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In quel di Roma…

29 luglio 2016

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Se siete a Roma, in questi giorni (ma anche durante tutto l’anno!), non mancate, a Trastevere, in Piazza Santa Cecilia (al numero 18), di visitare la Nuova Libreria dei ragazzi.
A dire tutta la verità, la libreria c’era anche prima, ma aveva un’altro nome: NER – Nuove Edizioni Romane.
Certamente saprete tutti, che la casa editrice è stata venduta!
Giunti editore ha acquistato il suo storico catalogo (a settembre già due pubblicazioni… di Roberto Piumini e Eva Rasano), composto di tanti capolavori, presenti negli scaffali del teatro, della mitologia, dei classici e della poesia.
Il lavoro di Gabriella Armando, l’editor che nel 1977 forndò la NER, continua ora ma con uno nuova veste. I libri sempre al centro, ovviamente!

Buon lavoro alla nuova libraia!
E chissà che un giorno, non decida di entrare nella nostra associazione!

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Ancora tante cartoline… e buon’estate!

27 luglio 2016

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Ancora tante cartoline (dei due libretti editi da Vànvere) per giocare con La luna al guinzaglio di Termoli e Pel di Carota di Padova.
Dall’anno scorso, se vi ricordate, queste due librerie si sono idealmente gemellate nel periodo estivo. Quest’anno oltre al CCLP (del quale, qui sotto, lasciamo il regolamento!), ci aspettano altre sorprese, ma di queste vi diremo più avanti!
Intanto, compratevi il “Libretto Postale” di Franco Matticchio e spedite una cartolina a Padova o a Termoli… oppure a chi vuoi tu! Sicuramente, nessuno rimarrà deluso!

Concorso Cartoline Libretto Postale:
1 – Sei in vacanza, a casa, sul wind-surf a Copacabana o stai attraversando su una canoa il lago Titicaca scrivi una cartolina scelta da uno dei due “Libretto Postale”, entro il primo settembre 2016 (vale il timbro postale) a:
La Luna al guinzaglio
via Guglielmo Marconi 8/10
86039 – Termoli (CB)

e / o
Pel di carota Libreria per ragazzi
via Boccalerie, 29
35139 – Padova

2 – Prendi uno dei 16 francobolli (falsi) attaccalo nel retro e scrivi qualche riga ispirate alla cartolina e al francobollo (falso) che spedirai.
3 – Unica condizione, nel testo dovrà comparire anche una delle tre parole (tratte dai titoli delle immagini di Matticchio presenti nel secondo libretto): OROLOGERIASOQQUADROSTAGIONE.
4 – Acquista un francobollo (vero!). Spedisci il tutto. N.B. : Ricordati di firmare o fare in modo di poter risalire al mittente (un indirizzo mail o un numero di telefono).
5 – Una giuria di bambini vaglierà tutte le cartoline partecipanti e deciderà il vincitore.
6 – I risultati verranno comunicati il giorno della premiazione: sabato 10 settembre.
7 – Premio, in palio per ogni libreria: un volume con dedica dell’autore, del nuovo libro di Vànvere edizioni: “Animali Sbagliati” sempre di Franco Matticchio.

La redazione
ALIR

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Tipi da copertina

29 giugno 2016

RadiceTorna a Radice-Labirinto il concorso estivo “Tipi da copertina”.
Radice-Labirinto presenta anche quest’anno il suo piccolo concorso fotografico estivo “Tipi da copertina” che nel 2014 e 2015 ha riscosso un grande successo. Per partecipare dovete inviare a info@radicelabirinto.it o tramite messaggio privato alla pagina fb della libreria, una foto del vostro bambino che interpreta la copertina del suo libro preferito (il libro deve comparire nella foto).
Più la vostra fotografia sarà fedele al libro prescelto più avrete possibilità di vincere il primo premio, ovvero uno dei nostri richiestissimi Cestini di Mirtillo, un abbonamento esclusivo e prezioso ideato dai librai di Radice-Labirinto.
Le foto che partecipano al concorso verranno pubblicate nell’album dedicato a “Tipi da copertina” sulla pagina Facebook della libreria. Da lì, ed esclusivamente da lì, potrete dare il vostro voto alle fotografie che più vi piacciono. Le dieci fotografie più votate verranno poi valutate dai librai Alessia e Dario che eleggeranno i tre vincitori. Per informazioni più dettagliate del regolamento leggete qui.radice2
Come ogni anno il concorso si apre con il solstizio d’estate, MARTEDI’ 21 GIUGNO, e finisce all’equinozio d’autunno, VENERDI’ 23 SETTEMBRE. Le premiazioni verranno annunciate DOMENICA 2 OTTOBRE durante la terza edizione dell’evento organizzato dalla libreria “Disegnare una mappa”, un evento che ha lo scopo di fornire a genitori, insegnanti, educatori e a tutti coloro che si occupano di bambini, una bussola per orientarsi nella buona letteratura per l’infanzia. Ora non vi resta che prendere ispirazione dai fantastici concorrenti delle passate edizioni (2014 e 2015) e mettervi in posa.

Buona fortuna e soprattutto buon divertimento!

Alessia e Dario
Radice-Labirinto

Salva la parola

17 giugno 2016

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“se ti manca la parola, forse non è detta l’ultima parola: fa’ un respiro profondo, chiudi gli occhi, fa’ una giravolta, falla un’altra volta e vedrai che di parole ne trovi quante ne vuoi, anche ottanta tutte insieme, come in questa fantasiosa raccolta di parole da salvare, da non smarrire, da ricordarsi di usare. parola mia! ”

Il progetto Salvalaparola nasce in occasione della quinta edizione di Passa la Parola, il Festival della Lettura per ragazzi creato dalla libreria Castello di Carta e da Csi, Centro Sportivo Italiano di Modena.

Tutto è iniziato l’anno scorso, quando la quinta edizione del Festival Passa la Parola ha promosso un piccolo concorso, Salvalaparola, rivolto a bambini, ragazzi e adulti, dedicato alle parole da salvare.
Gli alunni che hanno partecipato agli incontri dedicati alle scuole, i partecipanti agli incontri rivolti all’utenza libera, bambini, ragazzi, adulti, hanno ricevuto una cartolina da compilare con la parola da salvare.
L’intento del concorso era di recuperare le parole che amiamo, le parole che non vogliamo perdere, le parole che vogliamo condividere, le parole che vogliamo ancora sentire, le parole del nostro cuore.

Le parole arrivate, tantissime e bellissime, sono state selezionate da una giura composta dallo scrittore Andrea Valente, da una libraia, da una bibliotecaria e da un membro del CSI.
Le circa 80 parole scelte fanno parte di un primo dizionario delle parole salvate, scritto da Andrea Valente, promosso dal festival Passa la Parola, pubblicato dalle Edizioni Lapis che ha creduto nel progetto.
Il libro Salva la parola uscirà a settembre in occasione della sesta edizione del festival Passa la Parola e verrà presentato in anteprima durante il festival MARE DI LIBRI domani, sabato 18 giungo alle ore 9, in una colazione con Andrea Valente, presso la libreria Viale di Ciliegi 17.
Vi aspettiamo!!!

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castello di carta

In quelle nostre piccole tasche di un tempo, un inventario universale…

14 giugno 2016

610ATd4ZnBLÈ il bianco il colore predominante nel lavoro a quattro mani di Alessia Napolitano e Silvia Molinari. Il bianco un colore a cui facciamo poco caso, quasi non fosse colore. 
Il Cosario è una poesia di piccole cose, di stagioni, del tempo che passa lentamente, di mappe e piccoli tesori, di tutte quelle cose, emozioni che ci riportano all’infanzia, al tempo in cui quel che bastava era solo il tempo per poter giocare. 
Le cose, gli oggetti magici non erano i giochi, ma piccoli amuleti a cui l’infanzia consegnava poteri magici, quelli che servivano per diventare grandi da piccoli. 
Di questi momenti, di queste piccole invisibili e importanti magie racconta Alessia Napoletano e disegna Silvia Molinari.

A loro chiediamo di accompagnarci in questo viaggio tra le parole e le immagini, e di iniziare questa conversazione raccontandoci l’emozione che da adulte hanno provato, in questo amarcord di giornate passate a riscoprire piccoli segreti.

Alessia: Cara Agata, le emozioni sono affiorate piano piano, nel tempo dilatato e sospeso dei ricordi. Mettere insieme il catalogo degli oggetti presenti nel Cosario è stato semplice perché, sia per me che per Silvia, l’infanzia ha costituito un periodo denso che ha lasciato un segno vivido. La cosa forse più sorprendente di questa ricognizione è stato il riconoscersi nei ricordi l’una dell’altra. Anche se io e Silvia ci siamo conosciute in età adulta, infilare la mano in quelle nostre piccole tasche di un tempo, ha messo in luce una sorta di “inventario universale”: castagne matte, piume, gusci d’uovo, etichette, fazzoletti, biglie, graffette…quante cose accomunano le tasche dei bambini! E non solo della nostra generazione. Pare che in qualche modo le cose finite nelle tasche, per una misteriosa e selettiva forza d’attrazione, siano sempre le stesse. Che l’infanzia sia fatta di molte sfumature e, in conclusione, di molte infanzie, è vero; ma l’infanzia delle – e nelle – tasche pare sia una. Tuffarsi in questo intreccio di ricordi è stato emozionante e commovente e ci ha riportate ai bambini di oggi ai quali dedichiamo Il Cosario, nella speranza che possano scoprire tesori di poco conto ma tanto preziosi.

Silvia: In realtà, nel mio caso si è trattato solo in parte di un tuffo nel passato: alcune presenze de Il Cosario sono sì frammenti di un’infanzia dolcissima, ma per lo più non si sono mai allontanate, hanno solo cambiato tasca. Abbiamo attinto da un bacino di oggetti speciali che abbiamo constatato essere universale, in cui i tesori di me ed Alessia bambine appartengono, al pari dell’immaginario infantile, a quello poetico. Che, per natura, non ha tempo.
Non ho mai perso l’abitudine a soffermarmi sui preziosi oggetti che gli spazi, aperti o chiusi, ci portano in dono. Non è solo una questione di età, ma di attenzione, di cura.
Il Cosario racchiude il ricordo di estate roventi, il tocco asciutto di una nonna, il gelo che attraversa le muffole di lana bagnate di neve così come l’attimo appena trascorso, la tenerezza di un gesto, di uno sguardo che vede e raccoglie facendosi custode di un segreto.

Le cose nascoste nelle tasche sembrano i segreti di una vita, ma non solo. Hai infilato le risate e il pianto, le corse, e i profumi, le carezze e le promesse. Tutta la frenesia che accompagna ogni bambino nella scoperta del mondo, ma insieme la lentezza monotona del canto delle cicale, dei pomeriggi silenziosi passati a raccogliere pietre rese preziose dai raggi del sole.
Il tempo del gioco si ferma: bisogna cercare una strada su di una mappa immaginaria. 
Il bambino torna a cercare nelle tasche, per ricevere una carezza, per sentire il profumo della nonna, e poi subito riparte, il gioco ricomincia.
Il mondo non ci sta tutto nelle tasche, bisogna correre per scoprirlo e nasconderlo di nuovo.
Cosa hai oggi nelle tue tasche, quali segreti scopre e nasconde l’infanzia?

Alessia: Cara Agata, oggi come allora le mie tasche sono ricolme di piccole cose. Ora ti faccio una cernita in diretta: un elastico, la farfalla di un orecchino, un chiodo, un pezzo di scotch, un fiore di tarassaco appassito. Sai, i miei vestiti preferiti hanno tutti le tasche, perfino quelli più eleganti.
Quando con Silvia abbiamo iniziato a pensare al Cosario, per prima cosa ci siamo chieste se le tasche dei bambini fossero ancora nascondiglio di tesori come lo sono state per noi. Così ho indagato, e devo dire, che a parte qualche eccezione, tutti i bambini incontrati custodivano segreti e minuscole meraviglie. Ci deve essere un legame speciale tra l’infanzia e le tasche, una sorta di tacito accordo volto a preservare intatto un mistero profondo legato alla capacità di provare affetto per le piccole cose. Spesso capita che l’infanzia la si veda solo quando siamo cresciuti, come in una retrospettiva; forse allora le tasche sono una caverna buia dove è sempre possibile fare gli archeologi sui propri sogni, le proprie aspettative, i profumi, le carezze perdute o dimenticate. Infilare una mano in tasca è un gesto antico.

I disegni che accompagnano le parole sono piccole tracce in mezzo al bianco. Alcuni oggetti sembrano appartenere ad un tempo lontano, quasi sconosciuto. Altri sembrano quasi voler saltar fuori dalla pagina, correre a nascondersi lì da dove sono stati tirati fuori. Nulla si sovrappone, parole e disegni sembrano scorrere insieme, in quel silenzio necessario ai segreti.
Disegni silenziosi, che mostrano oggetti mille volte sfiorati, che si sanno a memoria.
 Come hai scelto le cose da disegnare?
 Hai pensato alle tasche segrete in cui da bambina cercavi e nascondevi le tue cose preziose?
 Cosa nascondono le tasche di un’illustratrice?

Silvia: Io e Alessia abbiamo passato giornate a fare elenchi (ah, gli elenchi!) di oggetti cari. Alcuni erano ricordi, altri li abbiamo cercati nelle tasche altrui, ma quasi tutti sono letteralmente usciti dal capolinea delle tasche: scatole e cassetti di entrambe. C’erano le cose che non potevano mancare, quelle molto care, quelle molto belle, quelle che custodiscono ricordi particolarmente preziosi, quelle magiche, quelle buffe.
Ho cercato di bilanciare scelte formali, affettive e di composizione. In alcuni casi sapevo esattamente come desideravo risultasse la tavola finita, in altri ho fisicamente disposto gli oggetti sul foglio di cotone bianco, di un biancore vicino a quello della neve, purissimo ma non ottico, spostandoli via via un poco più in alto, in basso, cambiandone l’inclinazione… li ho fatti danzare per poi lasciare nuovamente respirare la carta. Come tu stessa dici, in silenzio.
Ho sempre cercato di inserire in tutti i miei lavori la componente del tempo, inteso non come precarietà, ma come leggerezza, assenza di peso: la bellezza struggente di qualcosa che è ora è qui, appoggiata a questo piano bianco, ma tra poco chissà.

Italo Calvino, nelle Lezioni americane, quando parla della Visibilità dice:
Se ho incluso la Visibilità nel mio elenco di valori da salvare è per avvertire del pericolo che stiamo correndo di perdere una facoltà umana fondamentale: il potere di mettere a fuoco visioni a occhi chiusi, di far scaturire colori e forme dall’allineamento di caratteri alfabetici neri su una pagina bianca, di pensare per immagini.
Il vostro lavoro è sicuramente un antidoto a questo pericolo, però non credete che Calvino abbia in qualche modo centrato appieno quello che aveva previsto con trentanni d’anticipo?

Alessia: Tu sai, Agata, quanto io sia legata a Calvino, e non solo perché ha ispirato il nome della mia libreria, ma perché credo che con le sue Lezioni americane, abbia tolto una patina dalla nostra contemporaneità, fatta di brevi emozioni, di immagini effimere e di libri usa e getta, e affondato la lama della sua intelligenza nel futuro per risvegliare, anzi tempo, il nostro senso critico prevedibilmente disorientato da una cultura commerciale senza scrupoli.
Come non essere d’accordo dunque nel voler preservare il valore della Visibilità?
Mi consola il fatto di aver riscontrato, come ti raccontavo prima, ancora tanti tesori nelle tasche dei bambini e di essermi sorpresa a pensare che forse esiste una resistenza tenace alla meraviglia e all’immaginazione che pervade ancora l’infanzia. E’ vero che molte infanzie si vedono scucire gli orli da un’adolescenza sempre più precoce e da un’età adulta che pare aver dimenticato quanto fosse bello giocare e immaginare; ma proprio per questo è necessario suscitare nei bambini e negli adulti un turbamento attraverso i libri.
Il Cosario desidera abbracciare un pubblico ampio, vedere seduti vicini grandi e piccini a leggere di sé attraverso quel linguaggio universale e misterioso che è la poesia.
La poesia è un genere ormai poco frequentato dagli adulti e per questo tenuto lontano anche dai piccoli lettori, perché se è vero, come dice Pennac, che la conoscenza può essere passata solo attraverso il canale affettivo, allora è facile capire come la poesia non arrivi più ai bambini.
Sono molto grata a Giuliana Fanti per aver accettato di scrivere nel frontespizio del Cosario poesia di e non testo di…, perché credo sia proprio la poesia a raccontare il mondo per immagini lasciando al contempo tanto spazio bianco per immaginare ciò che manca o che appartiene solo al lettore.
Tu, cara Agata, parli di Bianco e questo colore non è solo il respiro per i disegni di Silvia, ma anche il silenzio tra le parole delle poesia, quello spazio in cui mettere a fuoco, come dice Calvino, visioni ad occhi chiusi, tentare tuffi nel proprio presente e nel proprio passato, sia esso remoto o vicino, uno spazio dove sia possibile far scaturire forme e colori dall’allineamento di caratteri alfabetici.

Silvia: La perdita della capacità di vedere al di là del percorso tracciato, di mettere a fuoco immagini sul fondo (di un torrente, di selciato, di un sogno), accettando pigramente ciò che ci viene messo tra le mani, è un pericolo costante, perché è un passaggio che avviene senza rivoluzioni, ma per assopimento. C’è invece vita, cura e gioia nell’abbandono ai sogni, ai giochi, all’invenzione, al vento, al silenzio, al Bianco. E’ il bianco a definire quello che c’è, il vuoto restituisce distanze, presenze e respiri.
E’ bello che tu, Agata, definisca Il Cosario un antidoto alla perdita di certe fondamentali caratteristiche umane, perché di fatto, nelle intenzioni mie e di Alessia, lo è. Abbiamo soffiato tra le pagine infanzie e attimi potenti quanto infinitesimali, servendoci della forma scritta e di quella pittorica. E quanto ancora c’è da dipingere e da narrare; ogni anno, c’è un Cosario in più.

Agata Diakoviez

Cosario

IBBY Italia a Milano

10 giugno 2016

Ha avuto luogo a Milano, mercoledì scorso la riunione nazionale di IBBY Italia, nella splendida cornice della Sala Grechetto di Palazzo Sormani.
Una prima serie di interventi per raccontare passato e futuro (entrambi) prossimi dell’assocazione, ha preceduto le elezioni del nuovo direttivo.
Tra gli interventi, al tavolo ha aperto le danze Enrica Maria Borsari, ospite di casa, che ci ha spiegato la situazione delle biblioteche milanesi. Elena Pasoli della Bologna Children’s Book Fair, ci ha illustrato alcuni esempi di come IBBY all’estero sia tenuta molto in considerazione. Elena Zizioli, ricercatrice presso il dipartimento di Scienze dell’Educazione di Roma3, ci ha raccontato di come proseguono i lavori a Lampedusa e come il centro studi aperto in loco possa diventare un centro nazionale di promozione della lettura. Infine Paola Caccin, ha illustrato i primi passi della neonata associazione padovana, MiLEGGI. Diritti ad alta voce.
Le fila, con un resoconto del lavoro svolto in questo triennio, sono state tirate da Silvana Sola, presidente di IBBY Italia, la cui carica è stata rinnovata in questa sede.

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Il nuovo direttivo è quindi ora composto dai membri, rappresentanti i soci fondatori di IBBY Italia:
Franco Fornaroli, AIB
Elena Pasoli, Bologna Children’s Book Fair
Nicoletta Gramantieri, Comune di Bologna, Biblioteca Salaborsa Ragazzi
Tiziana Mascia, AIE
Silvana Sola, Cooperativa culturale Giannino Stoppani
Milena Bernardi, Università degli Studi di Bologna – Dipartimento di Scienze dell’Educazione ‘G. M. Bertin’
e da quattro membri esterni:
Deborah Soria, Libreria Itinerante Ottimomassimo
Marcella Terrusi, assegnista di ricerca presso il Dipartimento Scienze della Qualità della Vita, Università di Bologna
David Tolin, Associazione Librerie Indipendenti per Ragazzi
Giovanna Malgaroli, Centro per la Salute del Bambino

La redazione
ALIR

Piumini, ma non solo!

17 maggio 2016

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In quel di Padova, per la seconda edizione, avrà luogo, tra il 20 e il 28 maggio prossimi, il festival Punto e Virgola, alla cui organizzazione partecipa la libreria Pel di Carota.

Passeggiate, incontri di formazione, spettacoli, laboratori, visite guidate e mostre d’illustrazione in programma anche per quest’anno.
Nei due fine settimana in programma per quest’anno ancora Laura Walter e la sua Mistica… con le quali si va a “zonzo” per la città veneta. Ancora Silvana Sola per un incontro di formazione per adulti su architettura e giardini.
Ancora visite guidate: una nello storico Orto Botanico e la seconda in uno dei più bei spazi cinquecenteschi patavini, la Loggia e l’Odeo Cornaro, per seguire i passi del pisano Galilei.
Lo zampino della libreria invece lo si ritrova maggiormente, nella scelta di valorizzare, ancora una volta, il catalogo della storica casa editrice, Nuove Edizioni Romane (vedere in merito, il programma estivo dell’anno scorso), della quale sono stati coinvolti due artisti storici.
Troviamo infatti inseriti nel programma del festival una bella mostra di Cecco Mariniello, “Chine e colori per William” con la quale si è voluto festeggiare i 400 anni dalla morte dello scrittore inglese, esponendo alcuni degli originali dei due volumi scritti da Lèon Garfield, pubblicati dalla casa editrice romana negli anni ’90.
Altra presenza importante del festival, lo scrittore italiano per ragazzi per antonomasia: Roberto Piumini. Per l’occasione si produrrà, sul palco della Loggia Cornaro (incrociamo le dita e speriamo non piova!) alle 17,30, con “Storie dell’orizzonte” e alle 21,00 con “Nel mucchio di parole”.
Insomma, fate un giro a Padova in questi due fine settimana, non ve ne pentirete.

La Redazione
ALIR

Re-Lear

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