cui Merrifield va in cerca durante il suo viaggio tra Veneto, Emilia, Lombardia e Piemonte, sono proprio i libri per bambini, che in epoca vittoriana in Inghilterra stavano vivendo un’importante fioritura.
Mary, secondo Mazzaferro, ne va in cerca forse per tradurli. Ma appunto, non ne trova. Nemmeno nella città che diverrà patria della International Children’s Book Fair. E chissà quali sarebbero oggi i suoi commenti, se potesse andare su e giù per i corridoi della fiera, e partecipare agli incontri che si terrano in quei giorni (1-4 aprile) nella città felsinea.
Ricordiamo che Giannetto di Luigi Alessandro Parravicini venne sì pubblicato dieci anni prima, nel 1836, e con un successo e diffusione da vero bestseller per l’epoca, ma si tratta di un manuale scolastico, e per l’Italia si dovrà attendere il periodo dopo l’Unità per registrare un incremento di produzione, quasi sempre comunque legata al mondo della scuola e ai periodici per bambini. Mentre le parole della Merrifield paiono sottendere la ricerca di testi narrativi e di fiabe non necessariamente legati a intenti pedagogici.
Sempre per restare nel mondo dell’editoria, e fare solo due altri brevissimi appunti, a Milano (15 novembre 1845) la studiosa incontra per esempio Giuseppe Vallardi il grande libraio, a cui ho lasciato la mia lista (…). Vallardi è l’editore più importante d’Italia (…) può consultare e conosce il contenuto di tutte le biblioteche di valore e ha grande influenza su tutti i bibliotecari. E tra le lettere di presentazione ha quella di Antonio Panizzi – nato a Brescello (Reggio Emilia), che conosciamo grazie alla penna di Guareschi – che, lasciata l’Italia per Londra in quanto carbonaro e sostenitore del Risorgimento, divenne direttore della British Museum Library dal 1856 al 1866, portandola ad essere la più grande e innovativa biblioteca nazionale dell’epoca.
Grazie al suo carteggio, Mary P. Merrifield ci trasporta con penna acuta e curiosa in una tale varietà di fatti, scoperte, note di cronaca, incontri che squadernano un mondo così ricco di Cultura, di Sapere, di scambi e di modernità che lasciano senza fiato. Per questo vale davvero la pena leggere La donna che amava i colori.

Bianca
Libreria Cuccumeo

Terra in vista!

30 ottobre 2018

Abbiamo chiesto all’équipe di Sinnos edizioni, di raccontarci di questo libro, che forse sarebbe meglio definire più un “progetto” vero e proprio che vuole coinvolgere direttamente bambini e i ragazzi nella realizzazione di un paese, di un ambiente migliore in cui vivere.
A scuola, a casa, ogni lettore deve infatti prendere delle decisioni, deve assumersi le proprie responsabilità nei confronti della propria “isola” e dei propri cittadini. Ecco cosa ci hanno detto!

Terra in vista è un libro che ci ha conquistati dal primo incontro e speriamo piaccia anche a lettori e librai. È frutto del lavoro dei due autori fiamminghi Brunhilde Borms e Pieter Gaudesaboos, ospiti proprio con questo albo del Festivaletteratura di Mantova 2018 in cui li abbiamo accompagnati, incontrando i loro piccoli ed entusiasti lettori.
È un libro in cui al grande divertimento e al coinvolgimento nella lettura, si unisce il tema della cittadinanza attiva e che permette di parlare di questo argomento per noi davvero importante attraverso il gioco, senza moralismi, senza essere didascalici. Se non ci piace il posto in cui viviamo, possiamo essere propositivi per un cambiamento.

Terra in vista inizia così: il Consiglio Mondiale dei Paesi ha scoperto 7 nuove isole sparse in tutto il mondo e… disabitate.

7 ragazzi speciali dovranno occuparsi di dar loro nome, bandiera, feste nazionali, strade, negozi, usanze, piatti tipici e molto altro.

Un gioco, tante proposte, per diventare re e regine della propria isola. 25 attività, accompagnate da speciali consiglieri, un poster da ritagliare una corona da conquistare. Quante cose da decidere per governare… Quante scelte da fare! Su carta, anche se sembra un ipad.
Necessario oltre a forbici, colla e matite, prendersi il giusto tempo, per consentire un miglior pensiero per decidere cosa davvero vorremmo nella nostra isola ideale. Dove non siamo soli.

Come casa editrice abbiamo poi pensato, per far conoscere meglio il progetto ad un’iniziativa che ci consentisse di far nascere tantissime isole in tutta Italia: dal 5 all’11 novembre diverse librerie per ragazzi, tra cui quelle aderenti ad ALIR, organizzeranno un evento dedicato al libro e alla progettazione dell’isola dei propri sogni armati di forbici, colla e colori. I bambini giocheranno insieme, inventeranno, disegneranno e sfideranno le proprie capacità: e riceveranno a sorpresa un prezioso regalo finale, in quanto nuovi re e regine del loro luogo ideale.

Una delle sorprese più grandi di Terra in vista! è come da un unico libro uguale per tutti, possano nascere tante singole idee tutte diverse l’una dall’altra.
Che l’avventura abbia inizio allora!

Qui i nostri autori presentare direttamente il loro libro nell’intervista realizzata da Andersen durante il Festivaletteratura.

Locomoctavia

23 ottobre 2018

Da qualche anno anche in Italia la produzione di audiolibri è aumentata. E nelle librerie sempre più sono gli adulti che vengono affascinati da questi libri, e questo modo di leggere (spesso sfruttato per i lunghi viaggi familiari). Abbiamo voluto dare voce ad una nuova realtà italo-tedesca, che nata dal desiderio di parlare ai piccoli con quei romanzi e quelle storie che danno voce agli stessi, alle loro “visioni del mondo”.

1 – Com’è nato il progetto di Locomoctavia?

Locomoctavia Audiolibri nasce dalla voglia di raccontare delle storie, con una forma di comunicazione diversa da quella teatrale, che è quella da cui proveniamo, ma che vuole comunque, anche nella forma registrata, mantenere un dialogo aperto con l’ascoltatore. Raccontare a giovani ascoltatori implica una sincerità di base; l’esigenza di mettersi in contatto e il piacere di immergersi in una storia creandola insieme.
Nel 2013, quando abbiamo iniziato, vivevamo a Berlino dove i bambini hanno normalmente una piccola libreria di audiolibri che si gestiscono autonomamente. E’ una vera alternativa a computer e televisione; da soli o con gli amici, i bambini si mettono sotto le coperte, si ascoltano le storie che scelgono e si rilassano. Essendo una famiglia italo tedesca, desideravamo aggiungere agli audiolibri in lingua tedesca dove la scelta è molto vasta, anche audiolibri in italiano. Ma non ne trovavamo molti che ci piacessero fino in fondo; i racconti che trovavamo erano spesso letti anche bene, ma era come se ci mancasse un certo affetto di base o un legame vero con la storia, e qualsiasi tipo di suggestione musicale.
Abbiamo iniziato ad allargare la nostra ricerca e questo ci ha portato da un lato a un mangiadischi portatile con una bella raccolta di vecchi dischi 45 giri italiani di tutti i tipi, e dall’altro di cominciare con il nostro primo audiolibro di fiabe di Hans Christian Andersen.
Locomoctavia Audiolibri parte dall’idea di Tanja e Daniele Fior (io), e si è poi allargato sempre di più di progetto in progetto a musicisti e artisti di molto talento; le copertine di tutti gli audiolibri sono curate dall’illustratore Manuele Fior, elegantemente confezionate da Delica Fior (uno zoccolo duro, come vedete, di stampo familiare) e le musiche curate in ogni progetto da artisti diversi: Francesco Catalucci maestro di chitarra a sette corde pieno di spirito, che ha accompagnato Le avventure di Pinocchio e Andersen Fiabe; i Guappecartò, orchestra jazz arabeggiante dalla straordinaria delicatezza e capacità compositiva, che hanno disegnato gli scenari di Alice nel paese delle meraviglie; Dody Bagilliere, batterista che ha portato una ventata di Africa tribale ne La conferenza degli animali, audiolibro che ha coinvolto diversi attori calati nei panni degli animali, mentre la voce di ogni audiolibro è solitamente la mia.

2 – In base a cosa avete scelto le prime produzioni e letture? Quali sono gli ingredienti, oltre alla voce, dei vostri progetti?

La prima produzione è stata Andersen Fiabe: audiolibro che raccoglie otto fiabe dell’autore danese. È stato un po’ un primo passo verso il mondo del racconto e ci ha fatto prendere le misure di come potevamo affrontare le nostre produzioni e quali potevano essere le potenzialità, mescolando la voce con delle musiche (di repertorio in quel caso). Questo progetto ha avuto in seguito una nuova edizione nel 2017 dove sono state nuovamente registrate le storie e composte le musiche ad hoc (in vero Verissimo è presente un Bolero di Ravel a chitarra che accompagna il mondo del chiacchiericcio di un pollaio, spassosissimo). Da lì sono seguiti Pinocchio, che è un po’ un racconto a mo’ di cantastorie, poi Alice nel paese delle meraviglie, ambientato in paesaggi sonori ampi e orchestrali, e successivamente La conferenza degli animali.
Quest’ultimo è il primo strutturato come radiodramma, con una voce narrante e i personaggi affidati a diversi attori, mentre tutti gli altri audiolibri sono raccontati da una voce sola, che entra in situazioni e personaggi.
Ogni audiolibro ha rappresentato una storia a se e una lavorazione sempre diversa; lo spirito è stato, ed è sempre, quello di cambiare gli ingredienti e le collaborazioni per non ripetersi in una modalità narrativa unica, lasciandosi aperto il punto di arrivo di ogni viaggio/storia. Gli audiolibri hanno quindi caratteri molto eterogenei e per noi stessi sono progetti che andiamo a scoprire che forma prenderanno nel corso della loro creazione. Il che è sempre molto entusiasmane e divertente.
La musica ha un ruolo importantissimo nella creazione dell’audiolibro, perché traccia un percorso e delle suggestioni sempre diverse e per questo è sempre presente; non abbiamo ancora registrato un audiolibro con sola voce.
Ogni nuovo lavoro ha in qualche modo qualche relazione col precedente; e il filo conduttore, anche nella scelta dei testi, è una certa visione del mondo nei panni dei bambini.
Lo è soprattutto per Pinocchio, ma anche per Alice e La conferenza; sono tutti grandi classici dalla parte dei bambini. In Pinocchio in primis, al di la dei cliché che gli vengono spesso affibbiati, abbiamo letto un romanzo estremamente a misura dei più piccoli e schierato proprio dalla loro parte; nella nota all’edizione diciamo:

Pinocchio non è cattivo; ha semplicemente una curiosità sfrenata, sfegatata, irriverente, nel suo essere vivo e scalpitante. È capriccioso sì, ed anche bugiardo (in realtà in un paio di occasioni solamente); ma per la paura di esser sbagliato nel mondo in cui è nato.Ma è anche e soprattutto buono, sincero, altruista, premuroso, intrepido e giudizioso. Già.
Ci si chiede al termine della storia se sia Pinocchio a diventar bambino, o se non sia invece il mondo di chi gli sta attorno a riconoscerlo finalmente come tale; ad accorgersi infondo che Pinocchio non è mai stato burattino.

 

Di seguito le altre storie, al di la della forma espressiva del racconto che hanno preso, hanno mantenuto questa linea anche nella scelta dei testi appunto: è il mondo degli adulti ad esser storto, non quello dei bambini.
In Alice, nel suo sogno, nel mondo della fantasia dei bambini, le regole del mondo adulto, del come si dovrebbe essere e del come ci si dovrebbe comportare, del cosa è giusto e cosa è sbagliato viene frullato in un meraviglioso miscuglio che svuota tutte queste definizioni di ogni serietà.

3 – Il vostro ultimo lavoro, “La conferenza degli animali”, scritto da uno autore tedesco importante ma non così conosciuto, Erich Kästner, è un testo molto legato ad IBBY, un organismo no profit che da quasi 70 anni si occupa di promozione della lettura e al quale come associazione siamo iscritti. Com’è nato questo scelta?

La Conferenza è arrivata come naturale approdo di questo filone e ne è anche il manifesto in qualche modo (il mondo degli adulti deve imparare da quello dei bambini e non viceversa: qui si tratta del futuro dei bambini); inoltre Tanja ed io viviamo con i nostri figli a cavallo tra due culture, quella italiana e quella tedesca e questo testo è un classico quasi quanto può esserlo Pinocchio per noi. Abbiamo inoltre ritenuto che il messaggio di fondo di Kästner e di Jella Lepman fosse molto importante per quello che sta accadendo ai giorni nostri; dal momento che anche in questo racconto, seppur scritto nel secondo dopoguerra, rimane attuale: le guerre oggi sono più lontane ma i loro effetti arrivano concretamente da noi e nella vita dei nostri figli, che magari hanno compagni di classi che sono scappati dalla propria terra.

4 – Quali sono i prossimi testi che affronterete? E continuerete a lavorare sempre nell’ambito della letteratura rivolta ai ragazzi oppure svilupperete anche altre sezioni?

Al momento abbiamo in cantiere Gian Burrasca di Vamba, in uscita per natale: un bel monologone di otto ore accompagnato dal commento sonoro a solo contrabbasso di Tommaso Calomito. Giannino è molto divertente e spassoso nei suoi disastri, ma ad un certo punto della storia, diventa quasi indifendibile, non se ne può più insomma … questa volta hanno ragione gli adulti nel loro modo di agire (relativizzato all’epoca), Giannino le combina troppo grosse? … Eh no, nel momento in cui verrà mandato in collegio tutto prende un senso e si scopre chi veramente è Gian Burrasca: un vero eroe che lotta contro i soprusi, un paladino della giustizia; tutto il suo carattere trova un senso, il cerchio si quadra e diventerà la guida della famosa ribellione del “Viva la pappa col pomodoro!”.
Insomma, anche in questo caso, siamo convinti che sia un testo scritto nell’ottica dei bambini: quello che non capiremo oggi e ci sembra un disastro totale, lo capiremo (e prenderà un senso), forse, domani.

Il filone di audiolibri per adulti è sempre una grande tentazione, vedremo il prossimo anno..!