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Cose che non vedo dalla mia finestra

13 aprile 2013
Guido Scarabottolo e Giovanna Zoboli, Cose che non vedo dalla mia finestra, Topipittori

Giovanna Zoboli, Guido Scarabottolo,
Cose che non vedo dalla mia finestra, Topipittori

Avete mai provato a cambiare l’ordine dei cassetti della cucina? O semplicemente pc?
Se vi è capitato, vi sarete sicuramente trovati a cercare nella stessa posizione, con gli stessi gesti con cui toccate l’ipad, cose, comandi che hanno un’altra posizione.
La mente e il corpo memorizzano continuamente gesti e posizioni.
Accade come con l’andare in bicicletta: una volta imparato non si cade più.
Con un semplice gesto cliccando “mi piace” sui social network, senza esprimere alcuna idea, approviamo il pensiero o l’immagine di chi vuol mostrare, condividere con altri la propria opinione, o sempre più spesso solo una citazione.
Tutto avviene velocemente, in una totale assenza di espressione di un pensiero argomentativo o propositivo.
Forse ad alcuni potrà sembrare un’esagerazione tirare in ballo un gesto che si compie per lo più per simpatia, o meglio ancora per empatia, io credo però che, come con i cassetti, si può scivolare in meccanismi automatici che finiscono con bloccare le nostre capacità critiche.
Ho trovato molto interessante la riflessione condotta da Giulio C. Cuccolini sul rapporto tra i bambini e il mondo della filosofia, e l’intervista che lo stesso ha fatto a Giulio Giorello, sul numero 97 di Liber.
La lettura, i suggerimenti di esperienze, e bibliografici che se ne ricavano, fanno rifuggire dal comodo e semplice “mi piace”.
Il dossier Pensare in piccolo, dedicato alla filosofia con gli occhi di un bambino, rifugge da i “mi piace”, invita a mettersi a lavoro, a considerare comportamenti quotidiani senza richiedere chissà quali slanci interpretativi.
L’intervento del prof Faeti spinge a leggere con la mente alcuni grandi classici per ragazzi perché ci dice chiaramente che “la Grande Esclusa ha ereditato tutto il profetismo della fiaba si è fatta carico di conservare annunci, metafore, spazi immaginativi che prima appartenevano alle novellatrici nascoste e insidiose“, e si chiude con un’esortazione che in una parola racchiude il senso della vita.
Spinta dalle riflessioni di questi studiosi ho ripreso tra le mani il libro di Giovanna Zoboli e Guido Scarabottolo Cose che non vedo dalla mia finestra, edito da Topipittori, riuscendo finalmente a trovare la chiave giusta, per me, per entrarci.

Giovanna Zoboli, Guido Scarabottolo,  Cose che non vedo dalla mia finestra, Topipittori

Giovanna Zoboli e Guido Scarabottolo, Cose che non vedo dalla mia finestra, Topipittori

Ho trovato Cose che non vedo dalla mia finestra un libro splendido per poter esercitare la filosofia, un libro pieno di domande, di spunti per intraprendere dialoghi, per costruire percorsi e storie, senza il rischio di cercare i cassetti sempre nello stesso posto. Per continuare.
Agata Diakoviez

LiBeR – trimestrale di informazione bibliografica e di orientamento critico promosso dalla Biblioteca Gianni Rodari di Campi Bisenzio ed edito da Idest – lo trovate in vendita nelle librerie della nostra associazione.

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