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Wolfango

20 aprile 2017
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Wolfango Peretti Poggi è stato definito dai critici d’arte “immenso pittore naturalista”, “il più grande”, secondo Eugenio Riccomini. L’altra metà del suo lavoro, quella dell’illustratore, è rimasta nascosta per anni dietro una gran quantità di pseudonimi. Pochi sapevano che la firma “Golpe” su decine di Salgari degli anni Sessanta, su uno strepitoso Pinocchio, sulle Donne del Risorgimento di Olga Visentini e su innumerevoli altri titoli per ragazzi, celava “l’immensa” mano di Wolfango. Lo sapeva Grazia Nidasio che lo voleva al Corriere dei Piccoli, lo sapeva Antonio Faeti, concittadino e amico e proprio per questo tenuto al silenzio imposto dall’illustratore “dimezzato”. Solo nel 2007, con Storia di Re Enzo di Matteo Marchesini, Wolfango ha sollevato il sipario sul mistero: quando si è sentito pronto a ricongiungere le due identità orfane, ha finalmente firmato con il suo nome un libro illustrato. Prima, si era tanto divertito a confondere le acque che per anni è passato nel silenzio perfino che avesse vinto la prima edizione del premio grafico della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna. Vinse con Gesù oggi (qui sotto “L’ultima cena”), di Emilio Radius, tuttora un libro di sconfinata modernità, firmato con un sempre più enigmatico “Anonimo bolognese”, pseudonimo che poi non ha più ripreso. Anche per questo è stato difficile scoprirlo, c’è voluta la casualità di una visita a casa sua, e quando gli chiesi come mai avesse tra le sue cose quel volume che da sempre ammiravo in Salaborsa Ragazzi, chiedendomi chi fosse il genio, Wolfango si svelò, serafico e ancora soddisfatto del suo buon nascondimento.
Sarebbe bello vedere in fila i tanti libri illustrati da Wolf, perché una sua caratteristica è l’abilità di utilizzare tecniche e stili più diversi, poteva permettersi di essere naturalista interpretando una storia seicentesca, gotico per richiamare il medioevo nordico, particolareggiato in ogni dettaglio per la narrazione storica, lineare ed essenziale per la manualistica divulgativa a prevenzione delle malattie nei paesi poveri del continente Africano.
Era così bravo a disegnare secondo quello che riteneva lo stile più adatto, che quando gli sono state commissionate le Cappuccetto Rosso nelle due versioni di Perrault e dei Grimm, lui le ha realizzate così differenti l’una dall’altra da risultare due storie ben diverse, com’è infatti nell’intenzione dei due favolisti, nello svolgimento dei fatti e nei riferimenti storico-letterari.
Con la sua complicità, e grazie all’editore Minerva di Argelato, le due fiabe sono state ripubblicate con il titolo I Cappuccetto rosso, libro che inaugura la collana Molliche.
Una vicenda simile è successa con I Pollicino, il Puccettino di Perrault e il Pollicino dei Grimm, che vi invito a sfogliare proprio per godere del segno di Wolfango, della sua colta adesione ai testi (Wolfango era coltissimo) e della gioia grafica che si concede, leggera e competente, fedele e al contempo tutta sua, particolareggiata, ironica e drammatica, secondo necessità. Il terzo volume della collana Molliche è invece Il gatto con gli stivali, una storia sola, ancora una volta un lavoro stilistico notevole, nato nel 1962 con l’editore Edikon. L’abbiamo voluto pubblicare subito dopo la scomparsa di Wolfango, a 90 anni. Apre con un saluto dell’amico Faeti e un breve commento pedagogico di Milena Bernardi ad uso degli adulti, poi ecco la davvero intramontabile fiaba di Perrault che non dovremmo mai trascurare di leggere con i nostri bambini. La morale recita: Può dirsi certamente fortunato / chi riceve una grossa eredità! / Ma il giovane in gamba e assennato, / più che godere i soldi di papà, / si muova, s’ingegni, vinca ogni asprezza, / e si crei da sé la sua ricchezza!
Se volete saperne di più su Wolfango illustratore, Minerva Edizioni ha pubblicato un catalogo dove si dicono altre cose interessanti e affettuose, per esempio che quel nome racchiuso nella “o” di Wolfango è la sua perenne dichiarazione d’amore alla moglie Chiara.

Tiziana Roversi
curatrice della collana Molliche

Il miglior albo illustrato del mondo…

11 aprile 2017

Anthony Browne, che per alcuni anni all’inizio del nuovo millennio è stato un po’ trascurato in Italia, dove giunse fin dal 1976 grazie alla Emme edizioni, ora torna a risplendere. Ad iniziare le danze è stata la Giannino Stoppani Edizioni con alcune letture per i più piccoli: Mi piacciono i libri fu ripubblicato nel 2010.
Poi Donzelli e Kalandraka che hanno fatto tornare i suoi classici negli scaffali di librerie, biblioteche e case. Pubblicando in alcuni casi i libri più difficili come King Kong (Donzelli, 2012) o dai temi meni usuali, come Il Maialibro (Kalandraka, 2013).
In questo inizio di 2017, un’altra casa editrice fa capolino, tra quelle italiane che editano questo maestro dell’illustrazione mondiale. E così arriva in Italia, forse il più bello dei suoi albi, grazie alla piccola Camelozampa, che da anni svolge un lavoro lodevole di “biblioarcheologia”, riprendendo in mano libri da tempo assenti o mai giunti nel nostro paese.
Voci nel parco era anni che lo aspettavamo: il sottoscritto da ben quindici quando lo lessi nella versione francese Kaléiscope, in terra straniera.
Quello che subito colpisce e affascina di questo albo è il gioco con il quale Browne racconta una semplicissima passeggiata ai giardini pubblici: una costruzione corale, che fa eco all’espediente di “esercizi di stile” di Queneau.
Un’unica piccola semplice storia vista e vissuta con occhi diversi, che trasformano il pomeriggio dei quattro protagonisti in un caleidoscopio di colori dai più spenti ai più vivaci. C’è una mamma un po’ snob e severa, un babbo distratto alla ricerca di un lavoro, un ragazzino timido e troppo sottomesso e una coetanea sveglia e intraprendente.
Se si osserva bene, le voci sono in realtà sei, ai quattro “umani” (anche se con le tipiche sembianze scimmiesche a cui ci ha abituato Browne) possiamo aggiungere senza fare troppi sforzi anche quelle di Victoria, il labrador color champagne di Charles, e Albert (è un po’ repubblicano il nostro Anthony!? O si tratta di un omaggio ai vecchi reali?) il bastardino arruffato di Smudge: per tutto l’albo emblematici simboli di libertà e gioia di vivere.
Il libro nacque in una prima versione nel 1977: A Walk in the Park. Il secondo libro uscito dalle matite dell’illustratore che nel 1998 lo riprese in mano, rinnonandogli il titolo, l’attuale Voices in the Park, moltiplicando le voci narrative e cambiando i connotati ai personaggi.
Le quattro figure dei protagonisti (ricordatevi di andare a vedervi gli occhi dei vari primati nello splendido Un gorilla. Un libro per contare di Kalandraka, che rendono i loro ritratti più espressivi di qualsiasi umano) sono modellate anche attraverso i mille dettagli dell’ambiente esterno in cui questi vengo collocati, riuscendo a costruire quattro personalità le cui emozioni e i cui sentimenti vengono arricchiti da foglie disseminate come briciole di Pollicino, da taglienti vetri posti sul filo di un muro di cinta, grigie nubi che a poco a poco vengono spazzate via, boxer colorati che vestono le sculture di una fontana (l’inglese è stato, per questa immagine, sicuramente ispirato dal Nettuno del Giambologna).
Le quattro voci si alternano seguendo il ritmo delle stagioni: un autunno austero, un inverno preoccupato, una primavera insicura che verrà travolta dall’esuberanza dell’estate. I colori, utilizzati con una forte connotazione psicologica, si inanellano in un crescendo esplosivo, fino ad un finale ricolmo di rosso: del cappello borghese, del giubbetto scanzonato, dell’ironico paio di mutande, del giocoso tetto del gazebo, fino al più malinconico papavero regalato alla piccola dal nuovo amico e riposto su di una tazza per il tè, decorata con il giocoso rincorrersi dei due cani… Forse il desiderio di Charles di ritrovare l’amica nuovamente al parco, non è solo una debole speranza!
Per questo, e molto altro, per noi (oh almeno per il sottoscritto!) “Voci nel parco” di Anthony Browne è il più bel albo illustrato del mondo…

David Tolin
Pel di carota

PS
In occasione dell’uscita italiana di questo capolavoro, la casa editrice monselicense, invita tutte le librerie a organizzare un evento legato a questa storia, una festa “nazionale”, da farsi nelle librerie stesse o ai giardini delle rispettive città, il venerdì 21 o il sabato 22 (alcune librerie hanno già optato per la domenica 23 aprile: Giornata Mondiale del libro e del diritto d’autore) per diffondere il verbo di Anthony, per dare voce alle sue quattro voci e ai suoi mille colori.

Ribellioni. Punto e a capo

4 aprile 2017

Un Festival del libro per ragazzi per parlare di ribellioni. I primi capricci, le prime scoperte, i primi litigi. La ricerca di una propria identità e l’affermazione delle libertà adolescenziali. Le ribellioni di donne coraggiose che hanno detto no, che non si sono arrese, salvando la vita e i diritti di tante altre donne. Le ribellioni di uomini che non hanno avuto paura e con le loro scelte ci hanno insegnato il valore della legalità e della libertà. Le ribellioni di chi ha lottato prima di noi, le ribellioni di chi oggi cammina su strade di onestà e non teme di andare controcorrente.
Questa la presentazione della direttrice artistica, nonché libraia de Il Semaforo blu di Reggio Emilia, del festival del libro per ragazzi, Punto e a capo.
Mentre a Bologna sta terminando la Bologna Children’s Book Fair, in una delle più belle città emiliane, iniziano venerdì 7 aprile (e fino a domenica 9) le tre giornate di kermesse di questo giovane festival letterario. Incontri, laboratori, spettacoli, letture per bambini fino ai 100 anni. Tra gli ospiti (in ordine di apparizione): Gabriele Clima, Antonio Ferrara, Fabrizio Silei, Maurizio Quarello, AnnaMaria Gozzi, Annalisa Strada, Riccardo Guido, Carlotta Scabrini, Assia Petricelli, Sergio Riccardi, Tommaso Percivale e Giuseppe Catozzella.
Qui, per vedere il programma completo.
La redazione
ALIR

I due Orbil 2017: le terzine

29 marzo 2017
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Con il 2017 il premio Orbil si arrichisce di due sezioni in più: il premio al miglior libro di Divulgazione e quello al miglior romanzo (o comunque fiction, per non delimitare troppo) Young Adults.
Da quest’anno, inoltre, le terzine Orbil e Orbil Balloon (ridotta però ad una sola sezione) verranno presentate insieme, non più in momenti separati: un modo per promuovere meglio il settore delle graphic novel, sempre più ricco di prodotti editoriali di qualità grafica e testuale, preziosi aiuti nella formazione dei gusti letterari e grafici dei ragazzi.
A Bologna, presso lo stand Alir (Pad. 26 Stand B/86), verranno presentate al pubblico le sei terzine. Per i nomi dei vincitori, bisognerà aspettare fine maggio, quando verranno annunciati al Salone Internazionale del Libro di Torino.
Le scelte delle tre copertine sono assolutamente casuali…

ALBI ILLUSTRATI
Chiedimi che cosa mi piace, Bernard Waber, ill. Suzy Lee, Terre di Mezzo
Il filo magico, Mac Barnet, ill. Jon Klassen, Terre di Mezzo
Un grande giorno di niente, Beatrice Alemagna, Topipittori

NARRATIVA 6/10
Dory Fantasmagorica, Abby Hanlon, Terre di Mezzo
La zuppa dell’orco, Vincent Cuvellier, ill. Andrea Antinori, Biancoenero
Maionese ketchup e latte di soia, Gaia Guasti, Camelozampa

NARRATIVA 11/14
Dieci lezioni sulla poesia, Bernard Friot, Lapis
Il nido, Kenneth Oppel, ill. Jon Klassen, Rizzoli
Melody, Sharon M. Draper, Feltrinelli

YOUNG ADULTS
3000 modi di dire ti amo, Marie-Aude Murail, Giunti
L’albero delle bugie, Frances Hardinge, Mondadori
Ti darò il sole, Jandy Nelson, Rizzoli

ORBIL BALLOON
Chi ha paura della volpe cattiva?, Benjamin Renner, Rizzoli
Il sentiero smarrito, Amélie Fléchais, Tunué
Roller Girl, Victoria Jamieson, Il Castoro

DIVULGAZIONE
Anatomia, Hélène Druvert, L’Ippocampo Ragazzi
Sottoterra, Emmanuelle Houssais, La Margherita
Sulle tracce degli antenati, Telmo Pievani, Editoriale Scienza

La redazione
ALIR

Una Sirenetta 180 anni dopo

21 marzo 2017

Michelangelo Rossato è nato in provincia di Venezia nel 1991. Dopo la maturità classica ha iniziato a interessarsi all’illustrazione per l’infanzia, frequentando i corsi Ars in Fabula-Scuola di Illustrazione.
Nel 2014 si è diplomato in Illustrazione all’Accademia di Belle Arti con una tesi riguardante il legame tra la fiaba e le società matriarcali. Si occupa di attività didattiche per bambini e adulti dedicate al libro illustrato e collabora con Ars in Fabula – Scuola di Illustrazione.

1 – Dopo Biancaneve edita da Il gioco di leggere, ora per Arka edizioni hai appena finto la Sirenetta. Com’è nata la tua passione per le favole?
Ho sempre amato le fiabe fin da quando ero bambino. Ho avuto la fortuna di cresce in compagnia di bellissimi libri illustrati, spesso proprio di fiabe: Perrault illustrato da Dorè, i preziosi libri Emme edizioni (come “Il viaggio Incantato” di Mitsumasa Anno) e poi i Grimm illustrati da Rackham. Dello stesso illustratore ricordo anche la triste “Ondina” (romanzo che ha influenzato Andersen per la sua Sirenetta).

2 – Com’è nato questo secondo progetto su La Sirenetta?
Dopo “Biancaneve”, un libro ricco di simbolismi iniziatici, ho sentito il bisogno di realizzare un libro che parlasse di emozioni e sentimenti. Per una serie di sincronie ho scelto “La sirenetta” del malinconico Andersen. La realizzazione del libro è stata intensa, mi sono lasciato coinvolgere molto profondamente: il dramma vissuto dalla protagonista, il soffrire perennemente sendendosi sempre incompleta, è talmente toccante che non ho potuto non “tuffarmi” nelle sue emozioni per cercare la giusta ispirazione. Spero che questa mia sirenetta “outsider” possa far riscoprire l’essenza della splendida fiaba di Andersen, una storia che ci insegna ad abbandonare l’odio e il possesso, a seguire l’amore più alto, a vivere senza la paura del fallimento e del cambiamento.

3 – La Sirenetta compie 180 anni quest’anno. Personalmente preferisci più le fiabe d’autore come quelle appunto del danese, o le fiabe recuperate dalla tradizione orale?
Mi piacciono entrambe, perchè sono molto diverse. Le fiabe antiche come quelle dei Grimm, raccolte dalla tradizione orale, sono pregne di simboli e archetipi, perchè sono l’esito di secoli e secoli di stratificazioni culturali. Sono immortali, ci parlano di riti dimenticati, come quelli matriarcali, il loro è un linguaggio a volte difficile da decodificare, ma che continua ad affascinarci.
Leggendo una fiaba d’autore, invece, ci si può addentrare nell’anima di chi l’ha scritta: come illustratore, ad esempio, ho sentito l’esigenza di studiare la tormentata vita di Andersen. “La sirenetta” è forse la sua fiaba più autobiografica: la protagonista, come Andersen, ha una personalità borderline e tutta la storia ruota intorno all’unico e potente simbolo della sirena, creatura bellissima e allo stesso tempo inquietante.

4 – Dopo queste due figure femminili, hai in cantiere una Bella Addormentata o una Pollicina, per restare nell’universo di Andersen? Oppure ci sono altri progetti?
Sto lavorando per ARKA a un libro completamente diverso dai precedenti: è la meravigliosa storia di un personaggio realmente esistito. Ma sicuramente prima o poi tornerò nel mondo delle fiabe, magari con un terzo personaggio femminile “ribelle”. Se leggiamo le fiabe originali, in realtà, ci sono molte “antiprincipesse”, come va di moda dire ultimamente.

5 – Sentiamo spesso chiedere ai grandi illustratori, cosa possono direbbero ad un giovane che volesse intraprendere la strada dell’illustratore? E tu da giovane illustratore cosa diresti loro?
Cerca dei saggi maestri e studia tanto. Non copiare altri illustratori. Non essere dipendente da google-immagini. Leggi e sfoglia libri: è difficile fare un buon libro se non leggi e non ami i libri.

​In questo momento, e fino al primo aprile, le tavole originali della fiaba di Andersen sono esposte a Padova, presso la libreria Pel di carota.
La redazione
ALIR

Per LEI una grande cooperazione pugliese

20 marzo 2017

Era la Bologna Children’s Book Fair del 2016 e un gruppo di libraie pugliesi, più una molisana, si ritrovava difronte, quasi per caso, allo stand di Orecchio Acerbo Editore.
Eravamo tutte in attesa di un altro appuntamento, nella folla abbiamo deciso di inserirci nella fila per il firmacopie di Cinzia Ghigliano. Era uscito da poco Lei. Vivian Maier.
Abbiamo scherzato con Cinzia, invitandola a venire in Puglia, magari in primavera: “Un piccolo tour pugliese potrebbe essere piacevole!”, le dicemmo.
Dopo aver lasciato un disegno per ogni libraia, una proposta buttata lì era diventata una promessa.
E cosi è stato: Cinzia Ghigliano è appena andata via dalla Puglia, dove ha concluso un tour lungo una settimana che l’ha vista partire da Termoli ospite de La Luna al Guinzaglio, proseguire nella Puglia non bagnata dal mare a Corato da Ambarabaciccicocò, poi da Equilibri a Santeramo, da Lik e Lak a Putignano, passando da Conversano a Le Storie Nuove, è poi scesa fino a Casarano a La Soffitta senza tetto, risalendo infine a Bari a Svoltastorie.
Ogni libreria ha realizzato un evento a sé, differente dalle altre: a La luna al guinzaglio i programmi sono improvvisamente cambiati, si è dovuto creare un tavolo a parte perché al laboratorio per gli adulti, si è aggiunto uno per i bambini non previsto, a Santeramo era talmente tanta la curiosità dei ragazzi che gli incontri a scuola si sono trasformati in lezioni tecniche sul lavoro di Vivian Maier, ma anche su quello di Cinzia, da Lik e Lak erano così assorti nelle chiacchiere che la prenotazione al ristorante per la cena è stata addirittura dimenticata, a Conversano è andato tutto come i piani, ma le belle storie che ogni studente ha creato partendo dalle foto di Vivian Maier, non si potevano prevedere, gira voce che i ragazzi tornati in classe non smettevano ancora di inventare storie!
Ogni tour porta con sé una bagaglio di bellezza e stanchezza; tante librerie, ognuna con una storia differente, non tutte associate all’ALIR, messe insieme per creare un grande evento.
Come ci ha fatto notare Cinzia, ci vuole forza a non farsi concorrenza, ci vuole forza a mettersi insieme e collaborare, in questa Puglia dai tanti festival, tanti incontri sensazionalistici e pochissimi lettori, noi abbiamo cooperato con successo per portare nelle nostre librerie un albo illustrato bellissimo, che racconta una storia delicata e speciale, quella di Vivian Maier, scritto e illustrato da una generosa e grande artista qual è Cinzia Ghigliano.
Insomma, è proprio il caso di dire che l’unione fa la forza!
Serena
Le Storie Nuove

Selvaggiamente bambini. Arezzo Omaggia Maurice Sendak

13 marzo 2017

Per festeggiare il trasferimento nei nuovi locali e i quattro anni di attività della libreria abbiamo deciso di omaggiare uno tra i più grandi autori di libri per bambini del ‘900, Maurice Sendak, con una cinque giorni di incontri, letture, spettacoli, laboratori dal titolo Selvaggiamente Bambini.
La decisione di omaggiare Sendak è nata da una serie di coincidenze. Avevamo letto già da tempo l’articolo di Anna Castagnoli su le fonti italiane di Sendak, in cui si legge dell’amore dell’autore per il Rinascimento, per l’arte italiana e dei riferimenti a due delle più importanti opere artistiche della città di Arezzo, “La Storia della vera Croce”, il ciclo di affreschi realizzati da Piero della Francesca per la chiesa di San Francesco e il bronzo etrusco della Chimera, simbolo della nostra città.
Poi ci siamo ritrovate a programmare il nostro trasloco proprio di fronte alla chiesa di San Francesco, in un ex negozio di antiquariato dal nome La nuova Chimera. In quei giorni di gennaio, Grazia Gotti era nostra ospite per una formazione su scienza e letteratura, e di fronte ad un caffè, su una tovaglietta di carta ha preso forma “Selvaggiamente bambini”.
Altra imprescindibile coincidenza la presenza in cartellone per la rassegna Altre danza_Portiamo i ragazzi a teatro! dell’Associazione Sosta Palmizi, dello spettacolo Nella stanza di Max, a cura di Babù Teatro Danza. Qui il link al video.
Abbiamo pensato ad una serie di appuntamenti dedicati a bambini dai tre anni in su, alle loro famiglie, agli operatori culturali ma anche semplici curiosi, appassionati di letteratura, un programma a cui hanno dato un importante contributo una serie di professionisti chiamati a comporre un evento diffuso nella nostra città.
Il primo incontro è previsto per giovedì 23 marzo, in libreria, con Three stories and a cup of tea. Tre storie tratte dal repertorio di Sendak, narrate, in lingua originale, dalla voce dell’amica Alessandra Valtieri.
Venerdì 24 marzo, sempre in libreria, è previsto l’incontro dedicato alla poetica e al percorso artistico di Maurice Sendak, Dalla Storia al Sogno. L’arte di Maurice Sendak, una conversazione dedicata ad insegnanti, genitori con Elena Giacomin e con un contributo di Grazia Gotti, dal titolo Dal villaggio polacco alle luci di New York. La storia e i libri del più grande autore per bambini del Novecento.
Sabato 25 marzo, una live-performance che coinvolgerà bambini e pubblico. La Wild Street Journey, “Alla ricerca dei mostri selvaggi”, partirà da Via San Francesco e si diffonderà per i vicoli della città, con Babù Teatro Danza Sosta Palmizi.
I protagonisti della rappresentazione saranno: Max – il bambino inventato dalla fantasia di Maurice Sendak a cui piace giocare “selvaggiamente” – e i suoi mostri selvaggi. Le creature di fantasia, prodotte dalle sue stesse mani, sfuggiranno poi al suo controllo, scapperanno aggirandosi per la città. Al termine della “caccia ai mostri”, ritorno in Libreria per il Brindisi di Inaugurazione e per festeggiare la nostra nuova Casa Sull’albero.
L’omaggio a Sendak continuerà domenica 26 marzo al Teatro Mecenate, dove andrà in scena Nella stanza di Max, in replica lunedì mattina per le scuole.
All’interno della libreria una selezione delle opere di Maurice Sendak in lingua originale accompagnate da un racconto audio visivo dedicato al grande autore.
A piccoli passi stiamo cercando di ritagliarci uno spazio sempre più importante nella nostra città continuando a generare esperienze che coinvolgano bambini, genitori, istituzioni e lo faremo in un luogo tutto nostro, proprio di fronte al nostro amato Piero della Francesca.

Elena, Anna, Barbara
La casa sull’albero-Arezzo