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Lob arriva da molto lontano

4 novembre 2013
Linda Newbery

Linda Newbery

Parte mercoledì dalla Puglia il tour di Linda Newbery, autrice inglese premiata per il suo Un amico segreto in giardino, Salani editore, con il Premio Orbil 2013.
In attesa di conoscerla personalmente abbiamo chiacchierato in rete con Linda Newbery, qui un’intervista che vi aiuterà a scoprire questa scrittrice.
Buona lettura.

A.D.: Potremmo, secondo lei, definire Un amico segreto in giardino romanzo di resistenza del mondo dell’infanzia alla cecità del mondo adulto, che fonda la sua forza sulla negazione di immaginari possibili?

L.N.: Si, credo che LOB sia un libro che parla di quella capacità che l’infanzia ha di aprirsi all’esperienza e alle sensazioni, una capacità che anche certi adulti mantengono.

A.D.: Quello che ci vuole per aspettarsi qualcosa di diverso è uno sguardo diverso, che va esercitato tanto in campagna quanto in città, che va nutrito.
Cosa serve per mantenere quella capacità di sguardo che permette di stupirci ogni giorno per sempre, e sempre, e sempre?

L.N.: Il senso di stupore e meraviglia di fronte alle cose è indubbiamente importante.
E non lo è solo per la storia, ma in generale!
Credo che sia un grande peccato che oggi molti bambini siano così distanti, quasi tagliati fuori dalla natura. E con questo non sto suggerendo l’idea di una dicotomia città-campagna.
Ci sono bambini che vivono in città e che frequentano regolarmente parchi e giardini, che sono attenti ai cambiamenti portati dall’avvicendarsi delle stagioni, o anche bambini che hanno un piccolo orto o giardino a scuola, i cui genitori curano un lotto di terra preso in affitto dal comune, o che magari hanno anche soltanto qualche vaso e vaschetta sul davanzale della finestra in cui crescono fiori e insalate. E ci sono bambini che vivono in campagna i cui genitori non sanno approfittare di quel privilegio straordinario: mai una passeggiata nei boschi, mai uno sguardo attento agli animali e alla natura che li circonda. È un bambino fortunato quello che ha genitori (o un genitore) sensibili alle cose della natura.
Trovarsi in sintonia con la natura apre la mente. Indipendentemente da dove vivi.
Nelle scuole elementari oggi si fa moltissimo per incoraggiare i bambini ad avvicinarsi con  interesse e prendere contatto con la natura e i suoi cicli vitali.
La consapevolezza nel nostro rapporto con la natura non deriva solo dal sapere che l’orso polare è a rischio d’estinzione o che altre specie lontane sono in pericolo.
Quella consapevolezza può venirci dall’osservazione di ciò che ci circonda, magari mettendo il becchime nei parchi giochi per attirare gli uccellini, o facendo crescere i germogli per l’insalata in una vaschetta sul davanzale della finestra.
In molte scuole inglesi si fa  giardinaggio, in alcune, addirittura, si assegna a ciascun bambino un fazzoletto di terra da coltivare e in quasi tutte si insegna ad osservare e monitorare la natura che ci circonda.

A.D.: Cosa ha nutrito il suo sguardo, quali sono i suoi riferimenti pedagogici e lettererari?

L.N.: Devo ai miei genitori il mio amore per la natura.
Loro erano entrambi di Londra ma andarono ad abitare in campagna non appena poterono. Così, dall’età di 8 anni ho vissuto vicino alla foresta di Epping, circondata da campi coltivati e le lunghe passeggiate sui sentieri fangosi erano parte delle nostre giornate, della nostra vita. Il mio fratello minore ed io imparammo a riconoscere gli alberi, i fiori selvatici, gli uccelli e gli altri animali.
Nostra madre, nel frattempo, divenne una brava fotografa specializzata in paesaggi, funghi e farfalle.
Le mie influenze letterarie? Thomas Hardy, Gerard Manley Hopkins … autori che hanno scritto della natura come Richard Mabey, Gerald Durrell e Robert Macfarlane. E anche il folklore inglese, in senso più generale.
Ma chi ha maggiormente ispirato nello scrivere UN AMICO SECRETO IN GIARDINO, è il poeta inglese Edward Thomas, ucciso nel 1917 nel primo conflitto mondiale.
LOB è il titolo inglese del mio libro e LOB è il titolo del poema di Edward Thomas che mi ha ispirato la figura del misterioso personaggio, vecchio centinaia di anni, che vaga per le campagne  sotto nomi diversi.

A.D.: […] Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s’accorgono solo poche anime sensibili… A Marcovaldo parve che il mondo grigio e misero che lo circondava diventasse tutt’a un tratto generoso di ricchezze nascoste, e che dalla vita ci si potesse ancora aspettare qualcosa…”
Siamo certi che il Marcovaldo di Italo Calvino avrebbe immediatamente riconosciuto Lob e che tra loro sarebbe stata amicizia a prima vista.
Conosce l’opera letteraria di Italo Calvino?

L.N.: Sì, conosco Italo Calvino ma non Marcovaldo. Dal racconto che mi hai mandato nella traduzione inglese, MUSHROOMS IN THE CITY non si può certo negare che lui e Lob abbiano molto in comune: il sangue dell’Uomo Verde scorre nelle loro vene!
Cercherò Marcovaldo in Inglese non appena arriverò in Italia.

Qui trovate l’intervista in inglese, Interview for Lob, mentre qui la lirica di Edward Thomas LOB.

Vi aspettiamo agli appuntamenti con Linda Newbery.
Agata Diakoviez

Grazie ad Alessandra Valtieri per la traduzione dell’intervista.

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