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E ci mettiamo a maledire insieme

23 maggio 2014
rocco scotellaro

Rocco Scotellaro, Carlo Levi

Domenica andrai a votare?
Perché si vota domenica? per cosa?
Scusa, ma quanti anni hai?
25
Utilizzi ogni giorno tutti i social network?
Si
Sono le battute di una breve conversazione con un ragazzo che frequenta l’università a Bologna, città in cui vive; la mia espressione facciale dinanzi alle sue risposte ha detto più cose di quelle che avrei potuto dirgli, il poveretto a mo’ di giustificazione ha attaccato con la solita solfa qualunquista, trita e ritrita
Ma vabbe’ sono tutti uguali…
Per strada poco dopo mi ferma una donna anziana, tira fuori da un sacchetto alcuni suoi lavori fatti all’uncinetto e mi chiede se posso comprarne qualcuno perché ha bisogno di soldi.
Chiacchieriamo un po’, scelgo un paio di lavori ma non ho il coraggio di chiederle se domenica andrà a votare.
C’è tanto da fare in questo paese, quasi tutto.
C’è un’unica grande battaglia da fare insieme è quella contro l’ignoranza, l’indifferenza e la povertà che ci condanna tutti.
E ci mettiamo a maledire insieme è il titolo di una poesia di Rocco Scotellaro, poeta e politico meridionalista, sindaco del suo paese a 23 anni, scrive questa poesia nel 1947, lo stesso anno in cui è sindaco senza smettere di essere cittadino.
Agata Diakoviez

E CI METTIAMO A MALEDIRE INSIEME
La stagione che alimenta
l’orgasmo tutto nostro è questa:
dai rosmarini bianchi di polvere
dai fiaschi delle rondini ai nidi.
Siamo nel mese innanzi alla raccolta:
brutto umore all’uomo sulla piazza
appena al variare dei venti
e le donne si muovono dalle case
capitane di vendetta.
Gridano al Comune di volere
il tozzo di pane e una giornata
e scarpe e strade e tutto.
E ci mettiamo a maledire insieme,
il sindaco e le rondini e le donne,
e il nostro urlo si fa più forte
come quello della massaia che ha sperso
la gallina e bandisce alle strade
solitarie il suo rancore,
come quello di borea che si sente
soffiando basso alla fiamma del sole
ora cresce le molli spighe alla falce.
(1947)

Rocco Scotellaro, Tutte le poesie 1940-1953,
Oscar Mondadori

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One Comment leave one →
  1. 24 maggio 2014 5:04 pm

    Qualche giorno fa nella mia libreria ho tenuto un incontro con i candidati sindaco sul tema ” cultura è promozione del territorio “. Prima del dibattito ho letto le prime pagine del libro ” Se io fossi il sindaco”, di Kim Cecil, libro che regalerò al sindaco eletto, nella speranza che ne faccia buon uso.
    La poesia di Scotellaro che hai messo mi fa una grande tristezza e rabbia, perchè penso alla mia terra, al mio sud, ad un poeta meridionale che nessuno più legge o studia.
    E allora sì, la battaglia è contro l’ignoranza, e la possiamo vincere solo se la combattiamo insieme.

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