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Lontano da casa

28 aprile 2015

Mentre il Governo Italiano tentenna a pronunciarsi sul genocidio degli armeni, già nel 1997 nella collana Junior Gaia, diretta da Francesca Lazzarato, trovava posto il libro di David Kherdian, Lontano da casa, in cui quei fatti impronunciabili venivano raccontati fin dall’inizio, anzi a dire il vero la prima pagina del romanzo, si apre così, facendo un balzo avanti e indietro nella Storia:Lontano da casa
Solo dopo inizierà il racconto della piccola e coraggiosa Veron.
La Grande Guerra fu la guerra inizio di tutto, fu la guerra in cui tutto quel che accadde verrà ripetuto con maggiore violenza.
D’altra parte l’evoluzione vuole che tutto si affini, e l’esercizio della violenza non è escluso dai processi evolutivi.
Schermata 2015-04-16 alle 19.22.50Schermata 2015-04-16 alle 19.24.13 Il libro di Kherdian, fuori catalogo per la Mondadori, ma ripubblicato nel 2010 dall’editore Guerini e Associati, che l’ha saggiamente sdoganato dai libri destinati solo ai ragazzi, è il racconto di quello che la madre dell’autore, ossia la piccola Veron, gli raccontò dell’orrore che i suoi occhi di adolescente videro e impararono.
Ha inizio nel 1907, nel quartiere armeno di Azizya in Turchia, e termina con la partenza di Veron, unica sopravvissuta della sua famiglia, per l’America.
Suo padre le aveva insegnato che tutti i problemi dell’uomo sono causati dall’ignoranza, dal rifiuto della realtà.
Tutti i passaggi della fuga di Veron, della lunga marcia a cui fu costretta insieme alla sua famiglia, raccontano non solo la storia e la sofferenza del popolo armeno, ma quella di un’intera area geografica,  e degli altri popoli che da sempre la abitano.
Le offese della storia, quando non hanno giustizia, ribollono sotto ceneri mai spente.
Può essere il riconoscimento del genocidio la strada da percorrere perché l’ignoranza non vinca ancora?
Ma soprattutto è pensabile oggi, come ieri, l’epurazione di interi territori per questioni religiose?
Non sarà che l’anelito religioso nasconde l’incapacità che da sempre abbiamo di esercitare il diritto e il rispetto della libertà?
Conoscere la Storia, conoscerne le storie, aiuta a pensare, e a ripensarsi insieme agli altri per poter compiere, quando arriva il momento, delle scelte che siano rispettose di se e dell’altro.
Riconoscere l’uomo prima ancora che le sue idee, il suo credo, il suo vestito è urgente, e la testimonianza come quella raccolta da Kherdian serve anche a questo.
Nel volume della Junior Gaia c’è un bollino sul retro della copertina in cui si consiglia l’età di lettura: A PARTIRE DAI 12 ANNI.
Se la storia di Veron possono leggerla e conoscerla dei dodicenni, forse potrebbero farsene carico anche delle persone più grandi.
Perché come canta Guccini sempre l’ignoranza fa paura, ed il silenzio è uguale a morte.
Agata Diakoviez

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