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Bruno: maturare verso l’infanzia

26 gennaio 2014
Bruno il bambino che imparò a volare, ill di Ofra Amit

Bruno il bambino che imparò a volare, ill di Ofra Amit

Oniriche meraviglie quelle che dimorano l’età del genio, età  scrutata,  ascoltata e amata dal bambino narrato nell’albo illustrato Bruno il bambino che imparò a volare, di Nadia Terranova con le illustrazioni di Ofra Amit, edito da Orecchio Acerbo.
È una memoria prodigiosa, di voli, di piume e lenzuola magiche quella del piccolo protagonista, nella quale riconosciamo il grande scrittore polacco Bruno Schulz.
Schulz scrive nel 1936 ad Andrzej Pleśniewicz:
il mio ideale è di “maturare” verso l’infanzia, per poterne avere ancora una volta la sua pienezza e la sua immensità.
L’opera della Terranova e di Amit si fa eco di questa maturazione e al contempo richiama con cura e passione al capolavoro letterario di Schulz Le botteghe color cannella, edito da Einaudi,  memoria pulsante della creatività che affonda le sue radici nel mito che solo i grandi scrittori sono capaci di rigenerare senza fine.
Emergono dalle nebbie della prima infanzia, da speranze e timori, da fantasie e presagi, che altrove (Schulz) chiama “balbettii di delirio mitologico”, che formano il vivaio del pensiero mitico.
Così, scrive, J.M. Coetzee, nelle pagine dedicate a Bruno Schulz, nella raccolta di saggi sulla letteratura racchiusi in Lavori di scavo, ed Einaudi, pagine, quelle del premio Nobel, scritte con la perizia degli archeologi che sanno leggere nel colore della terra l’impronta dell’uomo.
La plasticità delle tavole di Ofra Amit spingono a cercare e conoscere Bruno Schulz,  l’uomo e il sognatore che sorprende tutto e tutti scompigliando la realtà come in un gioco che riesce solo ai bambini.
A questo libro che ha ricevuto il Premio Napoli e il Premio Laura Orvieto sarà dedicato il prossimo tour della nostra associazione.
Nadia Terranova, dal 10 febbraio incontrerà nelle nostre librerie i lettori per raccontarci di come Bruno Schulz seppe vincere il delirio della forza, con la forza delle storie.
Agata Diakoviez

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