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Crescere con i libri

30 novembre 2017

Fabio Stassi è uno degli autori che avremmo voluto con noi a Monopoli, l’invito era stato quello di venire a parlare a noi librai del suo rapporto con la letteratura per ragazzi, dei grandi classici, dei nuovi classici, degli autori emergenti. Ad invitarlo ci aveva convinto la voce di Zoe, la bambina protagonista de L’alfabeto di Zoe, Ed. Bompiani, libro che abbiamo molto amato, qua ad Arezzo e non solo.
Con grande rammarico, non solo nostro, la sua presenza non è stata possibile, ma è grazie a quello scambio che abbiamo iniziato a dialogare intorno al progetto Crescere con i libri, di Ella Berthoud e Susan Elderkin, di cui Fabio Stassi è il curatore dell’edizione italiana.
Crescere con i libri. Rimedi letterari per mantenere i bambini sani, saggi e felici, edizioni Sellerio è organizzato come un dizionario medico, a ogni “malanno” viene accostata una cura, un consiglio di lettura dotato di proprietà terapeutiche, sotto forma di una storia, di un racconto breve, di una saga, il tutto suddiviso per età e complessità.
L’edizione italiana è arricchita da molte voci in cui si scoprono classici senza tempo e titoli più moderni e contemporanei.
Mi sono divertita scoprendo che da libraia, “biblioterapeuta in incognito”, ho prescritto ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado con cui lavoreremo quest’anno una cura per debellare il razzismo grazie ad Orzowei di Alberto Manzi, per affrontare la paura di morire, grazie a La fonte magica di Natalie Babbit e che nel contempo ho alimentato la loro ossessione per le  spie attraverso Professione spia di Louise Fitzhugh e il loro desiderio di vivere con i nonni, attraverso La bambina selvaggia di Rumer Godden.
La voce del prontuario che riguarda Olivia di Ian Falconer è stata scritta da David Tolin della libreria Pel di Carota di Padova. La lettura di Olivia è prescritta come rimedio per l’iperattività. “La specialità di Olivia è sfinire tutti, lei compresa. Olivia gioca con il fratello, ma quando si stanca lo sa allontanare con le buone o con le cattive, ama e pratica la musica, la pittura, l’architettura(anche se effimera, quella “costruita” con la sabbia), il circo, la danza. (….) Le sue giornate finiscono sempre a letto, spesso con una mamma esaurita e costretta a leggerle almeno tre storie. Ma si sa, la stanchezza si sopporta volentieri quando ci si vuole bene”.
La lettura de La Storia del Toro Ferdinando, di Munro Leaf, illustrato da Robert Lawson, che le nostre librerie Alir omaggeranno proprio questo fine settimana, è prescritta come cura contro la violenza. “L’iconica Storia del Toro Ferdinando sarà utile, invece, per insegnare ai bambini di tutte le età i valori del pacifismo. (…..) Presto sono gli umani a pestare i piedi, infuriati. Di fronte alla loro sete di sangue, l’impassibile tranquillità di Ferdinando trasmette ai ragazzi un messaggio forte e chiaro: nessuno può costringere qualcun altro a comportarsi in maniera violenta, se non vuole. Incoraggiate i bambini a ricordarsi di Ferdinando e a schierarsi, convinti, dalla parte della pace”.
Ho portato con me Crescere con i libri negli incontri formativi che ho condotto negli ultimi giorni, incontri rivolti ad educatrici del nido e maestre della scuola dell’infanzia. Ho letto ad alta voce le parole dedicate a Piccolo blu e piccolo giallo, alla voce Razzismo, voluta nell’edizione italiana del prontuario proprio da Stassi. “Non è un malanno qualunque, è il male più grande che affligge gli uomini e la società, oltre ad essere il più ridicolo. (…) In poche, ispirate pagine, Lionni ci mostrerà che basta un abbraccio per cambiare colore e capire quanto sia, e possa felicemente essere, impastato il mondo”.
Ho letto la prefazione assieme alle mie insegnanti. E’ vero che i libri sono poco presenti in televisione, nelle pubblicità, nelle fiction e nelle serie tv. Una riflessione che ha richiamato alla mia memoria l’articolo di Paolo di Paolo, a cui ho affidato la chiusura del mio intervento a Monopoli. L’articolo, dal titolo provocatorio Libri in tv, piantiamola con i vecchi schemi e troviamo un’idea, è uscito qualche mese fa sulle pagine de L’espresso ed è, a mio parere, una riflessione intelligente sulle strategie di promozione della lettura.
E mi ritrovo anche nelle parole di Fabio Stassi che, sempre nella prefazione del libro, scrive “sono convinto che qualunque pretesto sia utile per parlare di lettura. E che la formula di Ella Berthoud e Susan Elderkin sia un’occasione giocosa e piena di divertimento e di trasporto per riportare il discorso sulla centralità dei libri nella nostra esistenza e per passare in rassegna l’incredibile ricchezza di questa biblioteca potenziale che abbiamo a disposizione sin dai primi anni di vita”.
Le insegnanti si sono molto divertite. Abbiamo convenuto che non esistono libri ricetta, ma che se ci prendiamo un po’ meno sul serio, possiamo utilizzare la cornice che ci è offerta dal libro per giocare con la letteratura e provare ad uscire un po’ dai vecchi schemi.

Elena Giacomin
La casa sull’albero Arezzo

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