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Le librerie le salvano i lettori

22 ottobre 2013

Ero anche io alla fiera di Francoforte, dove ho visto cose meravigliose non solo tedesche ma davvero da tutto il mondo.
Avendo vissuto la fiera come interprete per un neo importatore (al quale auguro grande fortuna) e avendo avuto modo di capire come gira la scontistica nel modo del libro e del “non book”, posso solo dire che forse ormai sia le grosse librerie sia le piccole librerie indipendenti, se non si attrezzano con qualche “cianfrusaglia” come Lei la chiama, rischiano di chiudere i battenti.
Chi può sopravvivere senza rimetterci con uno sconto del 35% quando va bene?

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Quello che avete letto è il commento di una lettrice ad un post, pubblicato qualche giorno fa, in cui Grazia Gotti racconta della trasformazione del settore ragazzi delle librerie della catena Hugendubel.
Sono bastati pochi anni per trasformare quello spazio, possibile modello per altre librerie di catena, in un’altra cosa.
Oggetti, cianfrusaglie le chiama Grazia Gotti, hanno preso il posto dei libri.
Questo cambiamento paesaggistico all’interno delle librerie non riguarda solo le librerie della catena Hugendubel, molte librerie anche indipendenti hanno in questi anni fatto spazio alle cianfrusaglie per cercare di tappare una falla che continua comunque a fare acqua.
Se questo è accaduto non è dovuto ai lauti guadagni che qualcuno pensa se ne ricavino; l’adulto che acquista una cianfrusaglia lo fa una volta, e se lo fa la seconda ha qualche problema.
Quel tipo di adulto non è il cliente delle librerie e non potrà mai diventarlo, se un libraio non ne avrà cura aiutandolo a scegliere un libro bello, che lo condurrà presto ad un altro libro.
Il libraio lavora per conquistarsi la stima del cliente a cui venderà i libri più belli; facendo bene il proprio lavoro se ne assicura il mantenimento.
Cosa accade invece se i libri diventano al pari dei pacchi solo oggetti ammiccanti o contorno mal messo?
Accade che nel breve periodo si avranno anche soddisfazioni economiche, e la sensazione che finalmente si è imboccata la via giusta; le librerie si cambieranno d’abito per partecipare a caccia al tesoro, feste, e via dicendo, lasciando il tesoro sepolto, salvo disseppellirlo per ammantarsi del valore del tesoro quando ci sarà da piangere perché gli squali infestano le acque che circondano l’isola.
Le cianfrusaglie ad oggi non hanno salvato nessuna libreria, né di catene né indipendenti.
Le librerie potranno salvarle solo i lettori.
Da sempre si sa che per fare un albero ci vuole un seme, e quel seme oggi è nelle mani di quanti continuano con abnegazione a svolgere la loro professione, maestri, bibliotecari e librai, che hanno scelto di mostrare le loro mappe, perché un tesoro se condiviso si moltiplica e vale molto di più.
Agata Diakoviez

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2 commenti leave one →
  1. 22 ottobre 2013 1:12 pm

    Ancora sulle cianfrusaglie

    Ieri ho visitato a Milano un nuovo format che mescola cibo e libri.
    Read Eat Dream a Milano. Ho provato un disagio profondo, per il luogo, per la scritta inglese che campeggia sul rosso feltrinelliano. Da leggere non c’era un granchè, il cibo era molto al di sotto della qualità che tutti cerchiamo e quanto ai sogni…il mio personale è un sogno minimo. Che i luoghi dove si vendono i libri si tornino a chiamare librerie.
    Per fortuna poi sono passata da Via Verdi, alla Milano Libri, libreria indipendente, fucina di intelligenze e di amore per la Cultura, fondata nel 1962. All’ingresso la splendida Anna Maria Gandini, grande libraia, che con fare gentile ed elegante mi ha fatto dono del preziosissimo volume Milano Libri 1962/2012, pubblicato da Lucini Libri.
    Ero sinceramente commossa e uscendo ho ricordato un incontro con un altro grande libraio milanese, Vando Aldrovandi, cognato di Giulio Einaudi. Lui mi regalò una raffinata edizione del racconto La lezione del maestro di Henry James, un racconto splendido.
    La Milano Libri ora fa parte della catena indipendente che fa capo a Franco Lagianella, aiutato dai suoi tre figli, nelle parole di Annamaria ” giovani, attivi, molto simpatici e molto alti”.

    Grazia Gotti

  2. 22 ottobre 2013 2:21 pm

    Cara Agata Diakoviez,
    sono assolutamente d’accordo con te. Le librerie le salveranno i lettori ( se vorranno farlo!!!), non ci sono cianfrusaglie che tengano. Noi per ora sopravviviamo lavorando tanto sul territorio e con attività legate al libro.
    Grazie per la tua riflessione.
    Girando Libraia Carla
    Libreria delle Girandole di Roma

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