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A quale fonte bevono gli scrittori per bambini?

6 febbraio 2014

9788804626428-la-bambina-il-cuore-e-la-casa_carosello_opera_scale_width-1La bambina, il cuore e la casa è il primo libro per ragazzi tradotto in italiano di Maria Teresa Andruetto.
Nel titolo ci sono tutti gli elementi del romanzo: tre sostantivi, senza aggettivi per addolcire o verbi a spiegare, proprio come la scrittura che attende il lettore: pulita, con una lingua che racconta quel c’è da dire sulla sofferenza dell’infanzia.
C’è tutta quella tragedia dell’infanzia di Alberto Savinio, quella che fa domande legittime e che ha lo sguardo implacabile sul mondo adulto.
C’è l’infanzia degli Hänsel e Gretel, dei Pel di Carota, dei piccoli Remì.
Nei dialoghi tra Tina, la piccola protagonista, e Carlota la sua amica viene mostrata l’innocenza crudele dei bambini, quella di chi fa domande perché vuole risposte e non spiegazioni.
Di bambini con le tasche piene di briciole che segnano la strada ce ne sono molti anche oggi, e l’Andruetto ha avuto il coraggio e la forza di raccontarlo, snidando l’indicibile, il nascosto, quello che preferiamo lasciar scivolare nelle vecchie storie, che sempre ritornano per mostrarci quelle briciole beccate dai mille e mille uccellini, che volano per campi e boschi*.
E, allora, come sempre è l’infanzia che cerca la strada per tornare a casa dove l’uomo non aveva avuto più un’ora lieta da quando aveva lasciato i bambini*.
È l’infanzia a mostrarci il coraggio perché un giorno la bambina, come scrive l’Andruetto, crescerà e raccoglierà un ago da terra e con molto occhio infilerà nella cruna più grande di un cammello, tutti i fili della sua vita.
In questi mesi sono stati diversi i bambini a cui abbiamo proposto questo libro, è piaciuto a tutti loro, mentre per gli adulti è stato difficile accettarlo perché forse l’infanzia è quel luogo metafisico e doloroso che racconta Savinio, da cui si vuole uscire per sempre, che chiede però di essere ascoltato e frequentato senza fingimenti fiabeschi.
A quale fonte bevono gli scrittori per bambini oggi? si chiede l’Andruetto, durante il discorso fatto in occasione della consegna dell’Hans Christian Andersen Award, la sua risposta potete leggerla più avanti, è una dichiarazione di poetica forte, come ogni parola de La bambina, il cuore, la casa.
Agata Diakoviez

[…] A quale fonte bevono gli scrittori per bambini nei nostri paesi? L’universale e il locale, il latinoamericano e l’europeo, il centrale e il periferico, il classico e il contemporaneo, ciò che è destinato ai bambini e ciò che viene pubblicato per gli adulti: sono questioni che ci animano e ci mettono in condizioni disagevoli, ci mettono in discussione e in imbarazzo, condizioni che stimolano la creatività. Da qui viene la necessità di liberare la letteratura per l’infanzia da lacci e corsetti, l’importanza di lavorare sul linguaggio, come ho cercato di dire nel mio libro Hacia una literatura sin adjetivos*… si devono evitare esagerazioni, steriotipi e retorica vuota che popolano tanti libri per bambini: scritture servili travestite con nuovi indumenti.
Io scrivo per comprendere, o forse per cercare di essere compresa.
È un cammino di conoscenza per me e forse anche per chi mi legge, fatto di parole che possono risvegliare dal sonno, come succede alla principessa addormentata…
In tutti questi anni ho esplorato diversi generi, ho lanciato bottiglie nel mare di lettori diversi, pensando sempre che non ci siano confini tra ciò che interessa a bambini e ragazzi e ciò che può interessare a un adulto. Per me non c’è molta differenza nello scrivere per gli uni o per gli altri, infatti non penso ai bambini quando scrivo. Si tratta piuttosto di guardare “con gli occhi dell’altro” alcune immagini che mi interrogano, che oppongono resistenza all’oblio.

Il discorso completo dell’Andruetto insieme ad un commento di Marcella Terrusi e all’intervista a Ilide Carmignani, traduttrice italiana della scrittice, potete trovarli in un opuscolo preparato e distibuito da Ibby Italia.

*Fiabe, Grimm, Einaudi tascabili, per le citazioni della fiaba di Hänsel e Gretel.

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