Skip to content

La lingua della traduzione

16 dicembre 2013
L'italiano che leggono gli italiani, Palazzo Pepoli, Bologna

L’italiano che leggono gli italiani, Palazzo Pepoli, Bologna

Si è tenuto a Bologna il 12 e 13 novembre un convegno molto interessante promosso dal Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università dedicato alla lingua della traduzione.
Erano presenti grandi traduttori delle case editrici più importanti, traduttori da lingue moderne e antiche.
Due giornate intense e molto interessanti.
Anche la letteratura per ragazzi è stata ammessa al consesso, fra Virgilio, Grass, Enzerberger, sono stati citati, Bianca Pitzorno, Aidan Chambers, Else Minarik.
La portavoce della Grande esclusa era Beatrice Masini, che è intervenuta per due volte, una al mattino, poi al pomeriggio.
Nel suo intervento preliminare Beatrice con passo sicuro, ha richiamato l’attenzione sul compito della letteratura, prendendo una netta posizione a favore dei bambini e ragazzi, soggetti di diritto al rispetto della loro intelligenza, dei loro bisogni.
Ha richiamato tutti al senso di responsabiltà ed ha esortato a non abbandonare il senso della sfida, ha parlato di “alzare l’asticella” accompagnando così i ragazzi nel percorso per diventare lettori.
Nel pomeriggio ha insistito sul valore della ricerca, sul senso del “cantiere” che le collane, a differenza della serialità, impongono al lavoro editoriale.
Insomma si è espressa nettamente a favore del lavoro non standadizzato, della ricerca, della sperimentazione, dell’apertura a contenuti “alti” e all’accoglienza di nuove voci, fino a quelle infantili rielaborate dal maestro-scrittore Giuseppe Caliceti.
Ha ottenuto l’applauso più caloroso e partecipe.
Ho provato uno sconforto senza uguali pensando alla pagina del Corriere della sera di due giorni prima in cui si dava notizia del nuovo assetto in RCS, con la riorganizzazione del settore ragazzi.
Nel cuore di un quotidiano nazionale, a firma di una giornalista di cultura che spesso si occupa di libri per ragazzi, scorreva un articolo-intervista che dava conto anche del fatto che Beatrice non si sarebbe più occupata del settore.
Risuonavano termini quali divertimento, digitale, prodotto, giocattolo, no Book.
Prima di ascoltare Beatrice avevo tenuto la mia lezione in Accademia dedicata a Giulio Einaudi e ai libri per ragazzi.
Avevamo sottolineato i titoli ancora vivi di quella “felice” esperienza editoriale (il libro di Ernesto Ferrero per Feltrinelli è un testo obbligatorio del corso), culturale, politica.
Rodari, Calvino, Munari, Lodi, sono autori che oggi danno linfa a cataloghi di altri editori, pensiamo a Rodari per il gruppo guidato da Orietta Fatucci, Munari per Corraini, Calvino per Mondadori.
In un’editoria senza editori gli autori nati in seno ad un Editore con la maiuscola svolgono ancora un ruolo attivo.
Quando ho lavorato per preparare il materiale per la candidatura di Beatrice Masini, al premio svedese Astrid Lindgren Memorial Award, ho cercato di tratteggiare il suo profilo di scrittrice, traduttrice, editor, accostandolo a quello di Italo Calvino e a quello più noto agli amici svedesi, della Lindgren stessa, collaboratrice per un lungo periodo della casa editrice che aveva accettato la sua Pippi, respinta dai grandi gruppi.
La collaborazione di Astrid aveva poi portato la casa editrice a diventare la più importante nel settore.
Secolo stolto, ha scritto a Beatrice un amico fra i tantissimi che le inviano messaggi continuamente.
Immagino tutte le persone con cui lei, sempre gentile e disponibile, ha rapporti, progetti, discorsi aperti.
Perché la cultura è innanzitutto apertura, dialogo, educazione.
Le signore dell’editoria per ragazzi, che abbiamo conosciuto in questo trentennio, assomigliano pur nelle loro singolari caratteristiche.
Avevano e hanno tutte una genuina passione per i libri.
Ora il panorama è più incerto.
È in atto un cambiamento che vorremmo cercare di interpretare per questo, in occasione del trentennale della Giannino Stoppani, ci siamo date il compito di un convegno per ritrovarci insieme e per parlare di libri e di bambini, di editoria, di cultura, di mercato.

Grazia Gotti

Cliccando qui potete leggere W Ii libri difficili! Parola di Beatrice Masini, un articolo di Sebastiani pubblicato sul sito di Repubblica Bologna.it.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: