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La formula esatta della rivoluzione

10 gennaio 2017

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Molti i librai specializzati che riescono a spendere la propria professionalità in altri ambiti della filiera del libro. Oltre alle ormai note Giannino Stoppani (le libraie oltre ad una casa editrice, hanno fondato una Accademia di formazione), Timpetill (casa editrice con ormai sei anni di storia alle spalle), Viale dei Ciliegi 17, Tuttestorie e Castello di Carta (promotrici di festival di importanza nazionale)… e non citiamo i librai che hanno scritto o illustrato testi per ragazzi o adulti.
La redazione ALIR ha deciso di riprendere un testo già edito nella pagina Facebook della libraia bolognese autrice della recensione, per ricordare, questa volta, il ruolo della collega fiorentina Teresa Porcella, anche se la sua carriera nel settore editoriale è ormai decennale.

Nell’editoria per ragazzi è apparsa una nuova collana che ha per titolo Rivoluzioni. Cambiamenti in corso d’opera.
Una collana così non avrebbe potuto nascere all’interno dei grandi gruppi editoriali, impegnati a mettere a punto le loro strategie di fusione o di crescita. Qui siamo dalla parte dei sogni, delle utopie, dei desideri. Il sogno, l’utopia e il desiderio riguardano il futuro del genere umano. Allora si scelgono i giovani lettori come destinatari per i propri racconti, in parole o in disegni, la sostanza non cambia. Cominciamo da un disegno in chiusura del volume. Caro lettore il libro che hai appena finito di leggere non è un gioco solitario, è il frutto di tanti altri libri. Essi riempiono le vetrine dei librai, ti aspettano perché il futuro ha bisogno della tua intelligenza. Tutto in un disegno, un disegno di Otto Gabos, un disegno eloquente, più di tante prediche ai ragazzi perché leggano.
Di contro a chi afferma che “La Repubblica non ha bisogno di sapienti”, in questa collana, nel suo primo numero, si esalta la funzione del pensiero, dello studio, della possibilità di elevazione sociale, etica e politica, attraverso di essi. Il primo volume arriva a noi continentali da un’isola che ha dato molto al pensiero rivoluzionario. La Sardegna, certo quella di Antonio Gramsci, ma anche l’isola di Marcello Fois, di Alberto Masala, coautori e del già citato Otto Gabos, autore delle illustrazioni. La madrina e curatrice è Teresa Porcella, sarda, femmina, e il femminile è rispettato nel romanzo, in tutti i suoi personaggi. Donne coraggiose, staffette partigiane vien da pensare, donne che vogliono studiare, migliorare la loro condizione. Ed ora il titolo, a mio avviso geniale, sintesi felice del senso della storia, una storia che intreccia fatti storici senza il peso del libro di storia, dimostrando che il racconto ha molte carte da giocarsi, e la grande Storia pure. Basta volerlo, sentirlo come utile e necessario, salvifico. E credo sia la ragione per la quale questo manipolo di sardi ha costituito questa cellula letteraria per parlare ai giovani. Dio sia ringraziato! E ringraziato sia l’editore pisano Istos Edizioni, società cooperativa.
Grazia Gotti
Giannino Stoppani
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