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Cinque bambini e la cosa per cominciare

22 agosto 2013

Edith Nesbit

Edith Nesbit

Agata Diakoviez durante il suo soggiorno estivo a Londra ci segnala una questione che ha avuto vasta eco sulla stampa e cioè la presa di posizione di molti scrittori per ragazzi contro il Ministro dell’Educazione Mr. Gove, il conservatore che ha varato nuove regole per l’insegnamento dell’inglese nella scuola elementare, ponendo come prioritari: lo spelling, la grammatica e la punteggiatura.
Il primo a protestare è stato lo scrittore Philp Pullman, con l’argomentazione che le storie sono più adatte dello spelling per apprendere la lingua.
Si sono uniti a lui tanti scrittori, come la maggioranza degli insegnanti.
Anche il nuovo Children’s Laureate Malorie Blackman, insignito nello scorso giugno che reggerà il compito fino al 2015.
Il precedente Children’s Laureate Anthony Browne aveva espresso grande preoccupazione per i tagli ai finanziamenti per i libri, ai tagli per le biblioteche e si era opposto con forza al Ministro.
Ma Mr. Gove va dritto per la sua strada, vuole che i figli degli Inglesi diventino competenti e in grado di competere con i giovani degli altri Paesi. Desidera che gli adolescenti leggano George Eliot invece di Stephan Meyer.
Io come antidoto sto leggendo Edith Nesbit, il suo capolavoro Cinque bambini e la Cosa. Ritrovo la migliore tradizione della letteratura per l’infanzia e penso che alle elementari, inglesi o italiane, una maestra che leggesse ad alta voce questo romanzo farebbe un gran servizio alla scuola pubblica, all’educazione e alla cultura.
Mi piacerebbe che questo romanzo diventasse un nostro long seller, che fosse ben esposto in pila, presentato come un romanzo indicato per essere letto ad alta voce, sia in classe che la sera prima di dormire.
Grazia Gotti

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  1. lettrice permalink
    24 agosto 2013 11:49 am

    Edith Nesbit, autrice per bambini di epoca edoardiana, riteneva che la qualità più importante di un bravo scrittore per bambini fosse la capacità di ricordare in modo vivido la propria infanzia. A suo parere, infatti, era importantissimo essere in grado di entrare in sintonia con i bambini anche una volta adulti.
    Donal Sturrock, da Roald Dahl Il cantastorie, edizione Odoya

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