Vai al contenuto

Chi vincerà il Premio Orbil 2019?

29 gennaio 2019

Eccoci anche quest’anno con le terzine del nostro Premio Orbil. Nuovi editori fanno capolino, altri si riconfermano (a volte con doppie presenze) anche quest’anno tra i nostri favoriti. Tante immagini, tante storie, tanti autori da scoprire.

.Albi illustrati
Il sentiero, Marianne Dubuc, trad. Paolo Cesari, Orecchio Acerbo
Tre in tutto, Davide Calì, ill. Isabella Labate, Orecchio Acerbo
Tempestina, Lena Anderson, trad. Laura Cangemi, Lupoguido

.Narrativa 6/10
Katitzi, Katarina Taikon, ill. Joanna Hellgren, trad. Laura Cangemi e Samanta K. Milton Knowles, Iperborea
Il bambino dei baci, Ulf Stark, ill. Markus Majaluoma, trad. Laura Cangemi, Iperborea
Le avventure di Augusta Snorifass, Chiara Carminati, ill. Clementina Mingozzi, Mondadori

.Narrativa 11/14
I figli del re, Sonya Hartnett, trad. Claudia Manzolelli, Rizzoli
Niente Paura Little Wood, Jason Reynolds, trad. Giuseppe Iacobaci, Terre di mezzo
Ci si vede all’Obse, Cilla Jackert, trad. Samanta K. Milton Knowles, Camelozampa

.Young Adult
Il pavee e la ragazza, Siobhan Dowd, ill. Emma Shoard, trad. Sante Bandirali, Uovonero
La stanza del lupo, Gabriele Cima, San Paolo
La canzone di Orfeo, David Almond, trad. Giuseppe Iacobaci e Wendell Ricketts, Salani

.Divulgazione
Alla scoperta delle immagini, David Hockney e Martin Gayford, ill. Rose Blake, trad. Angela Dal Gobbo, Babalibri
Lupinella. La vita di una lupa nei boschi delle Alpi, Giuseppe Festa, ill. Mariachiara Di Giorgio, Editoriale Scienza
Universi. Dai mondi greci ai multiuniversi, Guillaume Duprat, trad. Lucia Corradini, L’ippocampo

.Balloon
Macaroni!, Zabous, ill. Thomas Scampi, trad. Emanuelle Caillat, Coconino Press
John Gattoni. Le indagini più famose, Yvan Pommaux, trad. Tanguy Bbled, Babalibri
Io sono mare, Cristina Portolano, Canicola

Le immagini sono state sorteggiate (le ritrovate tutte nella nostra pagina Facebook).
I vincitori saranno annunciati ad inizio aprile in occasione della Bologna Children’s Book Fair.
La redazione
ALIR

Annunci

La donna che amava i colori

28 gennaio 2019

Non sono ancora stata in grado di aver notizia di libri per bambini o di favole scritte in italiano; quelle che ho visto pubblicizzate sono traduzioni dal francese o dall’inglese. Le favole non esistono; il gusto italiano per il meraviglioso è convogliato dai preti verso un’unica direzione, quella dei miracoli dei Santi (…)

Così scrive Mary P. Merrifield da Bologna, in una lettera al marito datata domenica 29 marzo 1846.
Merrifiled era una studiosa inglese che, incaricata dal suo Governo, viaggia in Italia tra il 1845 e il 1846 insieme al figlio appena diciottenne e a una domestica. Scopo del viaggio è la ricerca presso realtà pubbliche e private (biblioteche, archivi, collezionisti, negozianti, artisti, librai, studiosi) di testi, ricette e trattati per la realizzazione e composizione dei colori da trascrivere e tradurre, al fine di permettere agli artisti inglesi di aggiornarsi e progredire nelle arti, incluso l’affresco.
Il frutto del suo lavoro, Original Treatises on the Arts of Painting, è pubblicato nel 1849 in due volumi in doppia lingua.

Ora, a parte quanto affascinante e sorprendente sia la scoperta di questa figura di donna – per anni si occuperà poi dello studio delle alghe, dopo aver scritto e pubblicato altri trattati sulla scienza del colore –, non poteva ovviamente non colpire il brano di questa lettera.
Come ci comunica Giovanni Mazzaferro, attento curatore del bel libro La donna che amava i colori. Mary P. Merrifield. Lettere dalľItalia (Officina Libraria, Milano 2018), tra le cose di cui Merrifield va in cerca durante il suo viaggio tra Veneto, Emilia, Lombardia e Piemonte, sono proprio i libri per bambini, che in epoca vittoriana in Inghilterra stavano vivendo un’importante fioritura.
Mary, secondo Mazzaferro, ne va in cerca forse per tradurli. Ma appunto, non ne trova. Nemmeno nella città che diverrà patria della International Children’s Book Fair. E chissà quali sarebbero oggi i suoi commenti, se potesse andare su e giù per i corridoi della fiera, e partecipare agli incontri che si terrano in quei giorni (1-4 aprile) nella città felsinea.
Ricordiamo che Giannetto di Luigi Alessandro Parravicini venne sì pubblicato dieci anni prima, nel 1836, e con un successo e diffusione da vero bestseller per l’epoca, ma si tratta di un manuale scolastico, e per l’Italia si dovrà attendere il periodo dopo l’Unità per registrare un incremento di produzione, quasi sempre comunque legata al mondo della scuola e ai periodici per bambini. Mentre le parole della Merrifield paiono sottendere la ricerca di testi narrativi e di fiabe non necessariamente legati a intenti pedagogici.
Sempre per restare nel mondo dell’editoria, e fare solo due altri brevissimi appunti, a Milano (15 novembre 1845) la studiosa incontra per esempio Giuseppe Vallardi il grande libraio, a cui ho lasciato la mia lista (…). Vallardi è l’editore più importante d’Italia (…) può consultare e conosce il contenuto di tutte le biblioteche di valore e ha grande influenza su tutti i bibliotecari. E tra le lettere di presentazione ha quella di Antonio Panizzi – nato a Brescello (Reggio Emilia), che conosciamo grazie alla penna di Guareschi – che, lasciata l’Italia per Londra in quanto carbonaro e sostenitore del Risorgimento, divenne direttore della British Museum Library dal 1856 al 1866, portandola ad essere la più grande e innovativa biblioteca nazionale dell’epoca.
Grazie al suo carteggio, Mary P. Merrifield ci trasporta con penna acuta e curiosa in una tale varietà di fatti, scoperte, note di cronaca, incontri che squadernano un mondo così ricco di Cultura, di Sapere, di scambi e di modernità che lasciano senza fiato. Per questo vale davvero la pena leggere La donna che amava i colori.

Bianca
Libreria Cuccumeo

Terra in vista!

30 ottobre 2018

Abbiamo chiesto all’équipe di Sinnos edizioni, di raccontarci di questo libro, che forse sarebbe meglio definire più un “progetto” vero e proprio che vuole coinvolgere direttamente bambini e i ragazzi nella realizzazione di un paese, di un ambiente migliore in cui vivere.
A scuola, a casa, ogni lettore deve infatti prendere delle decisioni, deve assumersi le proprie responsabilità nei confronti della propria “isola” e dei propri cittadini. Ecco cosa ci hanno detto!

Terra in vista è un libro che ci ha conquistati dal primo incontro e speriamo piaccia anche a lettori e librai. È frutto del lavoro dei due autori fiamminghi Brunhilde Borms e Pieter Gaudesaboos, ospiti proprio con questo albo del Festivaletteratura di Mantova 2018 in cui li abbiamo accompagnati, incontrando i loro piccoli ed entusiasti lettori.
È un libro in cui al grande divertimento e al coinvolgimento nella lettura, si unisce il tema della cittadinanza attiva e che permette di parlare di questo argomento per noi davvero importante attraverso il gioco, senza moralismi, senza essere didascalici. Se non ci piace il posto in cui viviamo, possiamo essere propositivi per un cambiamento.

Terra in vista inizia così: il Consiglio Mondiale dei Paesi ha scoperto 7 nuove isole sparse in tutto il mondo e… disabitate.

7 ragazzi speciali dovranno occuparsi di dar loro nome, bandiera, feste nazionali, strade, negozi, usanze, piatti tipici e molto altro.

Un gioco, tante proposte, per diventare re e regine della propria isola. 25 attività, accompagnate da speciali consiglieri, un poster da ritagliare una corona da conquistare. Quante cose da decidere per governare… Quante scelte da fare! Su carta, anche se sembra un ipad.
Necessario oltre a forbici, colla e matite, prendersi il giusto tempo, per consentire un miglior pensiero per decidere cosa davvero vorremmo nella nostra isola ideale. Dove non siamo soli.

Come casa editrice abbiamo poi pensato, per far conoscere meglio il progetto ad un’iniziativa che ci consentisse di far nascere tantissime isole in tutta Italia: dal 5 all’11 novembre diverse librerie per ragazzi, tra cui quelle aderenti ad ALIR, organizzeranno un evento dedicato al libro e alla progettazione dell’isola dei propri sogni armati di forbici, colla e colori. I bambini giocheranno insieme, inventeranno, disegneranno e sfideranno le proprie capacità: e riceveranno a sorpresa un prezioso regalo finale, in quanto nuovi re e regine del loro luogo ideale.

Una delle sorprese più grandi di Terra in vista! è come da un unico libro uguale per tutti, possano nascere tante singole idee tutte diverse l’una dall’altra.
Che l’avventura abbia inizio allora!

Qui i nostri autori presentare direttamente il loro libro nell’intervista realizzata da Andersen durante il Festivaletteratura.

Locomoctavia

23 ottobre 2018

Da qualche anno anche in Italia la produzione di audiolibri è aumentata. E nelle librerie sempre più sono gli adulti che vengono affascinati da questi libri, e questo modo di leggere (spesso sfruttato per i lunghi viaggi familiari). Abbiamo voluto dare voce ad una nuova realtà italo-tedesca, che nata dal desiderio di parlare ai piccoli con quei romanzi e quelle storie che danno voce agli stessi, alle loro “visioni del mondo”.

1 – Com’è nato il progetto di Locomoctavia?

Locomoctavia Audiolibri nasce dalla voglia di raccontare delle storie, con una forma di comunicazione diversa da quella teatrale, che è quella da cui proveniamo, ma che vuole comunque, anche nella forma registrata, mantenere un dialogo aperto con l’ascoltatore. Raccontare a giovani ascoltatori implica una sincerità di base; l’esigenza di mettersi in contatto e il piacere di immergersi in una storia creandola insieme.
Nel 2013, quando abbiamo iniziato, vivevamo a Berlino dove i bambini hanno normalmente una piccola libreria di audiolibri che si gestiscono autonomamente. E’ una vera alternativa a computer e televisione; da soli o con gli amici, i bambini si mettono sotto le coperte, si ascoltano le storie che scelgono e si rilassano. Essendo una famiglia italo tedesca, desideravamo aggiungere agli audiolibri in lingua tedesca dove la scelta è molto vasta, anche audiolibri in italiano. Ma non ne trovavamo molti che ci piacessero fino in fondo; i racconti che trovavamo erano spesso letti anche bene, ma era come se ci mancasse un certo affetto di base o un legame vero con la storia, e qualsiasi tipo di suggestione musicale.
Abbiamo iniziato ad allargare la nostra ricerca e questo ci ha portato da un lato a un mangiadischi portatile con una bella raccolta di vecchi dischi 45 giri italiani di tutti i tipi, e dall’altro di cominciare con il nostro primo audiolibro di fiabe di Hans Christian Andersen.
Locomoctavia Audiolibri parte dall’idea di Tanja e Daniele Fior (io), e si è poi allargato sempre di più di progetto in progetto a musicisti e artisti di molto talento; le copertine di tutti gli audiolibri sono curate dall’illustratore Manuele Fior, elegantemente confezionate da Delica Fior (uno zoccolo duro, come vedete, di stampo familiare) e le musiche curate in ogni progetto da artisti diversi: Francesco Catalucci maestro di chitarra a sette corde pieno di spirito, che ha accompagnato Le avventure di Pinocchio e Andersen Fiabe; i Guappecartò, orchestra jazz arabeggiante dalla straordinaria delicatezza e capacità compositiva, che hanno disegnato gli scenari di Alice nel paese delle meraviglie; Dody Bagilliere, batterista che ha portato una ventata di Africa tribale ne La conferenza degli animali, audiolibro che ha coinvolto diversi attori calati nei panni degli animali, mentre la voce di ogni audiolibro è solitamente la mia.

2 – In base a cosa avete scelto le prime produzioni e letture? Quali sono gli ingredienti, oltre alla voce, dei vostri progetti?

La prima produzione è stata Andersen Fiabe: audiolibro che raccoglie otto fiabe dell’autore danese. È stato un po’ un primo passo verso il mondo del racconto e ci ha fatto prendere le misure di come potevamo affrontare le nostre produzioni e quali potevano essere le potenzialità, mescolando la voce con delle musiche (di repertorio in quel caso). Questo progetto ha avuto in seguito una nuova edizione nel 2017 dove sono state nuovamente registrate le storie e composte le musiche ad hoc (in vero Verissimo è presente un Bolero di Ravel a chitarra che accompagna il mondo del chiacchiericcio di un pollaio, spassosissimo). Da lì sono seguiti Pinocchio, che è un po’ un racconto a mo’ di cantastorie, poi Alice nel paese delle meraviglie, ambientato in paesaggi sonori ampi e orchestrali, e successivamente La conferenza degli animali.
Quest’ultimo è il primo strutturato come radiodramma, con una voce narrante e i personaggi affidati a diversi attori, mentre tutti gli altri audiolibri sono raccontati da una voce sola, che entra in situazioni e personaggi.
Ogni audiolibro ha rappresentato una storia a se e una lavorazione sempre diversa; lo spirito è stato, ed è sempre, quello di cambiare gli ingredienti e le collaborazioni per non ripetersi in una modalità narrativa unica, lasciandosi aperto il punto di arrivo di ogni viaggio/storia. Gli audiolibri hanno quindi caratteri molto eterogenei e per noi stessi sono progetti che andiamo a scoprire che forma prenderanno nel corso della loro creazione. Il che è sempre molto entusiasmane e divertente.
La musica ha un ruolo importantissimo nella creazione dell’audiolibro, perché traccia un percorso e delle suggestioni sempre diverse e per questo è sempre presente; non abbiamo ancora registrato un audiolibro con sola voce.
Ogni nuovo lavoro ha in qualche modo qualche relazione col precedente; e il filo conduttore, anche nella scelta dei testi, è una certa visione del mondo nei panni dei bambini.
Lo è soprattutto per Pinocchio, ma anche per Alice e La conferenza; sono tutti grandi classici dalla parte dei bambini. In Pinocchio in primis, al di la dei cliché che gli vengono spesso affibbiati, abbiamo letto un romanzo estremamente a misura dei più piccoli e schierato proprio dalla loro parte; nella nota all’edizione diciamo:

Pinocchio non è cattivo; ha semplicemente una curiosità sfrenata, sfegatata, irriverente, nel suo essere vivo e scalpitante. È capriccioso sì, ed anche bugiardo (in realtà in un paio di occasioni solamente); ma per la paura di esser sbagliato nel mondo in cui è nato.Ma è anche e soprattutto buono, sincero, altruista, premuroso, intrepido e giudizioso. Già.
Ci si chiede al termine della storia se sia Pinocchio a diventar bambino, o se non sia invece il mondo di chi gli sta attorno a riconoscerlo finalmente come tale; ad accorgersi infondo che Pinocchio non è mai stato burattino.

 

Di seguito le altre storie, al di la della forma espressiva del racconto che hanno preso, hanno mantenuto questa linea anche nella scelta dei testi appunto: è il mondo degli adulti ad esser storto, non quello dei bambini.
In Alice, nel suo sogno, nel mondo della fantasia dei bambini, le regole del mondo adulto, del come si dovrebbe essere e del come ci si dovrebbe comportare, del cosa è giusto e cosa è sbagliato viene frullato in un meraviglioso miscuglio che svuota tutte queste definizioni di ogni serietà.

3 – Il vostro ultimo lavoro, “La conferenza degli animali”, scritto da uno autore tedesco importante ma non così conosciuto, Erich Kästner, è un testo molto legato ad IBBY, un organismo no profit che da quasi 70 anni si occupa di promozione della lettura e al quale come associazione siamo iscritti. Com’è nato questo scelta?

La Conferenza è arrivata come naturale approdo di questo filone e ne è anche il manifesto in qualche modo (il mondo degli adulti deve imparare da quello dei bambini e non viceversa: qui si tratta del futuro dei bambini); inoltre Tanja ed io viviamo con i nostri figli a cavallo tra due culture, quella italiana e quella tedesca e questo testo è un classico quasi quanto può esserlo Pinocchio per noi. Abbiamo inoltre ritenuto che il messaggio di fondo di Kästner e di Jella Lepman fosse molto importante per quello che sta accadendo ai giorni nostri; dal momento che anche in questo racconto, seppur scritto nel secondo dopoguerra, rimane attuale: le guerre oggi sono più lontane ma i loro effetti arrivano concretamente da noi e nella vita dei nostri figli, che magari hanno compagni di classi che sono scappati dalla propria terra.

4 – Quali sono i prossimi testi che affronterete? E continuerete a lavorare sempre nell’ambito della letteratura rivolta ai ragazzi oppure svilupperete anche altre sezioni?

Al momento abbiamo in cantiere Gian Burrasca di Vamba, in uscita per natale: un bel monologone di otto ore accompagnato dal commento sonoro a solo contrabbasso di Tommaso Calomito. Giannino è molto divertente e spassoso nei suoi disastri, ma ad un certo punto della storia, diventa quasi indifendibile, non se ne può più insomma … questa volta hanno ragione gli adulti nel loro modo di agire (relativizzato all’epoca), Giannino le combina troppo grosse? … Eh no, nel momento in cui verrà mandato in collegio tutto prende un senso e si scopre chi veramente è Gian Burrasca: un vero eroe che lotta contro i soprusi, un paladino della giustizia; tutto il suo carattere trova un senso, il cerchio si quadra e diventerà la guida della famosa ribellione del “Viva la pappa col pomodoro!”.
Insomma, anche in questo caso, siamo convinti che sia un testo scritto nell’ottica dei bambini: quello che non capiremo oggi e ci sembra un disastro totale, lo capiremo (e prenderà un senso), forse, domani.

Il filone di audiolibri per adulti è sempre una grande tentazione, vedremo il prossimo anno..!

La bugia

27 settembre 2018

In Breve storia della bugia, Maria Bettetini racconta la menzogna, “una figura che accompagna ogni aspetto del vivere sociale”, una panoramica, da Ulisse a Pinocchio, di “chi ne ha scritto, ne ha scritte, o ne ha dette nel corso della storia a noi nota”. Le bugie di governanti, giocatori, artisti e bambini, viste dalla parte dei filosofi, scrittori e poeti.
Ulisse mentì per salvarsi la vita, ma anche per il piacere di farlo. Platone consigliava ai governanti di mentire nell’interesse del popolo. Nel Medio Evo si pensava che la bugia fosse un attacco alla parola di Dio. Poi, improvvisamente, la bugia diventò un’arte, attraverso il pensiero di Machiavelli, i manuali dei gentiluomini e l’esplosione dell’Arte di Stupire. Da quel momento, la linea di confine che divide le menzogne di Pinocchio e le grandi illusioni si è assottigliata sempre più, e forse la realtà virtuale non è che l’ultima grande bugia.
Se ci soffermiamo sulla letteratura per l’infanzia, oltre al già citato Pinocchio, è impossibile non pensare a Giannino Stoppani, il monello di Vamba, a cui l’arte della menzogna è del tutto sconosciuta, ma che è capace di mettere in luce le bugie e le contraddizioni del mondo degli adulti.
Il pensiero va anche a Gelsomino di Gianni Rodari, che finisce in un paese dove le cose vanno alla rovescio e il re Giacomone per impedire che si parlasse delle sue precedenti imprese furfantesche ha imposto ai suoi sudditi di non dire più la verità, pena la fine in prigione o in manicomio.
Leo Lionni ha raccontato della bugia in Teodoro e il fungo parlante, in cui un topolino convince gli amici che il fungo che ha trovato è davvero speciale e unico, infatti dice sempre la verità, cosa che lo aiuterà a diventare re degli animali.
Mentre Isabelle Arsenault ne La mia amica Colette ha messo in pagina una piccola e simpatica racconta frottole a fin di bene, da inserire assolutamente nella lunga lista dei bugiardi della letteratura.
La ricerca potrebbe allargarsi anche ai romanzi per adolescenti, pensiamo a L’arte di sparare balle di Jordan Sonnenblick, a o anche L’anno in cui imparai a raccontare storie di Lauren Wolk e a L’albero delle bugie di Frances Hardinge, finalista al nostro premio Orbil nel 2017.
Di volta in volta in questi libri la bugia viene raccontata come una cosa brutta, di cui avere vergogna, altre volte come un gioco innocente, perfino creativo, o anche un’azione riprovevole, che fa del male, che pesa sulla coscienza di grandi e piccini.
È da oggi in libreria un albo illustrato che riporta l’attenzione sulla menzogna, un libro che vede la luce in Italia grazie alla collaborazione della nostra Associazione con Lapis edizioni. La bugia di Catherine Grive, illustrato da Frédérique Bertrand, lo abbiamo conosciuto in francese, un pomeriggio a Bologna, riuniti in Accademia Drosselmeier per il nostro lavoro associativo. Ci aveva colpito per le sue potenzialità narrative e per il raffinato impianto iconografico.
Quanto può essere penetrante una bugia nella vita di un bambino? E’ un piccolo pallino rosso che ti aspetta la sera quando vai a letto, anche se tu non vuoi, puoi provare a scacciarla, ma lei ritorna, può moltiplicarsi e crescere così tanto da invadere ogni centimetro di spazio e di pensiero.
Un’incursione totale di pois rossi, che ci hanno ricordato le opere di Yayoi Kusama, ma anche le macchie della nostra tanto amata Pimpa.
Qualche giorno fa Silvia Vegetti Finzi, sulle pagine di un quotidiano nazionale, interveniva su verità e bugia, sostenendo che nonostante sia un’esperienza dolorosa, l’incontro con la bugia ha per i bambini un aspetto positivo perché li “aiuta a superare la pretesa di un sapere onnipotente, rivelandogli che ognuno conserva in sé una zona di segreto e di mistero”.
A consolare i più piccoli la capacità creativa di fantasticare, di costruire immagini e narrazioni personali.
E siamo d’accordo anche quando afferma che verità e giustizia stanno insieme e che se per gli adulti la verità è una questione etica, per i bambini, come raccontano bene le illustrazioni di questo albo, è una questione interiore.
Quando abbiamo proposto questo libro a Lapis lo abbiamo immaginato sugli scaffali delle scuole italiane o tra le mani di genitori sensibili ed attenti pronti a condividerne la lettura con i loro bambini, godendo della forza evocativa di questa storia e della bellezza delle immagini che l’accompagnano.
Siamo molto felici di questa collaborazione e nei prossimi mesi ci dedicheremo a diffondere il libro, accompagnandolo con tutte le riflessioni e le azioni che i librai sapranno generare.

Elena Giacomin
libreria La casa sull’albero di Arezzo

L’ALIR a Lectorinfabula

12 settembre 2018
Giovedì 13 settembre a Conversano (Ba) comincia il festival di approfondimento culturale Lectorinfabulache quest’anno nella sezione Lector Ragazzi dedica due incontri all’Alir. 
Giovedì 13 alle 17.00 Mariaserena Melillo (libraia della Libreria Le Storie Nuove), la professoressa Rina Locaputo e gli studenti delle scuole medie, incontrano Alessandra Valtieri traduttrice di “La mia rivoluzione” edito da Mondadori in collaborazione con Alir.
Sabato 15 alle ore 20.00 Mariaserena e Mariella Fusillo della Libreria Minopolis incontrano il pubblico in un incontro dal nome “Spieghiamo le ali”, per tutti quelli che hanno voglia di ascoltare i progetti passati e le idee future dell’ALIR Librerie Indipendenti Per Ragazzi, e per confrontarsi sulle librerie indipendenti.
La sezione ragazzi di Lectorinfabula sarà pienissima di incontri, il pubblico avrà l’occasione di incontrare Marie Aude Murail, Jutta Richter, Teresa Porcella, Cristina Bellemo. Due mostre saranno dedicate alla letteratura per ragazzi una ad Armin Greder e l’altra a Vanvere edizioni, tanti saranno i laboratori per i bambini e i ragazzi uno fra tutti quello di Vittoria Facchini.
Tantissimi altri incontri per grandi e piccoli saranno dedicati a tanti temi attorno al tema principale “Immaginazione e potere nell’era digitale”, per chi fosse interessato questo il link al programma: http://www.lectorinfabula.eu/programma/

Premio Orbil 2018

4 maggio 2018

Il premio ORBIL, giunto alla sua settima edizione, è frutto del lavoro e della competenza degli oltre 80 librai delle 40 librerie aderenti all’associazione. Questi i vincitori dell’edizione 2018.

Albi illustrati
VOCI NEL PARCO, 
Anthony Browne, trad. Sara Saorin, Camelozampa
Un racconto a quattro voci di una passeggiata nel parco, 4 personaggi “vestiti” da gorilla antropomorfizzati, le cui vite e i destini si intrecciano, si incontrano e si scontrano nello stesso luogo con tutte le contraddizioni, i pregiudizi e le angosce umane con cui si accompagnano. In questo albo illustrato Anthony Browne ha saputo descrivere gli stati d’animo e le intime caratteristiche dei quattro personaggi, due adulti e due bambini, utilizzando punti di vista, caratteri tipografici e registri linguistici differenti ma sopratutto attraverso le illustrazioni, pulite, precise, ricche di colore e di particolari, surrealiste e traboccanti di rimandi a Magritte e Hopper. Un albo illustrato che è esplosione di emotività e di richiami immaginifici.

Narrativa 6/10
I NUMERI FELICI
Susanna Mattiangeli, ill. Marco Corona, Vànvere Edizioni
Si potrebbe credere che numeri e lettere non vadano d’accordo, che matematica e letteratura non si sposino. Questo libro è la prova che invece i numeri ci raccontano storie, segnano destini, influenzano la nostra vita. Susanna Mattiangeli ci spinge a sognare ma anche a contare, contare la vita, le cose, i viaggi, le esperienze. Sommare, moltiplicare, dividere aiuta Tina ad affrontare la sua vita piccola di bambina, con i grandi eventi emotivi che la caratterizzano. Un piccolo gioiello, unico nel suo genere.

Narrativa 11/14
HOTEL GRANDE A
Sjoerd Kuyper, trad. Anna Petrucco Becchi, La Nuova Frontiera Edizione
Una scrittura asciutta, uno stile sorprendente quello di Kujper, bastano poche righe e si è dentro: una storia commovente ed esilarante al tempo stesso capace di regalare una rara profondità ai personaggi improbabili, eppure credibili che abitano l’Hotel Grande A. Belle le due voci narranti, quella di Kos ragazzino di 13 anni che affida i suoi pensieri durante due folli settimane a un registratore e quella di Isabel, di cui è innamorato, che ci mostra il suo sguardo sugli avvenimenti della storia. Un romanzo di formazione, di prime esperienze, di tentennamenti, anche di errori, che senza retorica e con ironia racconta di vita, di morte, di amore.

Young Adult
ANIME SCALZE
Fabio Geda, Einaudi
Un romanzo in grado di contenere l’essenza stessa dell’adolescenza, non come età acerba della superficialità, ma come terra di grandi domande sull’esistenza, battaglia per guadagnarsi un posto nel mondo, banco di prova per l’amore, il coraggio, le responsabilità che dovranno venire ma che sono già in tutta la loro potenza. Un libro che coglie la fatica del diventare adulti e la condizione dell’adolescenza, una stagione breve ma in grado di formarci per sempre.

Divulgazione
COLORAMA
Cruschiform, trad. Jacopo Pes, Ippocampo
133 tonalità di colore raccolte in un volume meraviglioso, un campionario di sfumature capace di raccontare la realtà, ma non solo. La dimensione è quella d un immaginario poetico che pagina dopo pagina si apre con un ritmo puntuale, un alternarsi di illustrazioni e brevi testi a sinistra e una campitura piatta a destra. Difficile smettere di sfogliare e così facendo sono i colori a guidarci in un percorso che si snoda tra cultura, sport, scienze, mercato, industria. Un libro irresistibile, un concentrato di informazioni in grado di suscitare interesse e suggestioni in lettori di ogni età.

Ballon
CONTRO CORRENTE
Alice Keller, ill. Veronica Truttero, Sinnos
Lo stile della narrazione di Alice Keller si intreccia alle illustrazioni di Veronica Truttero in una perfetta sinfonia, consegnandoci un libro tra fumetto e narrativa che permette al lettore di sentirsi a proprio agio tra le pagine, anche grazie ai caratteri in stampato maiuscolo e il font ad alta leggibilità. Un libro che ci fa vivere il desiderio, insieme alle protagoniste, di andare contro corrente, di inseguire un sogno e vederlo realizzato.

Sabato 12 maggio alle ore 15,00 all’interno del Salone Internazionale del libro di Torino, Spazio Stock, Bookstock Village, avrà luogo un incontro dedicato alla presentazione del Premio che i librai di ALIR assegnano ogni anno ai migliori libri per ragazzi.

La redazione
ALIR