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A conclusione del Festival “Punto e a Capo”: Grazie!

8 maggio 2015

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Si è conclusa la prima edizione del Festival Punto e a capo.
Alla fine delle due giornate abbiamo tirato un sospiro di sollievo. “E’ andata!”, abbiamo pensato tutti, tra i libri in disordine sui lunghi tavoli, tra cuscini e tappeti stropicciati, tra sguardi stanchi ma che ancora brillavano di soddisfazione.
Il Festival non è soltanto due giorni di appuntamenti, il Festival ha alle spalle mesi di lavoro organizzativo e creativo, e anni di idee e pensieri coltivati che hanno preso forma un po’ alla volta nutriti dal desiderio di creare una occasione culturale per il territorio.

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C’era una volontà reale di proporre un appuntamento per le famiglie e per tutte le persone che avessero voglia di prendere parte ad eventi in cui incontrarsi in un modo diverso, in cui stare dentro a un tempo nuovo, più lento, perché le parole richiedono lentezza per essere dette e ascoltate, le parole lente sono quelle pensate, ragionate e cariche di emozioni e stati d’animo.
I libri custodiscono il tempo delle parole, ci permettono di stare, di essere attenti a quello che a volte ci sfugge nella rapidità degli eventi quotidiani.
Ci permettono distare Con, stare con le persone a cui vogliamo bene, stare con persone che non conosciamo, e questo stare Con ci dà una possibilità in più di essere anche per gli altri, di avere uno sguardo sugli altri.
Davanti alle parole pensate, dette con trasparenza e verità, gli sguardi di chi ascolta sono attenti e desiderosi di nuove storie.
Avevamo voglia di bellezza, quella bellezza che non nasce puramente da una ricerca estetica ma che arriva dalla disponibilità delle persone e dal loro impegno e, perché no, anche dal desiderio di creare un luogo bello per chi guarda.
Abbiamo dato spazio al “fare”, perché al tempo delle parole si possa affiancare un tempo per esprimersi, attraverso le suggestioni che arrivano dal contesto, attraverso le capacità che ogni persona possiede. I laboratori erano saturi di immaginazione, di fantasia e di libertà. La libertà espressiva ha nutrito bambini e adulti desiderosi di produrre, esplorare e creare.
In questa impresa faticosa ho sentito di aver acceso un’altra luce blu, la luce di quel semaforo della favola di Rodari a me tanto cara.
E mentre prendeva forma il Festival ho visto tante luci blu accendersi coraggiose intorno a me.

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Negli incontri e nei laboratori ho incontrato persone felici, adulti entusiasti di questa nuova opportunità, bambini pieni di energie e con il desiderio di partecipare.
Quanti sguardi ci portiamo a casa come regalo del festival.
Concludo con un immenso Grazie a chi ha dato fiducia fin dall’inizio a questa avventura, a chi ci ha sostenuto lungo il percorso, al nostro staff che ha lavorato in modo impeccabile, agli ospiti che hanno portato parole preziose e che ci hanno incantato, agli sponsor che coraggiosamente hanno creduto a questa nuova iniziativa, al chiostro della Ghiara, cornice stupenda che ci ha accolto e sostenuto fin dall’inizio, alle persone che hanno partecipato con gioia.
La nostra piccola idea è cresciuta grazie a tutte queste persone.
Cristina
Libreria Il Semaforo Blu
Festival Punto e a capo

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