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La bugia

27 settembre 2018

In Breve storia della bugia, Maria Bettetini racconta la menzogna, “una figura che accompagna ogni aspetto del vivere sociale”, una panoramica, da Ulisse a Pinocchio, di “chi ne ha scritto, ne ha scritte, o ne ha dette nel corso della storia a noi nota”. Le bugie di governanti, giocatori, artisti e bambini, viste dalla parte dei filosofi, scrittori e poeti.
Ulisse mentì per salvarsi la vita, ma anche per il piacere di farlo. Platone consigliava ai governanti di mentire nell’interesse del popolo. Nel Medio Evo si pensava che la bugia fosse un attacco alla parola di Dio. Poi, improvvisamente, la bugia diventò un’arte, attraverso il pensiero di Machiavelli, i manuali dei gentiluomini e l’esplosione dell’Arte di Stupire. Da quel momento, la linea di confine che divide le menzogne di Pinocchio e le grandi illusioni si è assottigliata sempre più, e forse la realtà virtuale non è che l’ultima grande bugia.
Se ci soffermiamo sulla letteratura per l’infanzia, oltre al già citato Pinocchio, è impossibile non pensare a Giannino Stoppani, il monello di Vamba, a cui l’arte della menzogna è del tutto sconosciuta, ma che è capace di mettere in luce le bugie e le contraddizioni del mondo degli adulti.
Il pensiero va anche a Gelsomino di Gianni Rodari, che finisce in un paese dove le cose vanno alla rovescio e il re Giacomone per impedire che si parlasse delle sue precedenti imprese furfantesche ha imposto ai suoi sudditi di non dire più la verità, pena la fine in prigione o in manicomio.
Leo Lionni ha raccontato della bugia in Teodoro e il fungo parlante, in cui un topolino convince gli amici che il fungo che ha trovato è davvero speciale e unico, infatti dice sempre la verità, cosa che lo aiuterà a diventare re degli animali.
Mentre Isabelle Arsenault ne La mia amica Colette ha messo in pagina una piccola e simpatica racconta frottole a fin di bene, da inserire assolutamente nella lunga lista dei bugiardi della letteratura.
La ricerca potrebbe allargarsi anche ai romanzi per adolescenti, pensiamo a L’arte di sparare balle di Jordan Sonnenblick, a o anche L’anno in cui imparai a raccontare storie di Lauren Wolk e a L’albero delle bugie di Frances Hardinge, finalista al nostro premio Orbil nel 2017.
Di volta in volta in questi libri la bugia viene raccontata come una cosa brutta, di cui avere vergogna, altre volte come un gioco innocente, perfino creativo, o anche un’azione riprovevole, che fa del male, che pesa sulla coscienza di grandi e piccini.
È da oggi in libreria un albo illustrato che riporta l’attenzione sulla menzogna, un libro che vede la luce in Italia grazie alla collaborazione della nostra Associazione con Lapis edizioni. La bugia di Catherine Grive, illustrato da Frédérique Bertrand, lo abbiamo conosciuto in francese, un pomeriggio a Bologna, riuniti in Accademia Drosselmeier per il nostro lavoro associativo. Ci aveva colpito per le sue potenzialità narrative e per il raffinato impianto iconografico.
Quanto può essere penetrante una bugia nella vita di un bambino? E’ un piccolo pallino rosso che ti aspetta la sera quando vai a letto, anche se tu non vuoi, puoi provare a scacciarla, ma lei ritorna, può moltiplicarsi e crescere così tanto da invadere ogni centimetro di spazio e di pensiero.
Un’incursione totale di pois rossi, che ci hanno ricordato le opere di Yayoi Kusama, ma anche le macchie della nostra tanto amata Pimpa.
Qualche giorno fa Silvia Vegetti Finzi, sulle pagine di un quotidiano nazionale, interveniva su verità e bugia, sostenendo che nonostante sia un’esperienza dolorosa, l’incontro con la bugia ha per i bambini un aspetto positivo perché li “aiuta a superare la pretesa di un sapere onnipotente, rivelandogli che ognuno conserva in sé una zona di segreto e di mistero”.
A consolare i più piccoli la capacità creativa di fantasticare, di costruire immagini e narrazioni personali.
E siamo d’accordo anche quando afferma che verità e giustizia stanno insieme e che se per gli adulti la verità è una questione etica, per i bambini, come raccontano bene le illustrazioni di questo albo, è una questione interiore.
Quando abbiamo proposto questo libro a Lapis lo abbiamo immaginato sugli scaffali delle scuole italiane o tra le mani di genitori sensibili ed attenti pronti a condividerne la lettura con i loro bambini, godendo della forza evocativa di questa storia e della bellezza delle immagini che l’accompagnano.
Siamo molto felici di questa collaborazione e nei prossimi mesi ci dedicheremo a diffondere il libro, accompagnandolo con tutte le riflessioni e le azioni che i librai sapranno generare.

Elena Giacomin
libreria La casa sull’albero di Arezzo

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