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Radice-Labirinto, libreria per l’infanzia

12 marzo 2013

Schermata 2013-03-12 a 16.59.18A Carpi quest’anno
la primavera inizia in anticipo!
Sabato 16 marzo, Alessia e Dario accoglieranno tutti i lettori curiosi,
i lettori a caccia dell’ultimo libro o di
quello che proprio non riescono a
trovare da nessun’altra parte,
a Radice-Labirinto
una libreria nuova di zecca.
Noi, in anteprima,
vi accompagniamo
in questa nuova libreria,
dove il profumo dei libri si confonde
con quello dei fiori e della terra.
Venite, vi presentiamo i librai.

  • Il vostro progetto di libreria è già tutto scritto nel nome che avete scelto:
    Radice-Labirinto, che si richiama a La foresta-radice-labirinto, una delle storie per bambini scritte da Italo Calvino.
    Una scelta audace e impegnativa quella compiuta scegliendo un nome pregno di significati che mostra già tutta la vostra determinazione.
    Calvino scrive: “Il ramo più alto era la radice più bassa”, un’immagine bellissima di speranza e forza insieme, il germoglio più tenero ha sempre una radice nel basso che la lega alla terra. Quali sono le vostre radici, come è nato il germoglio di Radice-Labirinto?

La tillandsia, una pianta originaria della foresta tropicale sud americana, non ha radici sotterranee, si nutre assorbendo l’umidità dell’aria. La si può trovare appesa ai cavi del telefono o alle antenne televisive. In effetti ci si potrebbe chiedere se sia un ciuffo di rami o un groviglio di radici.
Ci piace pensare a questa pianta, quando ci chiedi da dove nasce il germoglio di Radice-Labirinto. Prima di trovare l’habitat giusto per coltivare i nostri libri, ci siamo nutriti di idee, abbiamo fatto parte di diversi progetti legati all’infanzia, abbiamo studiato presso l’Accademia Drosselmaier della Cooperativa Giannino Stoppani…insomma, come la tillandsia, siamo rimasti appesi qua e là per arricchirci, per incamerare energie.
Infine abbiamo deciso di mettere radici.
Ora vorremmo assomigliare ai grandi platani che crescono ai lati delle circonvallazioni o nei viali dei parchi pubblici: alberi possenti, che mutano la corteccia ad ogni stagione, disperazione di tutti gli addetti comunali che si occupano del verde cittadino. Le radici di questi alberi infatti, si insidiano forti sotto i marciapiedi, sollevano le lastre di cemento per farsi spazio e non è raro vederle fare lo sgambetto a qualche passante.
Vogliamo essere una libreria di città, ma legata all’avvicendarsi delle stagioni.
Vorremmo mettere in atto un continuo scambio con l’esterno, che riporti l’attenzione sui piccoli segni naturali, una libreria che fa lo sgambetto a qualche genitore e bambino distratti invitandoli a guardarsi intorno con più attenzione.
In realtà ci ispiriamo ai platani, più che per la maestosità, per la loro determinazione e forza; la nostra libreria è di soli 35mq, ma è nel cuore di Carpi.
Da qui vorremmo spingere le nostre radici in tutta la città per tessere una rete in grado di portare e guidare i genitori, attraverso i libri per bambini, ad una consapevolezza profonda sull’infanzia.
La fiaba di Itali Calvino è stata scelta proprio per questo motivo: pensiamo ci sia uno stretto legame tra infanzia e natura e che il libro per bambini più di qualsiasi altro strumento a nostra disposizione, possa costruire un ponte tra questi due universi così simili, ma a volte così lontani. Una natura che non è per forza quella di un paesaggio incontaminato, ma quella che scopre Marcovaldo ogni mattina recandosi al lavoro.
Grazie agli acquerelli di Silvia Molinari e al progetto d’arredo di Ilaria Vasdeki, una architetto atipico da sempre appassionata di luoghi sospesi tra il dentro e il fuori, la nostra libreria è diventata un giardino-cantiere.
Piante e materiali che di solito, come le radici, restano sotto la superficie (cavi, tubi idraulici, lampadine nude), convivono in armonia, realizzando il sogno di Verbena e Mirtillo della foresta-labirinto di Calvino. Gli acquerelli delicati di Silvia, che per noi ha disegnato la carta da parati, sussurrano che c’è un luogo da scoprire oltre i rami delle betulle finemente cesellate sul muro.
Una foresta in pieno centro che si aggrappa al metallo e alla pietra e che vuole espandersi per far riscoprire a ciascuno le radici della propria immaginazione.
Abbiamo bisogno di riappropriarci di un giardino segreto, di un albero, di un parco pubblico, perché solo il legame con la terra potrà ridarci il senso del vero, così importante per i bambini che vivono questi tempi.

  • A volte le librerie danno l’idea di essere delle foreste selvagge o dei giardini con prato all’inglese.
    Quale delle due preferite, quella in cui è facile perdersi? O quella rassicurante che indica possibilmente l’uscita meglio dell’entrata?

Che cosa c’è di più caotico e selvatico e allo stesso tempo di più ordinato e geometrico di un labirinto? Non vuole essere un modo per sviare alla domanda, ma sta nella poetica della libreria integrare gli opposti: il dentro e il fuori, il sopra e il sotto, il grande e il piccolo, l’adulto e il bambino, proprio come nella fiaba di Calvino.
In fondo si entra in un labirinto per perdersi, per quell’attraente senso dell’ignoto che ci spinge dentro, come nella tana del Bianconiglio. Eppure è per ritrovare l’uscita che entriamo nel fitto groviglio di siepi e per lo scopo affiniamo tutti i nostri sensi, ascoltiamo, annusiamo, tocchiamo. L’uscita del labirinto non si può trovare se non si trova il centro, il cuore verde e pulsante che dritti ci indicherà la via diritta, la strada maestra.
E’ così i bambini e i genitori che entreranno in libreria dovranno perdersi, lasciare che i sensi si affinino attraverso le illustrazioni, le parole, le storie, per ritrovare il centro, la radice della loro fantasia. Con disciplina e rigore il libraio ideale, quello a cui noi aspiriamo, saprà poi guidare i suoi lettori nel cammino.
Per questo vorremmo consigliare e accompagnare adulti e bambini lungo il sentiero, seminando e assemblando immagini e parole per poter costruire, con i libri, una strada nuova.
Ci auguriamo che i nostri lettori, una volta usciti dalla libreria, porteranno con loro uno sguardo pieno di meraviglia, un’immaginazione vibrante e felice.
C’è tuttavia un’immagine che ci viene subito in mente se rileggiamo la tua domanda, ed è quella di un orto. Un orto può essere di tanti tipi, a noi piace quello del nonno, rigoroso e al tempo stesso pieno di fiori, colori, profumi e di erbe portate dal vento. Un orto senza troppe pretese, ma che nutre perché produce verdure e frutti in abbondanza per la tavola di tutta la famiglia.
Ecco: la libreria per noi è anche un orto, dove ognuno può venire a coltivare il suo pezzetto di terra, la sua intelligenza; dove tutte le conquiste sono costate un po’ di sudore buono, perché ci vuole attenzione con i libri e pazienza e amore. L’amore di una mamma o di un papà che prendono in mano un libro la sera, prima che il loro bambino si addormenti e che leggono o raccontano seguendo le figure. L’amore di una maestra che cerca i frutti migliori per nutrire la mente dei suoi allievi. L’amore di una città, quella di Carpi, che, a partire dalla sua bella biblioteca, costruisce una rete per sostenere i suoi bambini.

Lasciamo Alessia e Dario a scegliere il posto giusto per ciascun libro, manca poco a sabato e come sempre ci sarà almeno un libro che deciderà da se, all’ultimo minuto, qual è il suo posto.
Agata Diakoviez
ps: per la serie: dicono già di loro leggete qui.

Radice-labirinto, libreria per l’infanzia, è a Carpi in piazza Garibaldi, 1
https://www.facebook.com/RadiceLabirintoLibreria

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Ilaria Vasdeki


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