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Un Friot (a venire) “per tutti”

29 febbraio 2016

Mentre aspettiamo la novità Lapis edizioni, di Bernard Friot, Dieci lezioni sull’amore, la poesia e la vita, esce in Francia una nuova raccolta di “storie a testa in giù”: Tous pressès. L’autore confida ai suoi lettori, nella postfazione che si tratta dell’ultima raccolta. L’abbiamo tradotta per il pubblico italiano, come abbiamo tradotto, per gioco anche un suo racconto… Fateci sapere cosa ne pensate (di entrambe!)
David Tolin
Pel di carota

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Postfazione
“Tous pressés” chiude la serie delle histoires pressées (in Italia, “storie a testa in giù). E’ deciso, questo sesto volume sarà l’ultimo. I primi racconti sono nati a partire dal mio lavoro d’insegnante con allievi in difficoltà rispetto a lettura e scrittura. Per tutti l’ispirazione mi è venuta in seguito a incontri con lettori, giovani o adulti, a laboratori di scrittura che ho condotto con loro, a numerosi testi che mi sono stati spediti.
Rileggendo tutte le “histoires pressées”, si delinea una evoluzione, che riflette quella dei lettori. I primi testi, all’epoca della loro pubblicazione, sono stati letti soprattutto dagli scolari. Poco a poco anche gli studente delle scuole medie si sono impossessati di queste storie, ed è pensando a loro che ho scritto “Pressé, pressée” e “Pressé, pas si pressé!” (in Italia corrispondono a “La mia famiglia e altri disastri” e “Ricette per racconti a testa in giù”), nei quali i narratori sono studenti di prima e seconda media. E poi, sorprendentemente, diventati adulti, continuano a leggere questi testi corti, senza dubbio perché permettono una “pausa”, un respiro tra letture più “consistenti”. Forse anche perché la letteratura per ragazzi ha cambiato status e che il suo ruolo di mediatrice tra ragazzi e adulti è ora meglio riconosciuto.
“Tous pressés” è il termine di questa evoluzione. Non era previsto, tutto ciò si è imposto durante la scrittura: le storie di questa raccolta si rivolgono a tutti, piccoli e grandi; si rispetta il rapporto tra bambini (o adolescenti) e adulti, adottando il punto di vista tanto degli uni quanto degli altri. Si gioca su diverse tonalità narrative, quelle gravi e quelle leggere, quelle ironiche, fantastiche o poetiche.
Come al solito, prima di pubblicare questi racconti, li ho sottoposti alla prova della lettura pubblica. Grazie dunque a tutti quelli che hanno ascoltato, reagito, suggerito, commentato, oltre a coloro che hanno letto e criticato il manoscritto. Sono troppo numerosi per citarli tutti. Senza di loro, questi delicati meccanismi che sono le “histoires pressées”, nei quali ogni parola conta e deve trovare la sua esatta funzione, funzionerebbero meno, sarebbero meno rodati. (…)
Contrariamente al luogo comune, scrivere non è un’avventura solitaria, ma un lavoro di squadra, arricchito di scambi, di confronti, di proposte. Ogni libro è una storia. In questo caso una storia d’amicizia, di rigore e (speriamo) di creatività.

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