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Cose che accadono nel Bosco dei 100 Acri

15 dicembre 2014

Se Christopher Robin avesse incontrato nel Bosco dei 100 Acri il piccolo orsetto Pupupidù e L’Orso che non c’era, gli avrebbe invitati ad unirsi alla spendizione*, che insieme a Puh, Porcelletto e tutta l’allegra brigata, aveva organizzato per scoprire il Palo Nord.
Fu Puh a trovare e scoprire il Palo Nord, ne era talmente orgoglioso che chiese immediatamente a Christopher Robin se per caso non ci fossero anche altri Pali che un Orso con Poco Cervello potesse scoprire.
Naturalmente, gli aveva risposto Christopher Robin: C’è un Palo Sud e immagino che ci sia anche un Palo Est e un Palo Ovest, anche se alla gente non piace parlarne.
Chirstopher Robin, e i suoi piccoli amici, hanno da subito capito qual è il vero problema della gente: le persone non parlano di nulla perché non hanno immaginazione.
Sembra una cosa da niente, una quisquilia direbbe il saggio gufo a Puh, e invece no!
Il nodo di ogni problema è tutto lì nella capacità e volontà che ciascuno ha di immaginare.
Per nostra fortuna però i boschi dei 100 acri, che sono tanti, in questi anni sono stati battuti per bene da scrittori e illustratori, che hanno continuato a cercare e scoprire altri orsetti e piccoli amici per raccontarci con tanta immaginazione storie sempre nuove.
pupupiduBenjamin Chaud  avrà sicuramente visto per la prima volta, in un bosco dei 100 acri, la tana del piccolo Pupupidù, e per nostra fortuna ci ha subito raccontato tutto, accompagnando ogni parola con magnifici disegni
pieni di tanti particolari.
Una canzone da orsi, il suo primo albo illustrato, insieme a Pupupidù Orsi in pista, pubblicati da Franco Cosimo Panini, sono il resoconto dettagliato di quel
che accade ad un piccolo orsetto curioso e goloso.
Si entra e si esce dal bosco attraversando pagine traboccanti d’immaginazione e di tanti coprotagonisti. Troverete, se saprete osservare bene ogni pagina,
volti a voi noti.
Io ho trovato Babar dietro i vetri di una finestra di un palazzo parigino, e Alice che, come al solito, finisce a testa in giù in una tana non proprio della sua misura.
L’incontro nel bosco fatto da Lavie Oren è invece un po’ più filosofico, d’altraparte uno scrittore che è anche compositore, musicista e drammaturgo non avrebbe potuto fare un incontro di diverso tipo. 
l'orso che non c'era copertinaIl suo è un orso che come Puh si fa mille domande, cerca in giro, chiede, osserva e trova risposte sempre piene di gioiosa fantasia e immaginazione.
L’orso che non c’era, illustratato da Wolf Erlbruch, un signore Illustratore che di orsi, domande e immaginazione se ne intende un sacco, è stato pubblicato da e/o.
State attenti: questo è un albo di cui non potrete fare più a meno, vi lascerà il sorriso stampato sul volto e l’idea che perdersi fa parte dell’andare avanti.
Con sorpresa ho trovato anche in un libro destinato agli adolescenti delle citazioni di Puh.
Vi è un esergo tratto dalle storie di Puh sia alla prima parte, che alla seconda, e in diverse occasioni Carey, la giovane protagonista, utilizza con Ness, sua sorella più piccola, riferimenti alla vita di Puh per sollecitarne (re)azioni positive.
il segreto delle stelle biancheLa verità è che le giovanissime protagoniste del romanzo, Il segreto delle stelle bianche di Emily Murdoch, edito da Feltrinelli, nel Bosco dei 100 Acri ci sono state e lì hanno scoperto che non è facile essere coraggiosi quando si è piccoli e indifesi.
Una storia di forza e resistenza, di paura e coraggio, di adulti malati e bambini soli.
Il lieto fine sarà nelle mani dei protagonisti, così come accade nella vita tutti i giorni.
Il bosco è stato attraversato e come dice Puh c’è chi ha cervello e chi non c’è l’ha, e non c’è niente da fare, per fortuna però ci sono le storie che a volte servono a trovare la strada e qualche risposta, e a nutrire l’immaginazione.
Buona lettura, e se non avete mai letto le storie di Winnie Puh di A.A. Milne, vi consiglio i due libri Winnie Puh e La strada di Winnie Puh, editi da Salani.
Agata Diakoviez

*A.A. Milne utilizza un linguaggio molto creativo e divertente, le parole che Puh e i suoi amici deformano, avvicinano i bambini ad una comprensione giocosa del testo letterario.
L’intera opera di A.A. Milne andrebbe letta nella versione integrale, superando l’idea disneyana di Puh che ha reso il piccolo orsetto solo sinonimo di dolcezza infantile.

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