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Gli Irrinunciabili. Nuovi classici, narratori e artisti per ragazzi

6 gennaio 2018


“I maestri sono quelli che usano parole, immagini e suoni messi insieme per affascinare e per commuovere, ma che allo stesso tempo intrecciano all’emozione la conoscenza e concedono a noi che li decifriamo di vedere ciò che prima non vediamo. Leggere uno qualunque dei maestri vuol dire imparare l’alfabeto che non si può trovare da nessun altra parte se non nei maestri: un alfabeto che ci insegna a dare nomi ai mondi esteriori ed interiori che prima per noi erano privi di nomi, e quindi restavano ottusi e inutili”.
Giuseppe Montesano, Come diventare vivi. Un vademecum per lettori selvaggi, Bompiani

E’ proprio ad un alfabeto generato dallo studio dei grandi autori per bambini e ragazzi che abbiamo pensato quando quest’estate abbiamo ideato il progetto Gli irrinunciabili. Nuovi classici, narratori e artisti per ragazzi, un ciclo di cinque incontri per parlare a genitori, insegnanti e curiosi di cinque maestri che per noi sono irrinunciabili. A raccontarli le voci di cinque donne che i libri per bambini e ragazzi li studiano, li scrivono, li vendono, li leggono.
Ad iniziare Grazia Gotti che, lunedì 22 gennaio, ci accompagna nel mondo di Francesco Tullio Altan, da lei presentato attraverso queste parole “Francesco Tullio Altan ha esercitato una critica sociale attraverso le storie a fumetti e le vignette. Cartoonist abituato ai gusti aspri dell’aceto per parlare degli adulti agli adulti, si è sempre rivolto con dolcezza, tenerezza e senso del gioco ai più piccoli. Mai zuccheroso, sempre sorprendente, fantasioso, surreale, dai primi libri di Kika, passando per Kamillo Kromo, per arrivare a Pimpa, amatissima dai bambini, sia su carta che in disegno animato”.
Lunedì 19 febbraio la sottoscritta racconterà Astrid Lindgren, che “possedeva le qualità più importanti per essere una scrittrice per ragazzi: un cuore simile a quello dei bambini, l’anima del poeta, un senso meraviglioso dell’umorismo, una fantasia illimitata. Scrittrice rivoluzionaria, animata da un grande impegno civile, ha impresso un segno indelebile nella storia della letteratura ed ha affascinato generazioni di bambini e bambine con i suoi personaggi. Emil, Rasmus, Kalle Blomqvist, Ronja, la piccola Lotta e la più celebre di tutte, Pippi Calzelunghe, eroina della letteratura, icona femminile, un classico a cui continuiamo a tornare”.
Lunedì 19 marzo sarà la volta di Silvana Sola che racconta il suo Leo Lionni. Scrive Silvana “Leo Lionni ha attraversato il mondo della grafica, della comunicazione visiva, della pittura, della scultura, dell’illustrazione, della fotografia, facendo dell’arte un mestiere. Si è avvicinato al mondo dell’editoria per ragazzi quasi per caso e il suo libro, Piccolo Blu e Piccolo Giallo, un raro esempio in cui l’astrattismo diventa narrazione, è pietra miliare nella storia dell’illustrazione mondiale. Seguono albi illustrati popolati di topi, rane, pesci, libri che esaltano la differenza e raccontano l’amicizia, la solidarietà, il rispetto, la condivisione”.
Lunedì 16 aprile sarà la voce di Nadia Terranova a raccontarci Gianni Rodari “nato nel 1920 a Omegna, in Piemonte. È stato un bambino timido e schivo, uno studente curioso e vorace, un giornalista e un militante, un pedagogista irregolare; ha lavorato come maestro, come direttore di testate, come cronista, come responsabile di pagine culturali. Dalle Filastrocche in cielo e in terra alle Favole al telefono, dalla Torta in cielo alla Freccia azzurra, ha pubblicato racconti, romanzi e poesie fra i più importanti del novecento e nel 1970 ha vinto il premio Andersen per la sua opera. Ha scritto per i bambini e ha scritto insieme ai bambini, lasciandoci con La grammatica della fantasia e Gli esercizi di fantasia indispensabili strumenti per il lavoro creativo e l’arte di inventare storie.
Concluderemo il ciclo di appuntamenti di quest’anno, lunedì 7 maggio, con Bruno Munari raccontato da Ilaria Gradassi, che ha anche realizzato la veste grafica del progetto. “Artista, designer, grafico, inventore, scrittore, pedagogista e poeta delle piccole cose. Difficile ingabbiare Bruno Munari in una definizione. Non lo avrebbe voluto neanche lui, che nella sua ironica autobiografia scrisse infatti che ognuno conosce un Munari diverso. Il suo lavoro e la sua intera vita, però, hanno avuto delle costanti: la curiosità, la ricerca e la sperimentazione, gli ingredienti che l’eclettico Bruno ha utilizzato soprattutto per i bambini e con i bambini. A loro, ai più piccoli, ha lasciato libri, giochi e soprattutto la sua idea di quotidianità come laboratorio permanente e luogo della scoperta e della crescita”.
Gli irrinunciabili è un progetto in cui crediamo profondamente; ci impegneremo perché abbia una lunga vita ed affinchè incontri altri grandi autori ed altrettante voci disposte a raccontarli.

Elena Giacomin
La casa sull’albero Arezzo

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