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DIECI ANNI DI FORUM DEL LIBRO

25 ottobre 2013

forum
Lo scorso fine settimana a Bari si è svolto il Forum del Libro, evento nato dieci anni fa proprio nella città pugliese.
Con alcune colleghe libraie ci siamo ritrovate sperando che dopo dieci anni qualcuno avrebbe finalmente notato e valorizzato la nostra presenza, ma non è stato così.
Maria Laterza ed io abbiamo fatto i nostri interventi “a forza”, parlando della situazione drammatica delle librerie indipendenti.
Non ho sentito altre voci levarsi a difenderle.
Il ministro ha fatto promesse, come fanno tutti, speriamo bene.
Si è tanto parlato di cambiare il futuro, noi vorremmo però tanto cambiare questo presente.
Ci piacerebbe che venisse riconosciuto il nostro ruolo di professionisti di una filiera che ci schiaccia senza scrupoli.
Ci piacerebbe che la scuola tornasse ad appassionare, che il libro sia preso, letto, e fatto proprio dai ragazzi per dargli quel senso che si cerca quando si è giovani, per farli sognare e credere che le città invisibili sono utopie per le quali vale la pena camminare.
Ci piace il nostro lavoro, e nonostante il mantello dell’invisibilità che ammanta la nostra azione civile continueremo, e iniziamo col dire che al Forum di Bari questo non è venuto fuori.
Ai monologhi avremmo preferito i dialoghi, avremmo preferito più attenzione per la gravità economica in cui versa il nostro settore, non chiediamo però il risalto dovuto ai moribondi.
Non chiediamo delle bende.
Il nostro lavoro è cartina di tornasole di questo paese ripiegato su stesso, incapace di coraggio, incapace di ricominciare da un’etica del lavoro, della persona.
Chiediamo e vogliamo UN PATTO ETICO, coraggioso, unico, che veda uniti lettori, librai, autori, bibliotecari, editori: i cittadini tutti.
È facile provare compassione, ma non è quello che chiediamo nè tanto meno vogliamo.
Vogliamo continuare a fare al meglio il nostro lavoro, alla pari con le grandi librerie, in cui spesso gli autori che sul palco si stracciano le vesti, sono lì perché hanno ricevuto un “comodo” gettone di presenza.
I Forum funzionano solo se ci sono poi tavoli operativi che continuino il percorso iniziato, tavoli a cui chiediamo con dignità di essere convocati, tavoli in cui si parli del futuro dopo aver guardato e prestato ascolto al presente.
Apparecchiare una buona tavola fa bene agli occhi, ma se il cibo è scadente gli invitati se ne vanno prima o poi, e chi resta potrà solo continuare a parlarsi addosso.

Alina Laruccia, libraia
Libreria Eleutera, Turi

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4 commenti leave one →
  1. 25 ottobre 2013 6:09 pm

    Cara Alina,
    il tuo appello mi lascia con molti pensieri: alcuni di essi ri ribellano a questa reltà così drammaticamente pesante e spingono il cuore e l’energia verso quel futuro che pare lontano, ma nel quale io credo. Altri pensieri si affollano intorno alla preoccupazione di sentirsi davvero soli come librai e di mettere in circolo tante energie per un ritorno piccolo e a volte misero. La prima cosa che vorrei è promulgare l’idea che i librai indipendenti siano una rete vera, una maglia dalla trama stretta pronta ad accogliere e sostenere il caldo delle buone idee. Forse ci sentiamo soli perché non lottiamo abbastanza uniti, forse le nostre piccole voci devono diventare grandi e potenti e per farlo hanno bisogno del megafono della solidarietà vera. Siamo tutti molto impegnati, indaffarati a mandare avanti le nostre librerie per fare cultura nelle diverse realtà in cui con sfrontatezza rivoluzionaria vendiamo ancora libri, libri per bambini, cioè per gli uomini di domani. Diamo più senso alla nostra associazione, sediamoci in tanti intorno a quel tavolo fatto di monologhi e iniziamo noi per primi un dialogo. E’ sempre così: tutto nasce dalle piccole cose. Se ci sentiamo soli saremo minusoli, quasi invisibili.

    Alessia, libraia indipendente
    di Radice-Labirinto.

  2. 25 ottobre 2013 8:10 pm

    Cara Alessia, questo articolo ha senso perchè ci siano parole come le tue. Dicono che siamo troppo impegnate a farci la guerra, per combattere il marcio intorno. Credo ci sia un fondo di verità, ma è il momento di far sentire che siamo persone, non macchine impegnate a far soldi ( beh, quali soldi, poi). Sediamoci davvero, Alessia, e chiamiamo intorno al nostro tavolo quanti credono che etica e rispetto siano valori seri, per chi come noi promuoviamo la cultura. Un abbraccio affettuoso, grazie. Alina

  3. 26 ottobre 2013 8:01 am

    La proposta è semplice, un tavolo di lavoro, a cui siedono librerie indipendenti, autori, editori, bibliotecari, lettori. E si sottoscrive un PATTO ETICO, come è per LIBEROS, in cui si dichiara di rispettare quello che si sottoscrive. Autori che privilegiano librerie indipendenti, editori che collaborano e sostengono librerie di qualità, scuole e biblioteche che acquistano da librerie di qualità, librerie che hanno attenzione per i nuovi autori e le piccole case editrici, che non vendono vetrine per il titolo di grido. Non mi sembra che sia bestemmia, quello che scrivo. Grazie per l’attenzione.

  4. 26 ottobre 2013 10:25 am

    Alina per quello che posso ,come persona ma soprattutto come editrice, sono con voi.

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