Vai al contenuto

Shh… Silenzio – Punto e a capo

24 settembre 2019

Le storie servono alla poesia, alla musica,
all’utopia, all’impegno politico:
insomma all’uomo intero,
e non solo al fantasticatore.
Servono proprio perché in apparenza
non servono a niente:
come la poesia e la musica,
come il teatro e lo sport…
Servono all’uomo completo
e, vorrei aggiungere, a completare un uomo.
[Gianni Rodari]

L’autore di Omegna è il lume tutelare della libreria reggiana Il semaforo blu e del Festival Punto e a capo oggi alla quinta edizione.
Quest’anno il tema proposto è il Silenzio, “il silenzio come condizione per stare in ascolto, il silenzio come possibilità per dare spazio allo sguardo e all’ascolto visivo, il silenzio per stare nella natura con gli altri sensi, il silenzio di chi sta in disparte, di chi viene isolato, di chi non viene accettato, la voce di chi supera un silenzio imposto da altri, la voce di chi ha il coraggio di andare oltre le barriere e i confini”.

Mostre, laboratori, incontri di formazione, presentazioni di libri e di autori sono in programma da lunedì 30 settembre sino a domenica 6 ottobre. Il Festival, pensato in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, avrà luogo nella cittadella culturale che accoglie lo Spazio Culturale, il Teatro Piccolo e il Centro sociale Orologio (denominatore comune delle tre realtà!).
Qui si potranno incontrare autori (in ordine di apparizione) quali Beatrice Masini, Andrea Valente, Francesco D’Adamo, Monica Morini, Beniamino Sidoti, Nicola Cinquetti, Guido Sgardoli, alcuni dei quali incontreranno numerose classi scolastiche.
Tra gli illustratori il francese Barroux, Michelangelo Rossato (sue le tavole de “La Sirenetta”, pubblicato da Arka edizioni, che saranno in mostra durante il festival), Silvia Borando, Irene Penazzi, Alice Barberini, Valeria Valenza. Barroux e la giovane Irene Penazzi saranno anche protagonisti, insieme ad alcuni editori (Orecchio Acerbo, Clichy e Terre di mezzo), dell’incontro di formazione, “Silent Book. Libri senza parole, immagini narranti che educano lo sguardo”, di venerdì 4 ottobre, alle 17.00, che si terrà presso lo Spazio Culturale Orologio.
Molte le letture curate da La cova e Nati per leggere.

“Punto e a Capo è un festival che promuove il libro e la lettura come possibilità di conoscenza, di ascolto, di autonomia e libertà di pensiero: una libertà coltivata attraverso le parole, il dialogo e la cultura, una libertà che tesse sogni, che sviluppa idee e progettualità.”

La redazione
ALIR

Tredici (+ 2) libri per l’estate

24 giugno 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nello stesso anno 1964 venivano pubblicati Vi på Saltkråkan, ossia Vacanze all’isola dei gabbiani, di Astrid Lindgren e Le straordinarie vacanze di Violetta di Giana Anguissola.
Da noi le vicende della famiglia Melkerson arrivano solo nel 1972 grazie all’editore Vallecchi nella collana “Il Martin Pescatore”, pensata e curata da Donatella Ziliotto, insieme allo sceneggiato televisivo, ma a scaffale continuate a trovarlo.
Per scoprire, invece, “quanto” – per citare Violetta – “avevo imparato e vissuto durante le mie straordinarie vacanze dell’estate 1963” dovete recarvi in biblioteca e prendere in prestito il libro pubblicato da Mursia.
Due mondi davvero distanti, quello della libera e avventurosa isola del nord Europa e quello della provinciale, poco emancipata campagna piacentina del nord Italia.
Ma in realtà i punti di contatto sono più di quello che non sembri perché in entrambi, per i piccoli e giovani protagonisti, l’estate si rivela quel tempo meraviglioso e inaspettato di nuove esperienze e sentimenti, che segnano una tappa nella crescita (oltre che un sano divertimento senza freni!). E le autrici – nate a un anno di distanza, nel 1906 Giana e nel 1907 Astrid, tutte e due il giorno 14 – ne danno conto con grande rispetto, raccontando con scrittura vivace e accurata che non ha perso attualità.
Ambientati d’estate sono anche sei dei tredici libri inseriti in una piccola bibliografia con i consigli di alcune librerie che fanno parte di Alir, dedicata in particolare alla fascia d’età 8-13 anni; e poi un giallo, due storie con personaggi esistiti, due in cui si cresce e si cambia; un racconto lungo per i più piccoli, e un titolo di divulgazione sulla Luna, che in questi mesi magicamente illuminerà chissà quante avventure…
Ecco dunque la lista dei tredici titoli, circa uno a settimana quindi, perché in vacanza, senza ansia da scuola, dedicarsi alla lettura può rivelarsi gustoso come un buon cono gelato.
A tutti i giovani lettori noi librai auguriamo una bellissima estate.
Bianca
Cuccumeo – Firenze

Bibliografia ALIR
1 Un mistero nero carbone, Anna Vivarelli, Il Battello a vapore
2 Una rivoluzione di carta, Gigliola Alvisi, Il Battello a vapore
3 Il mondo da quaggiù, Holly Goldberg Sloan, Mondadori
4 Verruca Murphy, la bibliotecaria leggendaria, Eoin Colfer, Mondadori
5 Norvelt. Una città noiosa da morire, Jack Gantos, Giralangolo
6 Il giro del ‘44, Nicola Cinquetti, Bompiani
7 Manuale di sopravvivenza senza genitori, Sarah Spinazzola, Marcos y Marcos
8 L ’ amore sconosciuto, Rebecca Stead, Terre di mezzo
9 Sette rose per Rachel, Marie-Christophe Ruata-Arn, Sinnos
10 I cuscini magici, Evghenios Trivizas, Camelozampa
11 Annie, il vento in tasca, Roberta Balestrucci Fancellu, Sinnos
12 Parola di astronauta. Le nostre imprese nello spazio, Ettore Perozzi, Simonetta Di Pippo, Lapis
13 Hotel Bonbien, di Enne Koens, Camelozampa

Le amiche che vorresti e dove trovarle

30 aprile 2019

Non si può negare che la raccolta “Le amiche che vorrei e dove trovarle” sia l’ennesima pubblicazione sull’onda di un’editoria che ha riscoperto, da due anni a questa parte, lettrici appassionate; qui però si trova una risposta intelligente rispetto ai soliti “libri gemelli”. Beatrice Masini si riconferma una mente brillante e acuta, pronta a restituirci, con brevi ed efficaci pennellate, storie di donne letterarie indimenticabili. L’impaginazione e la scelta dei colori danno un grande vantaggio a questo libro che sembra prendere le distanze da certe pubblicazioni pacchiane sull’onda delle ormai famigerate bambine ribelli. E poi ci sono gli splendidi ritratti di Fabian Negrin. In verità tutto è partito da quei volti. Fabian Negrin si presenta all’editore con una necessità: quella di poter offrire ai giovani lettori la possibilità di rileggere (o di leggere per la prima volta) i romanzi che hanno fatto parte della sua personale educazione sentimentale, a partire proprio dall’incontro con bambine, ragazze e donne di straordinaria umanità. Ed è bello che sia stato un uomo a rilevare e a riportare all’attenzione di un editore la potenza di queste “Signore e Signorine” (in omaggio alla stupenda collana EL “Sirene” che, precorrendo i tempi e le mode, venne editata nel 2002)  che, grazie al talento di scrittori e scrittrici, hanno saputo guidare intere generazioni. Vite letterarie uniche che Fabian Negrin rinarra in primo luogo a se stesso a partire dalla luce e dal colore. Le parole di Beatrice Masini arrivano dopo – e siamo felici che siano proprio le sue – come nuovi tocchi di pennello. Ne “Le amiche che vorresti” potrete specchiarvi in 22 donne letterarie. Per ognuna trovate: il ritratto magnificamente interpretato dall’immaginazione e la mano di Fabian Negrin; un testo breve alla sinistra del ritratto dove Beatrice Masini vi tira letteralmente dentro al quadro ammaliandovi con parole che sono tratti altrettanto intensi ed efficaci; una sinossi che in verità è una recensione del libro, in cui ognuna delle 22 donne prende vita; e una citazione significativa, egregiamente tradotta (i traduttori sono citati a fondo pagina) che possa essere una perla da andare a cercare negli straordinari abissi dei romanzi in questione. Insomma “Le amiche che vorresti” è un invito dolce e sapiente a riscoprire pagine letterarie indimenticabili: Bradamante, Pippi, Mary Lennox, Orlando, Sharazad, Matilde, Anna Karenina, Emma Bovary, Marianna, Mina…Per ognuna di queste donne un viaggio nella miglior letteratura di tutti i tempi. Un libro finalmente pieno di grazia, che non vuole diventare una prescrizione medica né un invito a leggere queste donne per un motivo e per un altro. Zazie, Bibi, Calpurnia…sono tra quelle pagine in primo luogo per se stesse: vivono, respirano, sbagliano, attraversano, giocano, leggono, raccontano, cambiano… in virtù, o a causa, della Vita. Ritratti vividi, ad un tempo attuali e inattuali – come sempre dovrebbe essere per la buona letteratura – ritratti che non ti spronano alla ribellione, ma ad esistere, ad essere contemporaneamente qui e in un altrove, nel presente e nel passato alla riconquista continua di un senso che, come diceva Simon de Beauvoir, non va mai dato per scontato. A livello profondo, le due voci, quella di Beatrice Masini e quella di Fabian Negrin, ci pongono di fronte a questo libro non come uomini o come donne, ma in quanto esseri umani. Ci invitano ad esplorare la letteratura alla ricerca di una fioritura personale, che possa avere significato per noi stessi e per gli altri al di là del nostro sesso. La buona letteratura, seguendo questo pensiero, si presenta sempre come ambigua e antidogmatica, aperta e disponibile, pronta a prenderci per mano, o a pugni se serve, desiderosa di farci abitare il paradosso, un po’ come la citazione tratta dall’Orlando di Virginia Woolf e riportata emblematicamente in questo libro: “Per differenti che siano, i sessi si mescolano. In ogni essere umano ha luogo un’oscillazione da un senso all’altro, e non di rado sono solo gli abiti a conservare l’apparenza maschile o femminile, mentre al di sotto il sesso è completamente l’opposto di ciò che sta in superficie.” Allora leggere di 22 donne, non sarà un invito ad essere divergenti per forza, ma un invito alla letteratura, valido davvero per tutti. Viva!
Alessia
Radice-Labirinto

2019: vincitori ORBIL

10 aprile 2019

Durante la Bologna Children’s Book Fair, nello splendido spazio della Booksellers Lounge, la nostra associazione ha annunciato lo scorso mercoledì, 3 aprile, i vincitori di questa ottava edizione del nostro ORBIL. Qui sotto le motivazioni.

ALBI ILLUSTRATI
TRE IN TUTTO
Davide Calì, ill. Isabella Labate, Orecchio Acerbo

Oggi come non mai c’è bisogno di storie come questa, che ci parlino di accoglienza, solidarietà, generosità e affetto. In un tempo in cui la paura dello straniero è diventata fobia, abbiamo bisogno di ricordarci che nessuno è straniero se lo si conosce, se si condivide, se ci si dà fiducia. E’ importante passare questo testimone a bambini e bambine che crescono in un clima di odio e diffidenza, raccontargli di un tempo in cui, in questo stesso Paese, c’è stato chi ha teso una mano.
Un albo che racconta ,come una fiaba ,un bel capitolo della Storia d’Italia, impreziosito dalle magnifiche illustrazioni di Isabella Labate che, come un album di vecchie foto, ci restituisce il sapore di quei giorni.

NARRATIVA 6/10 ANNI
KATITZI
Katarina Taikon, trad. Laura Cangemi e Samanta K. Milton Knoles, ill. Joanna Hellgren, Iperborea

Scritto nel 1969, ed ispirato alla vita dell’autrice, Katitzi racconta con lucida semplicità ed attualità la storia di una bambina rom, che si ritrova all’improvviso a dovere cambiare vita e a scoprire il significato di parole quali diffidenza, accoglienza, diversità, negazione, diritti. Vivere in un carrozzone, essere la figlia del proprietario di un luna park, scoprire all’improvviso di essere parte di una grande famiglia e dovere affrontare tutto questo e la diffidenza con la quale ci si scontra ogni giorno non è semplice, ma la gioia di vivere di Katitzi, la volontà di non volersi arrendere davanti ai pregiudizi della gente, la porterà a seguire i suoi sogni.

NARRATIVA 11/14 ANNI
I FIGLI DEL RE
Sonya Hartnett, trad. Claudia Manzolelli, Rizzoli

Con “I figli del re” la penna di Sonya Hartnett si riconferma essere tra le migliori del panorama internazionale. Raccontare il poco della quotidianità di tre bambini parlando del molto che concerne la vita, è un talento che solo alcuni romanzi riescono a tradurre. Sonya Hartnett riesce a disegnare e definire come nessun’altra le ombre nel cuore dei bambini, perché sa che quelle ombre esistono e non si dissolveranno facilmente.Un romanzo eccellente che non smetterà di interrogarvi, un romanzo senza grandi fuochi d’artificio, come è tipico di Sonya Hartnett, ma che sa sondare l’animo umano facendolo brillare nella magistrale orchestrazione della trama. Personaggi affascinanti e paesaggi indimenticabili.

YOUNG ADULT
IL PAVEE E LA RAGAZZA
Siobhan Dowd, ill. Emma Shoard, trad. Sante Bandirali, Uovonero

Anche dopo anni dalla sua morte, Siobhan Dowd continua a parlarci in modo più attuale che mai. La sua scrittura asciutta arriva dritta al punto e ci racconta una storia di discriminazione e amore, ingiustizia e coraggio. Un romanzo dalle atmosfere dure e fredde, come la scogliera di Dundray, che ci parla di pregiudizi e di come basti poco per abbattere quel muro invisibile di diffidenza. Illustrato da Emma Shoard, una giovane e talentuosa illustratrice ,che con i suoi inchiostri e carboncini cattura perfettamente le atmosfere fluttuanti della natura irlandese e i movimenti dei personaggi.

DIVULGAZIONE
ALLA SCOPERTA DELLE IMMAGINI, DALLE CAVERNE AD INTERNET
David Hockney, Martin Gayford, ill. Rose Blake, Babalibri, 2018

A condurci alla scoperta della storia delle immagini le voci e il pensiero di due guide d’eccezione David Hockeny e Martin Gayford che dialogano, con un tono leggero, ma di sostanza, attorno ad opere d’arte, immagini pubblicitarie, illustrazioni dei libri, fino ad arrivare alle immagini veicolate da videogiochi, smartphone e tablet. Un viaggio fatto di salti, link ed avvicinamenti inaspettati. A connettere assieme questo straordinario materiale visivo, le riuscitissime illustrazioni di Rose Blake. Un libro per sperimentare un modo diverso di guardare all’arte, destinato a ragazzi ed adulti curiosi.

BALLOON
MACARONI!
Zabous, ill. Thomas Scampi, trad. Emanuelle Caillat, Coconino Press

Un’opera meravigliosa sulla trasmissione della memoria e sul rapporto tra generazioni. Macaroni con dialoghi brevi e asciutti riesce a raccontare l’intera vita di una persona intrecciando fantasmi del passato e colori del presente. I personaggi sono sapientemente caratterizzati e ognuno di ,oro porta al racconto un differente punto di vista per creare un concerto di voci perfettamente calibrato, che ci racconta di quando i migranti eravamo noi. I “Macaroni”.

La redazione
ALIR

I cugini di Heidi. E il primo Hans Christian Andersen Award

4 marzo 2019

I cugini di Heidi si chiamano Ursli e Florina, e sono fratello e sorella, vivono in una valle dell’Engandina, tra monti, abeti e l’aria tersa trapunta di stelle, bagnata di neve, soffiata dal vento.
Li ha disegnati Alois Carigiet, e di loro ha scritto Selina Chönz.
Alois nasce nella località svizzera di Trun, nel Cantone Grigioni, nell’estate del 1902 e qui si spegne ottantatre anni dopo. Fu artista dei colori: pittore, decoratore, incisore grafico e illustratore.
Selina scrive la prima storia di Uorsin in romancio, una lingua che sa di antico e magico, nel 1945 usando la rima baciata. La campana per Ursli è stato pubblicato nel 2008 da Il gioco di leggere, editore a cui va dato merito di aver tentato questa, e altre volte, il recupero di piccole chicche nella collana “I classici moderni per bambini”, in cui proponeva autori e titoli importanti degli anni 1950-1980 mai editi in Italia. Il libro in italiano è ormai fuori catalogo da tanto e si trova con difficoltà anche nelle biblioteche.

Per partecipare alla festa tradizionale di Chalandamarz, che si celebra il primo marzo e segna il passaggio dall’inverno alla primavera con il rito che ancora oggi (come testimonia la foto) vede i ragazzi battere i campanacci, Ursli ha soltanto una piccola campanella, oggetto di sicuro scherno. Così parte dal villaggio alla ricerca di una campana enorme, bella e unica, vivendo tappe avventurose in un classico percorso di crescita.

Nel 1950 il libro fu inserito nella lista dei New York Times’ Ten Best Children’s Books; segnalazione che si replica nel 1953 per Flurina (Florina und das Wildvöglien), secondo titolo nato dalla collaborazione tra Alois e Selina, ossia Fluorina e l’uccellino nella versione italiana-ticinese del 1987 (Edizioni Silva, Zurigo, a cura di Maria Grazia Baumgartner) ma per quanto si sa non disponibile in Italia.

Il loro terzo titolo è Der grosse Schnee del 1957: La grande nevicata (1985, Edizioni Silva, a cura di Fabio Chierichetti), tradotto persino in giapponese; non fu l’unico ad arrivare così lontano: nove sono le lingue in cui fu stampata la “trilogia” di Ursli e Florina.

Alois Carigiet vince nel 1966 l’Hans Christian Andersen Award come illustratore, inaugurando, cosa da sottolineare, la categoria fino a quel momento assente nel riconoscimento assegnato da Ibby (quell’anno per gli scrittori fu premiata Tove Jansson, la mamma dei Mumin).

Nello stesso anno il suo Zottel, Zick und Zwerg ottiene il Schweizer Jugendbuchpreis.

La natura, le Alpi, gli animali, la vita che cambia come le stagioni, con piccole difficoltà e nuove esperienze da affrontare da parte dei giovani protagonisti, sono i soggetti costanti e che si ritrovano anche in Birnbaum, Birke, Berberitze del 1967 e in Maurus und Madleina di due anni dopo.

Carigiet non lascia mai la Svizzera, tranne per una parentesi a Parigi, studia a Zurigo dove lavora per anni, fino al 1939, come grafico (è anche scenografo al Cabaret Cornichon, che contribuisce a fondare) e dove trascorre anche il decennio 1950-1960, poi è sempre nella natia Trun.
Il tratto è secco, sottile, sa di roccia e di montagna, niente fronzoli; i colori freddi, verdi bianchi marroni celesti di ghiaccio, macchie di rosso, punti di gialli; china, acquerello, incisioni tra le tecniche preferite. E poi manifesti pubblicitari, dipinti, copertine per libri, incluso un Zanna Bianca di cui fa anche le tavole interne, opere murali… la sua produzione è davvero ampia e ricca, esposta e presente nelle collezioni pubbliche e private e che ne fanno uno degli artisti più significativi per il Paese.

I libri per bambini che Carigiet realizza sono invece solo sei, pochi in fondo, ma evidentemente le giurie, come abbiamo visto, gli hanno riconosciuto un valore che potrebbe essere riscoperto dai lettori italiani.
E sono così significativi per l’immaginario dei piccoli svizzeri che un tempo sono state fatte le audiocassette e se ne traggono oggetti, immagini, pupazzi (come testimoniano quelli per esempio realizzati in feltro dall’illustratrice Annina Holzer).

Ursli è così importante che ne hanno tratto anche spettacoli con marionette e due film non a cartoni, il primo nel 1964 e il secondo nel 2015, sempre con grande successo di pubblico.

Quest’anno il Paese ospite alla Children’s Book Fair è appunto la Svizzera e la mostra degli illustratori espone l’opera di 28 autori dei quattro Cantoni; sarà anche l’occasione per conoscere qualcosa in più della sua produzione editoriale per bambini, che in Italia è ben poco o nulla diffusa. Francesca Martella titolare di Il Sognalibro di Gordola (Locarno) sarà relatore alla Conferenza internazionale dei librai per ragazzi organizzata con la collaborazione di Alir, e parlerà delle loro realtà specializzate.
Ursli e Florina (e anche Heidi…) saranno tra noi.

Bianca
Libreria Cuccumeo – Firenze

Chi vincerà il Premio Orbil 2019?

29 gennaio 2019

Eccoci anche quest’anno con le terzine del nostro Premio Orbil. Nuovi editori fanno capolino, altri si riconfermano (a volte con doppie presenze) anche quest’anno tra i nostri favoriti. Tante immagini, tante storie, tanti autori da scoprire.

.Albi illustrati
Il sentiero, Marianne Dubuc, trad. Paolo Cesari, Orecchio Acerbo
Tre in tutto, Davide Calì, ill. Isabella Labate, Orecchio Acerbo
Tempestina, Lena Anderson, trad. Laura Cangemi, Lupoguido

.Narrativa 6/10
Katitzi, Katarina Taikon, ill. Joanna Hellgren, trad. Laura Cangemi e Samanta K. Milton Knowles, Iperborea
Il bambino dei baci, Ulf Stark, ill. Markus Majaluoma, trad. Laura Cangemi, Iperborea
Le avventure di Augusta Snorifass, Chiara Carminati, ill. Clementina Mingozzi, Mondadori

.Narrativa 11/14
I figli del re, Sonya Hartnett, trad. Claudia Manzolelli, Rizzoli
Niente Paura Little Wood, Jason Reynolds, trad. Giuseppe Iacobaci, Terre di mezzo
Ci si vede all’Obse, Cilla Jackert, trad. Samanta K. Milton Knowles, Camelozampa

.Young Adult
Il pavee e la ragazza, Siobhan Dowd, ill. Emma Shoard, trad. Sante Bandirali, Uovonero
La stanza del lupo, Gabriele Cima, San Paolo
La canzone di Orfeo, David Almond, trad. Giuseppe Iacobaci e Wendell Ricketts, Salani

.Divulgazione
Alla scoperta delle immagini, David Hockney e Martin Gayford, ill. Rose Blake, trad. Angela Dal Gobbo, Babalibri
Lupinella. La vita di una lupa nei boschi delle Alpi, Giuseppe Festa, ill. Mariachiara Di Giorgio, Editoriale Scienza
Universi. Dai mondi greci ai multiuniversi, Guillaume Duprat, trad. Lucia Corradini, L’ippocampo

.Balloon
Macaroni!, Zabous, ill. Thomas Scampi, trad. Emanuelle Caillat, Coconino Press
John Gattoni. Le indagini più famose, Yvan Pommaux, trad. Tanguy Bbled, Babalibri
Io sono mare, Cristina Portolano, Canicola

Le immagini sono state sorteggiate (le ritrovate tutte nella nostra pagina Facebook).
I vincitori saranno annunciati ad inizio aprile in occasione della Bologna Children’s Book Fair.
La redazione
ALIR

La donna che amava i colori

28 gennaio 2019

Non sono ancora stata in grado di aver notizia di libri per bambini o di favole scritte in italiano; quelle che ho visto pubblicizzate sono traduzioni dal francese o dall’inglese. Le favole non esistono; il gusto italiano per il meraviglioso è convogliato dai preti verso un’unica direzione, quella dei miracoli dei Santi (…)

Così scrive Mary P. Merrifield da Bologna, in una lettera al marito datata domenica 29 marzo 1846.
Merrifiled era una studiosa inglese che, incaricata dal suo Governo, viaggia in Italia tra il 1845 e il 1846 insieme al figlio appena diciottenne e a una domestica. Scopo del viaggio è la ricerca presso realtà pubbliche e private (biblioteche, archivi, collezionisti, negozianti, artisti, librai, studiosi) di testi, ricette e trattati per la realizzazione e composizione dei colori da trascrivere e tradurre, al fine di permettere agli artisti inglesi di aggiornarsi e progredire nelle arti, incluso l’affresco.
Il frutto del suo lavoro, Original Treatises on the Arts of Painting, è pubblicato nel 1849 in due volumi in doppia lingua.

Ora, a parte quanto affascinante e sorprendente sia la scoperta di questa figura di donna – per anni si occuperà poi dello studio delle alghe, dopo aver scritto e pubblicato altri trattati sulla scienza del colore –, non poteva ovviamente non colpire il brano di questa lettera.
Come ci comunica Giovanni Mazzaferro, attento curatore del bel libro La donna che amava i colori. Mary P. Merrifield. Lettere dalľItalia (Officina Libraria, Milano 2018), tra le cose di cui Merrifield va in cerca durante il suo viaggio tra Veneto, Emilia, Lombardia e Piemonte, sono proprio i libri per bambini, che in epoca vittoriana in Inghilterra stavano vivendo un’importante fioritura.
Mary, secondo Mazzaferro, ne va in cerca forse per tradurli. Ma appunto, non ne trova. Nemmeno nella città che diverrà patria della International Children’s Book Fair. E chissà quali sarebbero oggi i suoi commenti, se potesse andare su e giù per i corridoi della fiera, e partecipare agli incontri che si terrano in quei giorni (1-4 aprile) nella città felsinea.
Ricordiamo che Giannetto di Luigi Alessandro Parravicini venne sì pubblicato dieci anni prima, nel 1836, e con un successo e diffusione da vero bestseller per l’epoca, ma si tratta di un manuale scolastico, e per l’Italia si dovrà attendere il periodo dopo l’Unità per registrare un incremento di produzione, quasi sempre comunque legata al mondo della scuola e ai periodici per bambini. Mentre le parole della Merrifield paiono sottendere la ricerca di testi narrativi e di fiabe non necessariamente legati a intenti pedagogici.
Sempre per restare nel mondo dell’editoria, e fare solo due altri brevissimi appunti, a Milano (15 novembre 1845) la studiosa incontra per esempio Giuseppe Vallardi il grande libraio, a cui ho lasciato la mia lista (…). Vallardi è l’editore più importante d’Italia (…) può consultare e conosce il contenuto di tutte le biblioteche di valore e ha grande influenza su tutti i bibliotecari. E tra le lettere di presentazione ha quella di Antonio Panizzi – nato a Brescello (Reggio Emilia), che conosciamo grazie alla penna di Guareschi – che, lasciata l’Italia per Londra in quanto carbonaro e sostenitore del Risorgimento, divenne direttore della British Museum Library dal 1856 al 1866, portandola ad essere la più grande e innovativa biblioteca nazionale dell’epoca.
Grazie al suo carteggio, Mary P. Merrifield ci trasporta con penna acuta e curiosa in una tale varietà di fatti, scoperte, note di cronaca, incontri che squadernano un mondo così ricco di Cultura, di Sapere, di scambi e di modernità che lasciano senza fiato. Per questo vale davvero la pena leggere La donna che amava i colori.

Bianca
Libreria Cuccumeo