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Ne ho vedute tante da raccontar

26 marzo 2015

Aprire una libreria è stata un’avventura meravigliosa. Digiuna di bolle e fatture, di ricevute bancarie, sono riuscita a capire in fretta il meccanismo e con rapidità sono passata da una concezione amatoriale del mestiere ad una più professionale.
Da una piccola libreria sotto casa (letteralmente) sono passata ad una dimensione più grande e ho dovuto far fronte ad un considerevole canone d’affitto. Ho visto luci e ombre del sistema del commercio librario. Ma erano anni assai più propizi a chi intendesse avventurarsi in questo mercato. La libreria Giannino Stoppani stipulò un leasing con il gruppo Mondadori che consentì la realizzazione degli arredi e la dotazione informatica. I conti con i distributori non necessitavano di fideiussione.
Il sistema delle tredicesime (anche miste) permetteva un certo margine. Poi è seguita l’epoca delle concentrazioni, del “grande”, fossero catene o grande distribuzione.
La libreria come impresa commerciale di un singolo, radicata in un territorio, è passata in secondo ordine. Mi pare invece che nel nostro ambito (libri per ragazzi), vi sia un forte e deciso sviluppo. Ma ciò che più mi preme qui sottolineare è il fatto che sia nata anche una rete. È stato un processo lento (io sono notoriamente impaziente), ma si fondava su ragioni autenticamente solidali, ed è quello che conta per le associazioni.
Ricordo con commozione il primo Orbil, all’inizio una “fanzine” che ospitò un intervento di Agata che piacque molto al Prof. Antonio Faeti che seguiva con interesse il nascere di questa nuova realtà. Da Bisceglie a Bologna, con l’aiuto di editori amici, piano piano, con le prime riunioni, ce l’abbiamo fatta.
Ora siamo una bella squadra, da Udine alla Sardegna, e stiamo per incontrarci anche con colleghe e colleghi che sono arrivati sin qua per altre strade. L’incontro durante la Bologna Children’s Book Fair avrà luogo, lunedì 30, alle 14,30, in Sala Minuetto.
Penso che il prossimo passo debba compiersi verso un maggiore rapporto con gli editori, stimolando anche loro a considerare il settore ragazzi un particolare segmento, ricco di individualità creative che sanno lavorare insieme. Un gruppo animato da ragioni economiche e culturali insieme, capace di ridare regole di mercato aperte allo sviluppo. Ho fatto questo pensiero dopo la nostra riunione.
Nei prossimi giorni sarò in giro a presentare Ne ho vedute tante da raccontar, libro e anche sito, sul quale parlerò del tour che mi vede impegnata nei mesi di aprile e maggio.
Un grazie di cuore alle librerie che hanno accolto il mio libro.
Ci vediamo a Bologna!
Grazia Gotti
Giannino Stoppani
NeHoVedute1

NeHoVedute2

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