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Festival delle Basse

27 maggio 2017

Al via venerdì 2 giugno (fino a domenica 4) il Festival delle basse. Cultura e gusto nelle terre delle acque. Terza edizione di quello, come si legge nel sito, che nasce dalla volontà di trasformare le Basse in contenitori culturali, luoghi capaci di raccontare la propria cultura e storia e di stimolare nuove forme di aggregazione e inclusione sociale.
Il festival è promosso da 30 comuni delle quattro province venete, Padova, Rovigo, Verona e Vicenza, con l’obbiettivo di valorizzare il ricchissimo patrimonio materiale e immateriale di queste aree e promuoverne lo sviluppo socio-economico.
Dopo Urbana (2015) e Casale Scodosia (2016), entrambe cittadine padovane, rimaniamo ancora in provincia nei Giardini del Castello Marchionale della città di Este.
Il programma è ricchissimo, andate a vedere le tutte le proposte. Noi ovviamente segnaliamo quelle dedicate ai ragazzi, e curate dalla casa editrice Camelozampa.
Gli ospiti, in ordine di apparizione, sono:
Nicoletta Bertelle con il suo Prova a dire abracadabra!;
Alice Barberini, che ci ha incantato con un omaggio al cinema dei suoi albori, nello splendido silent book di Orecchio Acerbo;
_ Rossana Bossù presente in doppia veste, quella animale (Quanto è grande un elefante?) e vegetale (Come un albero);
Davide Morosinotto, nato nella vicina Camposampiero, vincitore quest’anno del premio Andersen con un piccolo capolavoro Il rinomato catalogo Walker & Dawn che qui verrà presentato;
Chiara Lorenzoni qui in gioco con i suoi cani, illustrati da Sonia Maria Luce Possentini;
Cinzia Ghigliano, forse l’evento più atteso, con lei illustratrice fumettista e Lei, il suo più recente successo, omaggio a Vivian Maier, a cui il festival dedica una mostra fotografica;
Silvia Bonanni e i suoi pupazzi marini;
Alice Keller, la nostra autrice/libraia ravennate della libreria Momo, che qui porta in trasferta i suoi cinghianti.
Tra gli incontri e i laboratori ci si muove tra scienza (con esperimenti su zombi e mostri vari o per i più piccoli, le esperienze di Bebo e Bice), la cucina (legata a frutta e verdura, Prosciutto e uova verdi), l’arte (cartoline antiche e pittura en-plein-air) e letteratura (da Roald Dahl, a Anthony Brown per una lettura/laboratorio curata da Pel di carota, che come sapete sono grandi estimatori di questo albo!).
Insomma tre giorni da non perdere se siete nel padovano o se volete scoprire una terra raramente inserita nei percorsi turistici più conosciuti. Qui il programma!

la Redazione
ALIR

Semi e Parole – Una settimana per la poesia

25 maggio 2017


E’ iniziata martedì 23 maggio, alla libreria Radice-Labirinto di Carpi, la quarta edizione di Semi e Parole, una piccola rassegna dedicata alla scrittura poetica per bambini e ragazzi.
Madrina dell’iniziativa è Silvia Vecchini che nel 2013 inaugurò Semi e Parole in Piazza Garibaldi portando con sé una tenda cucita a mano e un cestino di parole magiche. Da allora Silvia Vecchini è stata presente a tutte le edizioni di Semi e Parole, diventando oltre che madrina dell’iniziativa anche una cara amica della libreria.
Oggi molti locali hanno occupato la piazzetta con i loro tavolini, e non è più possibile costruire tende o stendere fili di lettere tra i palazzi della città, ma la libreria è un luogo ancora accogliente, e in attesa che Casa Radice (sede della scuola parentale e centro culturale curato dalla libreria) inauguri a settembre il suo primo anno di vita, Radice-Labirinto ospiterà tre conferenze e un laboratorio di scrittura poetica.
Martedì 23 maggio, Giusi Quarenghi inaugura la quarta edizione con un incontro dal titolo Parole Prime – Parole splendenti come diamanti, non solitarie. Una gran bella compagnia. La conferenza di Giusi Quarenghi chiude anche l’edizione primaverile della fortunata rassegna 80LUNE – incontri dedicati agli adulti sulla buona letteratura per l’infanzia che porta in libreria figure importanti della letteratura per bambini e ragazzi e tante affezionate lettrici da tutta la regione e non solo.
Semi e Parole prosegue sabato 27 maggio con la conferenza di Giovanna Zoboli dal titolo Scegliere la poesia in cui la fondatrice della casa editrice Topipittori spiegherà le ragioni che la spingono a dedicare una vasta sezione del proprio catalogo alla poesia per bambini e ragazzi.
Domenica 28 maggio sarà la volta di Silvia Vecchini che condurrà per tutta la giornata un laboratorio di scrittura poetica dal titolo La poesia è un fiammifero – Cinque testi di poesia contemporanea, cinque scintille. Piccoli fuochi da tenere tra le mani a coppa per accendere le nostre parole, per fare un po’ di luce attorno ai propri pensieri, vedere il volto degli altri, scrivere insieme, scaldarsi, bruciare un poco.
Come madrina dell’iniziativa Silvia Vecchini chiuderà, domenica 28 maggio, questa edizione di Semi e Parole con una conferenza dal titolo Scintille, ovvero una piccola conversazione sul fare poesia, dove si ascolteranno brevi letture dai poeti che hanno acceso le parole di una delle più capaci e sensibili poetesse per ragazzi italiane. 
Durante la serata saranno letti anche alcuni testi scritti dai partecipanti al laboratorio.
Se volete maggiori informazioni su Semi e Parole leggete qui e se volete partecipare agli incontri o al laboratorio scrivete a info@radicelabirinto.it

Alessia Napolitano
Radice Labirinto

Laura Orvieto, il premio

22 maggio 2017

Non è mai facile assumersi il compito della scelta, soprattutto quando si tratta di dover scegliere i vincitori di un premio letterario.
Poi se quel quel premio è dedicato alla memoria di una grande autrice e promotrice di libri per ragazzi, il compito diventa molto più che difficile.
Il Premio Laura Orvieto, istituito nel 1953 ha una storia ricca, meticolosamente riportata nel sito dedicatoli, potete cliccare qui per conoscerla in tutti i dettagli.
Il prossimo mese si riunirà la giuria per iniziare il lavoro che porterà alla scelta dei vincitori di questa nuova edizione; avete tempo fino al 30 giugno per partecipare, qui trovate il bando.
In bocca al lupo a tutti e buon lavoro alla giuria.

La redazione ALIR

2017 Orbil e Orbil Balloon

21 maggio 2017

Li abbiamo presentati ieri, sabato 20 maggio, durante il Salone Internazionale del libro di Torino, i vincitori di questa edizione del premio ORBIL.
Il premio, giunto alla sua sesta edizione, è frutto del lavoro e della competenza degli oltre 60 librai delle 30 librerie aderenti all’associazione (ad oggi 34).
Il premio, nato 6 anni fa con le categorie Illustrati, Narrativa 6/10 anni e Narrativa 11/14 anni, è cresciuto nel tempo e si arricchito di nuove categorie. Nel 2014 è nato l’Orbil balloon, dedicato al fumetto e per l’edizione 2017 sono ben due le novità, due nuove categorie: Young adult e Divulgazione, nate dall’esigenza di estendere le riflessioni anche a due segmenti del mercato editoriale per ragazzi molto vivi e sentiti dalle librerie dell’associazione.
Questi i vincitori:


ALBI ILLUSTRATI
Filo magico, Mac Barnett, ill. Jon Klassen, Terre di Mezzo
La grazia delle illustrazioni di Jon Klassen si sposa perfettamente con la ricca semplicità delle parole di Mac Barnett, dando vita a un albo illustrato che è una stupenda fiaba contemporanea.
Annabelle e il suo filo colorato restituiscono anima a un mondo piatto e grigio, come nella via di tutti i giorni riescono a fare un bel libro e un buon cuore.


NARRATIVA 6/10
Dory Fantasmagorica, Abby Hanlon, Terre di Mezzo
Un libro (il primo di una serie) dove la protagonista è una bambina che appare speciale, anzi, fantasmagorica agli occhi dei lettori proprio perché è come i bambini veri, in carne e ossa. Un inno all’immaginazione, che, nella sua astrazione, è parte concreta e fondamentale dell’infanzia.


NARRATIVA 11/14
Dieci lezioni sulla poesia, l’amore e la vita, Bernard Friot, Lapis
La poesia come gioco e come terapia. 10 lezioni da sperimentare a piacere sul divano di casa o in un’aula scolastica.. Friot libera la poesia dalla rigidità dei luoghi comuni e la mescola alla vita di tutti i giorni. Proprio grazie alle parole e a un insegnante della scuola estiva, i ragazzi riusciranno a dar voce alle emozioni che si agitano dentro di loro, per iniziare a definire sé stessi.


YOUNG ADULT
Ti darò il sole, Jandy Nelson, Rizzoli
Un libro sulla crescita, sul rapporto fra fratelli e, in generale, fra persone, sulla perdita e il senso di colpa, sull’amore, in tutte le sue accezioni. Non è possibile non farsi trascinare nel mondo interiore di Noah e Jude, due gemelli opposti, alla prese con la scoperta di sé e del mondo che li circonda.


ORBIL BALLOON
Chi ha paura della volpe cattiva?, Benjamin Renner, Rizzoli
Un fumetto divertente sul significato di essere genitori e sull’importanza di andare oltre alle apparenze. Un capovolgimento continuo di ruoli, umorismo e comicità in ogni vignetta e disegni accattivanti fanno di questo fumetto un ottimo trampolino di lancio per avviare i giovani lettori alla scoperta del mondo delle graphic novel.


DIVULGAZIONE
Anatomia, Hélène Druvert, L’Ippocampo Ragazzi
L’eleganza è il tratto distintivo di questo albo illustrato che è allo stesso tempo un libro di divulgazione scientifica e un bell’esempio di grafica e illustrazione. Colori tenui e pagine fustellate danno vita a un libro speciale, che aiuta i bambini a scoprire i segreti del nostro corpo attraverso la meraviglia delle immagini.

Rose nell’insalata, un omaggio a Munari

14 maggio 2017

E’ presto per parlare di fumetti e di Lucca Comics, festival che quest’anno avrà luogo all’inizio di novembre. Abbiamo però chiesto alla responsabile di “Lucca Junior” di dirci qualche cosa del un concorso aperto a tutti gli illustratori e disegnatori interessati. Leggete qui sotto:

Il titolo scelto per il “Concorso Lucca Junior per Illustratori e Fumettisti 2017”, giunto alla sua undicesima edizione, è “Rose nell’insalata: omaggio a Bruno Munari”.
La scelta del soggetto da rappresentare è libera purché si ispiri alla figura del grande artista milanese, alle sue opere, ai suoi libri, alle sue idee; un modo per ricordare e rendere omaggio al grande Bruno Munari nell’anniversario della sua nascita, avvenuta nell’ottobre del 1907.
Il concorso è aperto a illustratori e disegnatori, professionisti e non, italiani o residenti in Italia, senza limiti di età. Sono ammesse tavole realizzate con qualsiasi tecnica, sia digitale che tradizionale o mista.
Le opere migliori, selezionate da una giuria di esperti, saranno in mostra a Lucca Comics & Games dal 1 al 5 novembre 2017 presso il Family Palace (Ex Real Collegio, piazza del Collegio Lucca) con ingresso gratuito.
Il vincitore riceverà € 1.000, oltre all’inserimento in mostra e nel catalogo. Inoltre, grazie al supporto di WACOM, la miglior tavola digitale sarà premiata con un display interattivo con penna Wacom Cintiq 13 HD.
Il bando completo è disponibile sul sito di Lucca Comics & Games nella sezione Premi e concorsi da cui si può anche accedere al modulo di iscrizione online.
Le iscrizioni si chiudono venerdì 15 settembre 2017

Sarah Genovese

La Joie de lire festeggia i suoi 30 anni!


9 maggio 2017

Abbiamo chiesto a Francine Bouchet di raccontarci un po’ la sua casa editrice, La Joie de lire, che quest’anno festeggia i suoi primi trent’anni. Una maison di progetto che abbiamo sempre osservato con molta attenzione, per le sue creazioni grafiche, i suoi diversi artisti (Albertine, in primis, ma anche Laetitia Devernay, Haydé, Tom Tirabosco, per citarne solo alcuni), ma anche per i suoi romanzi provenienti dalle più diverse culture, europee e extra-europee (non vuol dire nordamericano). Questo il testo che ci ha regalato.

“Se avevo una missione nella mia vita, era quella di creare questa casa editrice”. E’ con queste parole che Francine Bouchet, direttrice e creatrice delle Editions La Joie de lire, riassume il suo percorso.
L’avventura è iniziata molto semplicemente, nel 1981, quando assunse la direzione della libreria La Joie de lire di Ginevra, una delle primissime librerie per ragazzi d’Europa fondata nel 1937 da Paul Robert. Velocemente però si sentì troppo limitata e decise, nel 1987, di lanciarsi nell’edizione pubblicando il suo primo testo di di divulgazione, l’albo Corbu comme le Corbusier. L’idea era di proporre un nuovo concetto di libro. Nacque così, velocemente, la collana “Connus, méconnus” che comprendeva titoli che ancora una volta uscivano dall’ordinario.
Oggi, trent’anni dopo, La Joie de lire pubblica quaranta titoli nuovi all’anno: romanzi, albi, fumetti, testi di divulgazione, teatrali e di filosofia… Dei testi provenienti dal mondo intero, dei giovani autori e dei nuovi talenti, ma anche degli autori fondamentali per la letteratura quali Maurice Chappaz, Léopold Chauveau, Corinna Bille, Gianni Rodari, José Saramago, Peter Stamm, Alexis Jenni… o degli illustratori come Wolf Erlbruch, Rotraut Berner, Keith Haring, Mervyn Peake…
«Audacia», è una delle parole d’ordine di Francine Bouchet: «audacia, qualità, creatività, originalità», e come valori da affermare quelli di «affinare le curiosità, mostrare le molteplici possibilità dell’arte e educare il gusto fin dai primi anni d’età», dai quali lei non si è mai allontanata. Rivendicando un catalogo eclettico di più di 500 titoli, Francine Bouchet precisa: “Noi non ci siamo chiusi su noi stessi. Noi continuiamo sempre a cercare dei titoli che ci sorprendano, ci facciano venire voglia di leggerli e di condividerli”.
Per i suoi 30 anni, la casa editrice ha pubblicato un piccolo libro regalo che raccoglie immagini e testi degli autori e degli illustratori de La Joie de lire. L’introduzione di Francine Bouchet vale tutti i discorsi:
«Gli anni corrono come un treno nella notte… Lo guardo passare lontano. Ogni finestra mi restituisce un tempo particolare: una mano che scrive, una mano che disegna. Poi, innumerevoli visi: quelli, giovani e gioiosi, quelli addormentati per sempre. Infine e soprattutto, centinaia di libri accarezzati da piccole mani frettolose di scoprire i tesori che questi contengono. Il treno fischia incrociandone un altro, un collega forse, che ha scelto la direzione opposta…
Al mattino presto, al momento di una fermata presso una città sconosciuta, nuovi passeggeri s’imbarcheranno in quest’avventura che non avrà mai fine.»
Buon compleanno!

Andersen a spasso

28 aprile 2017

Un fantastico scrittore, Hans Christian Andersen, due talentuosi artisti, Chiara Carminati e Massimiliano Tappari, un interessante progetto ludico-creativo, Andersen a spasso (vedete qui il regolamento) pensato da Andersen, il mensile di letteratura e illustrazione per il mondo dell’infanzia!
Due mazzi di carte: quello rosso fatto di 15 dettagli “che isolano frammenti di realtà, particolari suggestivi, rivelando la presenza di personaggi, oggetti e luoghi fantastici”; quello azzurro, immagini che contestualizzano le prime 15 mostrando luoghi dell’attuale Odense.
Un progetto rivolto a scuole, ma anche a tutti coloro desiderosi di creare storie, guardando immagini fotografiche, e giocando con gli oggetti, gli ambienti, le atmosfere che abitano i testi del danese, papà del brutto anatroccolo, della sirenetta, dei cigni selvatici, di Mignolina, della Regina delle nevi.

HCA suscita sempre un certo fascino per la sua biografia, per le sue storie, per il mescolarsi delle due. Com’è nato il progetto “Andersen a spasso”?
È nato da un’intuizione di Barbara Schiaffino, direttrice della rivista “Andersen”, che è stata coinvolta da VisitDenmark e dalla Fondazione danese Hans Christian Andersen per un progetto di promozione legato allo scrittore. Barbara ha pensato a noi, proponendoci di ideare insieme a lei qualcosa di insolito per far conoscere ai bambini i luoghi natali di Andersen in maniera giocosa. Così, quasi per scherzo, è nato il progetto delle carte per inventare storie, costruite sulla base di immagini scattate per le strade di Odense. Ci piaceva la parola “spasso” per il suo doppio significato: di camminata senza meta e senza fretta, e di divertimento. Il primo “spasso” è stato il nostro, che ci siamo ritrovati in quattro e quattr’otto catapultati a Odense con il compito di catturare tutta la luce di ottobre nella nostra caccia fotografica. Il secondo, ci auguriamo sia stato quello dei bambini e dei ragazzi che insieme ai loro insegnanti hanno continuato giocando il nostro cammino.

Con le quindici carte rosse, quelle delle storie, suggerite ai “giocatori” di inventare una fiaba alla maniera dello scrittore danese. Quali sono i suoi elementi caratteristici che più che più vi interessava evidenziare?
Ci piaceva l’idea che i creatori di storie fossero in qualche mondo vincolati alla poetica di Andersen stesso. Abbiamo quindi individuato tre caratteristiche della sua scrittura, facili da trasmettere anche ai più piccoli, che potessero servire da punti di riferimento: l’interesse per personaggi considerati marginali, un tocco misurato di surrealtà, l’attenzione per gli oggetti quotidiani. Noi stessi, nel costruire le carte, abbiamo cercato di rispettare queste caratteristiche.

Per la scelta dei soggetti fotografici, come avete proceduto? Semplicemente passeggiando tra le strade di Odense, o già con una volontà di trovare elementi strani, inusuali?
M: Sono le immagini a cercarci. Noi al massimo possiamo andar loro incontro. La migliore predisposizione per farsi trovare è muoversi a passo d’uomo, girare a vuoto e lasciare la porta aperta. A volte perdere tempo è il modo migliore per guadagnarlo. Io tendenzialmente fotografo di tutto, anche senza un apparente motivo razionale. So che certe immagini hanno un significato sepolto, ignoto anche a me stesso, che emergerà con il tempo. Magari grazie alle parole di Chiara. Una parte interessante di questo progetto è stata proprio l’opportunità di vedere e leggere la realtà a quattro occhi. La vista è il nostro senso più conformista e abitudinario. Prendere in prestito, come degli occhiali, gli occhi di un’altra persona che fa un altro mestiere ti fa prendere le distanze da te stesso. E poi c’è il cibo che mangi e il vino che bevi e il sonno che dormi. Il nutrimento degli occhi arriva dai canali più inconsueti. In questo senso VisitDenmark, che ci ha ospitati con ogni riguardo, ha curato tutte le sfumature della nostra residenza artistica, lasciandoci al contempo la massima libertà di azione.
C: A Odense ho avuto la sensazione che i personaggi delle storie si trovassero ovunque. Forse era solo una suggestione, dovuta alla ricerca che stavamo svolgendo. Ma forse allora il segreto è proprio questo: disporsi sempre in atteggiamento di ricerca, di attesa, ovunque. Poi certo non è sufficiente, bisogna anche avere un occhio allenato. Alla fine della giornata, dopo aver spiato Massimiliano ogni volta che la macchina fotografica scattava, con sorpresa venata di frustrazione mi ritrovavo a chiedere “e questo… dove lo hai visto?”. Guardare le foto era come camminare per Odense una seconda volta.

Se foste chiamati a scrivere una nuova storia, a partire da una o due delle vostre carte rosse, quale scegliereste? Potreste raccontarcela brevemente?
C: Nelle carte rosse ci sono oggetti, luoghi e personaggi che servono da motore di creazione di storie. Ho inventato le loro caratteristiche basandomi sulle suggestioni delle immagini, con un testo breve, perché doveva servire solo da scintilla per le storie dei bambini. Le immagini però erano talmente stimolanti, ed era così divertente trasformarle con le parole, che per ogni carta avrei voluto continuare il ricamo di idee. È stato un esercizio di limitazione rendere tante storie potenziali, invece di privilegiarne una. E se lo facessi ora, sentirei di fare torto a tutte le altre!

La fotografia è forse il linguaggio figurativo meno fiabesco. Ci sono però alcuni scatti che riescono a cogliere la poesia dell’oggetto ritratto al pari di qualsiasi illustrazione. Cosa ne pensate?
M: Ma questo è solo un condizionamento culturale difficile da superare. Il fiabesco inteso come senso del meraviglioso, ha cittadinanza in tutte le arti. Non è prerogativa di un linguaggio espressivo. Anzi, è bello trovarlo dove meno te lo aspetti. La fotografia serve solo a incorniciarlo. Per esempio, quando siamo arrivati in albergo a Odense, i primi personaggi fiabeschi che abbiamo incontrato ci attendevano sopra al comodino. Li abbiamo chiamati “Prese in giro”.

Il progetto vuole anche far incontrare e conoscere Andersen, ripercorrendo le strade e i luoghi della sua vita danese. Ci sono nel mazzo azzurro fotografie che raccontano momenti del quotidiano e luoghi della città in cui lo scrittore ha trascorso la sua vita. Foste chiamati da un’agenzia di viaggi a scrivere e “illustrare” una guida della Danimarca di Andersen, come la impostereste?
C: In effetti, i primi a rimanere affascinati dalla figura di Andersen siamo stati noi, nel percorrere la sua vita e la sua città per realizzare il progetto. Abbiamo scoperto quanto fosse visionario già da bambino, ma anche ambizioso, stravagante e creativo (ad esempio, benché sia conosciuto principalmente come scrittore, è stato anche cantante, attore, disegnatore e meraviglioso ritagliatore di silhouettes di carta). E ciò che più colpisce è che tutto questo è davvero scritto nei dettagli dei luoghi che lo hanno ospitato, per cui non è stato difficile raccontarlo nelle carte del mazzo azzurro, che possono servire ai giovani lettori per mettersi sulle sue tracce.
M: Penso che non avrei il talento per fare una guida, perché preferisco perdermi. Al limite potrei progettare una disguida. Del resto, quando torniamo a casa da un viaggio, quelli che ci rimangono più impressi sono i disguidi, i piccoli incidenti di percorso, ciò che non avevamo programmato. Atterrati a Copenaghen ci hanno dato le chiavi per l’auto a noleggio, ma non trovavamo la serratura dove infilarle. Abbiamo riso un bel po’ e alla fine abbiamo capito che andavano semplicemente posate da qualche parte nel veicolo. Così, a volte i viaggi iniziano quando non sono ancora cominciati.

Chiara Carminati e Massimiliano Tappari