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Saltimbanchi & Butterfly circus

19 settembre 2012

Dopo aver guardato il cortometraggio The butterfly circus di Joshua Weigel, mi è tornato in mente Saltimbanques di Marie Desplechin e Emmanuelle Houdart, dell’Éditions Thierry Magnier, un libro che lo scorso marzo ha ricevuto al Bologna Ragazzi Award una menzione nella sezione fiction.
Mi è sembrato naturale associare queste due forme d’arte, accomunate da un tema simile, che riescono a trasmettere senza pietismo,  facendo leva unicamente sulla forza dei soggetti che sono sapientemente raccontati, disegnati e recitati.
Grazie all’editore Logos, da qualche mese Saltimbanchi è disponibile anche in italiano; il testo di Marie Desplechin, che accompagna i ritratti di Emmanuelle Houdart, aggiunge tutti quei particolari che, noi ignari della lingua francese, avevamo solo potuto immaginare.
Nella copertina c’è un uomo con il corpo completamente tatuato seduto su una pila di libri d’amore.
Alex è il suo nome, ma è  chiamato così solo di giorno, alla sera, sotto il tendone del circo, si trasforma ne “il Colosso” statua di carne dall’enigmatica potenza.
Ho cercato subito la sua storia per due motivi: volevo sapere della pila di libri e delle lacrime che gli bagnano il volto.
È un libro speciale Saltimbanchi, pieno delle storie della vita, una sorta di spoon river piena di emozioni che sono sempre lì sottopelle e che solo l’arte può farci ritrovare.
Un ringraziamento per questa scoperta  lo dobbiamo al lavoro della giuria del Bologna Ragazzi Award, che ogni anno ci mostra perle preziose.
Eccovi una parte della motivazione con cui la giuria ha accompagnato, la presentazione della menzione per questo libro:
questi contorni che inventano di nuovo un universo in cui il corpo del “saltimbanco” diventa scena, spettacolo, illusione, documento, repertorio. I corpi si plasmano nuovamente sotto l’effetto di questa continua ridefinizione: ogni corpo – in realtà – è un teatro, entro il quale si va in scena, ogni veste è una carta topografica, ogni espressione del viso chiede sapiente complicità. Un testo davvero unico, che onora l’illustrazione e l’editoria.”

Agata Diakoviez, libreria Giannino Stoppani, Bologna

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