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L’IBBY di Jella e Ferdinando

29 giugno 2013

la_strada_di_jella_182Inizia l’avventura IBBY per l’ALIR e per questa ragione mi sono andato a leggere (non l’avevo fatto nel 2009 quando uscì in Italia) La strada di Jella. Prima fermata Monaco.
La splendida cronaca di dieci anni di vita di una donna che ha cavalcato il ‘900 battendosi per l’infanzia e i libri è edita da Sinnos.
Tedesca di nascita, Jella Lepman, è costretta a lasciare il suo paese e a rifugiarsi in Gran Bretagna con l’avvento del Nazismo. A guerra finita ritorna in Germania nel ruolo di “esperto dei bisogni culturali ed educativi delle donne e dei bambini nell’area americana”. Il suo obiettivo è diffondere la conoscenza tra i paesi del mondo attraverso i libri per bambini.
Il 3 luglio 1946 inaugura la Mostra Internazionale dei Libri per Bambini. Nel 1949 i libri della mostra costituiranno il primo fondo della Internationale Jugendbibliothek di Monaco: nasce la più grande biblioteca internazionale per ragazzi.
Nel 1953 Jella fonda l’International Board on Books for Young People, commissione internazionale per i libri per ragazzi che, attraverso la rete internazionale, si spende per favorire l’incontro tra i bambini e i libri.
La strada di Jella è il ritratto di una donna dalla grande cultura, arguta e pragmatica, dall’esemplare umanità. E’ un ricco e denso resoconto di incontri, eventi, viaggi, che mostrano una Germania distrutta, povera, da sfamare non solo con il cibo per lo stomaco ma anche con quello per la mente.504B12-2E3F6E-0BC7E9-877444-6C5469-18E0C7 E il suo cibo preferito sono Babar, Emil e i detective, Nils Holgersson, Pinocchio, insieme a molti altre personaggi che hanno fatto la storia della letteratura per ragazzi. Tra questi vi è anche Ferdinando, il torello di Munro Leaf e di Robert Lawson, classe 1936.

Nel Natale del 1946, la mostra è a Berlino. I bambini riescono difficilmente, tanto più in questo periodo dell’anno, a staccarsi dai libri esposti. Li chiedono a Jella in regalo. E a lei balena l’idea di stampare un libro su carta da giornale. Con l’aiuto del bibliotecario della città, il Dott. Moser, riesce a tradurre e a far stampare 30.000 copie di La storia del toro Ferdinando, da regalare a tutti i bambini. Il libro fu subito esaurito, tanto da obbligare Jella a ricomprarne alcune copie per l’archivio al mercato nero.
Oggi in Italia questo gioiello di albo è pubblicato in casa Excelsior 1881. Andatelo a rileggere: un inno alla non violenza per il quale, come dice la Lepman, il suo creatore avrebbe dovuto vincere il Premio Nobel.
David Tolin
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