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Bambini di Marzabotto

25 aprile 2015

BAMBINI DI MARZABOTTO

Eravamo bambini dei monti
con scarsi giochi e poche gioie:
gioco e gioia era stare dall’alba
davanti alla casa di sassi
ad aspettare il tramonto.

Era gioco badare alla pastura,
era gioia il frumento a mietitura.

Verdi nudi pascoli,
bagnati dalle nuvole d’autunno:
un primo piovere sulle foglie,
un odore amaro nella polvere.

Noi non riconoscemmo facce d’uomini
in quelli che ci uccisero
sul petto delle madri uccise.

Sperammo – e lo sperò tutto il mondo –
che morissimo per fiamme di fulmini
dentro una bufera deserta.
Furono invece mani di carne
a dirigere il fuoco, ed occhi aperti.

Noi non riconosciamo legge d’uomini
in quelli che adoprarono le armi
sopra le nostre ossa innocenti.

Oggi veniamo dai prati
strani della memoria,
entriamo nelle lacrime stanche
di chi piange ancora per noi:
siamo antichi come la terra,
giovani come le stagioni.

Noi non riconosciamo atti di guerra
a coloro che vennero soldati
contro la nostra piccola infanzia.

Viviamo nelle notti senza sonno
di quelli che calarono i pugnali
dentro la nostra tenera forza.

Ad essi noi neghiamo vita d’uomini,
Sguardo e amore di padri.

RENATA VIGANÒ

Renata Viganò è stata una donna che la Resistenza l’aveva fatta.
Il suo Agnese va a morire, edito da Einaudi, è tra i pochi libri della letteratura resistenziale che non fa sconti a nessuno.
Racconta quel che accade, senza mistificazioni, con quell’umanità semplice che le mille e più Agnese della storia vivono.
Agnese sa da subito che andrà a morire, la disumanità che le è vicina la disgusta.
Sa che andrà a morire perché non vuol essere come loro, combatterà per questo.
La poesia Bambini di Marzabotto, scritta dalla Viganò, ha la stessa forza dell’Agnese va a morire.
Le parole di questa poesia sono, ancora oggi, sulle labbra di molti bambini.
Renata Viganò è una donna della Resistenza, non solo perché fu staffetta, ma perché con onestà e coraggio seppe consegnarci le parole con cui le donne e i bambini raccontano la realtà della violenza, delle guerra che fanno gli uomini.

Ad essi noi neghiamo vita d’uomini,
sguardo e amore di padri.

Sempre e ovunque verranno dai prati strani della memoria tutti i bambini di ieri, dal fondo del mare quelli di oggi a ricordarci che

Noi non riconosciamo legge d’uomini
in quelli che adoperano le armi
sopra le nostre ossa innocenti.

Agata Diakoviez

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