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Il miglior albo illustrato del mondo…

11 aprile 2017

Anthony Browne, che per alcuni anni all’inizio del nuovo millennio è stato un po’ trascurato in Italia, dove giunse fin dal 1976 grazie alla Emme edizioni, ora torna a risplendere. Ad iniziare le danze è stata la Giannino Stoppani Edizioni con alcune letture per i più piccoli: Mi piacciono i libri fu ripubblicato nel 2010.
Poi Donzelli e Kalandraka che hanno fatto tornare i suoi classici negli scaffali di librerie, biblioteche e case. Pubblicando in alcuni casi i libri più difficili come King Kong (Donzelli, 2012) o dai temi meni usuali, come Il Maialibro (Kalandraka, 2013).
In questo inizio di 2017, un’altra casa editrice fa capolino, tra quelle italiane che editano questo maestro dell’illustrazione mondiale. E così arriva in Italia, forse il più bello dei suoi albi, grazie alla piccola Camelozampa, che da anni svolge un lavoro lodevole di “biblioarcheologia”, riprendendo in mano libri da tempo assenti o mai giunti nel nostro paese.
Voci nel parco era anni che lo aspettavamo: il sottoscritto da ben quindici quando lo lessi nella versione francese Kaléiscope, in terra straniera.
Quello che subito colpisce e affascina di questo albo è il gioco con il quale Browne racconta una semplicissima passeggiata ai giardini pubblici: una costruzione corale, che fa eco all’espediente di “esercizi di stile” di Queneau.
Un’unica piccola semplice storia vista e vissuta con occhi diversi, che trasformano il pomeriggio dei quattro protagonisti in un caleidoscopio di colori dai più spenti ai più vivaci. C’è una mamma un po’ snob e severa, un babbo distratto alla ricerca di un lavoro, un ragazzino timido e troppo sottomesso e una coetanea sveglia e intraprendente.
Se si osserva bene, le voci sono in realtà sei, ai quattro “umani” (anche se con le tipiche sembianze scimmiesche a cui ci ha abituato Browne) possiamo aggiungere senza fare troppi sforzi anche quelle di Victoria, il labrador color champagne di Charles, e Albert (è un po’ repubblicano il nostro Anthony!? O si tratta di un omaggio ai vecchi reali?) il bastardino arruffato di Smudge: per tutto l’albo emblematici simboli di libertà e gioia di vivere.
Il libro nacque in una prima versione nel 1977: A Walk in the Park. Il secondo libro uscito dalle matite dell’illustratore che nel 1998 lo riprese in mano, rinnonandogli il titolo, l’attuale Voices in the Park, moltiplicando le voci narrative e cambiando i connotati ai personaggi.
Le quattro figure dei protagonisti (ricordatevi di andare a vedervi gli occhi dei vari primati nello splendido Un gorilla. Un libro per contare di Kalandraka, che rendono i loro ritratti più espressivi di qualsiasi umano) sono modellate anche attraverso i mille dettagli dell’ambiente esterno in cui questi vengo collocati, riuscendo a costruire quattro personalità le cui emozioni e i cui sentimenti vengono arricchiti da foglie disseminate come briciole di Pollicino, da taglienti vetri posti sul filo di un muro di cinta, grigie nubi che a poco a poco vengono spazzate via, boxer colorati che vestono le sculture di una fontana (l’inglese è stato, per questa immagine, sicuramente ispirato dal Nettuno del Giambologna).
Le quattro voci si alternano seguendo il ritmo delle stagioni: un autunno austero, un inverno preoccupato, una primavera insicura che verrà travolta dall’esuberanza dell’estate. I colori, utilizzati con una forte connotazione psicologica, si inanellano in un crescendo esplosivo, fino ad un finale ricolmo di rosso: del cappello borghese, del giubbetto scanzonato, dell’ironico paio di mutande, del giocoso tetto del gazebo, fino al più malinconico papavero regalato alla piccola dal nuovo amico e riposto su di una tazza per il tè, decorata con il giocoso rincorrersi dei due cani… Forse il desiderio di Charles di ritrovare l’amica nuovamente al parco, non è solo una debole speranza!
Per questo, e molto altro, per noi (oh almeno per il sottoscritto!) “Voci nel parco” di Anthony Browne è il più bel albo illustrato del mondo…

David Tolin
Pel di carota

PS
In occasione dell’uscita italiana di questo capolavoro, la casa editrice monselicense, invita tutte le librerie a organizzare un evento legato a questa storia, una festa “nazionale”, da farsi nelle librerie stesse o ai giardini delle rispettive città, il venerdì 21 o il sabato 22 (alcune librerie hanno già optato per la domenica 23 aprile: Giornata Mondiale del libro e del diritto d’autore) per diffondere il verbo di Anthony, per dare voce alle sue quattro voci e ai suoi mille colori.

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