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Per imparare a ridere della realtà

20 dicembre 2014

Inventions. Absurdities. Contraptions.
Sono così catalogate, nei rispettivi libri, le invenzioni di sir William Heath Robinson.
Per le prime due categorie non abbiamo bisogno di traduzione, per cogliere i dettagli di ciò che comparirà ai nostri occhi una volta aperte le pagine dei libri che le racchiudono.
Per le Contraptions dobbiamo ricorrere all’aiuto di Ilaria Tontardini, che firma l’introduzione del libro Macchine e Invenzioni Bizzarre uscito per i tipi di Elliot:
[…] Il termine “contraptions” definisce gli arzigogolati marchingegni inventati dall’autore.
Sono oggetti/situazioni che hanno un uso esatto e specialistico: una macchina da tavolo
atta a infilare un intero cucchiaio di piselli in bocca a un corpulento signore…
” e tante altre sorpendenti e impegnative invenzioni.
Macchine e invenzioni bizzarreQuesto libro delizioso riproduce alcune delle più bizzarre e immaginifiche invenzioni di uno dei più grandi illustratori e critici della contemporaneità.
Ogni operazione critica ha bisogno di un margine di ironia, e i disegni qui selezionati sono la piena dimostrazione che il lavoro di William Heath Robinson, era, e resta ancora, un lucido e ironico ritratto dell’assurdità della vita.
In Tempi Moderni, capolavoro del cinema mondiale, viene presentata la macchina per mangiare senza muoversi dalla catena di montaggio.
La scena è esilarante, il linguaggio dell’ironia ancora una volta mostra la follia dell’uomo.
È probabile che Charlie Chaplin abbia tratto spunto dalle macchine di William Heath Robinson, per mostrare cosa accade quando viti, bulloni, carrucole & c. si animano grazie all’anima di uomini senza il senso dell’essere.
Nel 1967, sempre la stessa frenesia inventiva, compare tra le pagine di un altro grande capolavoro, questa volta della letteratura:
[…] e la scimmia ammaestrata che indovinava il pensiero, e la macchina molteplice che serviva allo stesso tempo per attaccare bottoni e per abbassare la febbre, e l’apparecchio per dimenticare i cattivi ricordi, e l’impiastro per perdere tempo, e un migliaio di altre invenzioni, così ingegnose e insolite che José Arcadio Buendia avrebbe voluto inventare la macchina della memoria per poterle ricordare tutte.
È il grande Gabriel Garcia Marquez nelle prime pagine del suo Cent’anni di solitudine.
La macchina della memoria per ricordarle tutte esisteva già: era l’arte, il cinema e la letteratura, ma Buendia non poteva saperlo, perché il suo dio aveva bisogno di lui per dimostrarlo.
Macchine e Invenzioni Bizzarre è un libro bello che diverte, e fa pensare, a qualsiasi età.
La Cineteca di Bologna, ha da poco restaurato Tempi Moderni di Chaplin.
Nel dvd che potete acquistare, con la nuova esecuzione musicale dell’Orchestra NDR Radiophilharmonie Hannover diretta da Timothy Brock, delle musiche che furono scritte dallo stesso Chaplin, è presente sia la colonna sonora originale del 1935 che la nuova versione.
A Natale potete regalarvi immagini da guardare e sfogliare insieme ai più piccoli, per continuare il gioco delle invenzioni, per pensare e imparare a ridere della realtà.
Agata Diakoviez

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