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Locomoctavia

23 ottobre 2018

Da qualche anno anche in Italia la produzione di audiolibri è aumentata. E nelle librerie sempre più sono gli adulti che vengono affascinati da questi libri, e questo modo di leggere (spesso sfruttato per i lunghi viaggi familiari). Abbiamo voluto dare voce ad una nuova realtà italo-tedesca, che nata dal desiderio di parlare ai piccoli con quei romanzi e quelle storie che danno voce agli stessi, alle loro “visioni del mondo”.

1 – Com’è nato il progetto di Locomoctavia?

Locomoctavia Audiolibri nasce dalla voglia di raccontare delle storie, con una forma di comunicazione diversa da quella teatrale, che è quella da cui proveniamo, ma che vuole comunque, anche nella forma registrata, mantenere un dialogo aperto con l’ascoltatore. Raccontare a giovani ascoltatori implica una sincerità di base; l’esigenza di mettersi in contatto e il piacere di immergersi in una storia creandola insieme.
Nel 2013, quando abbiamo iniziato, vivevamo a Berlino dove i bambini hanno normalmente una piccola libreria di audiolibri che si gestiscono autonomamente. E’ una vera alternativa a computer e televisione; da soli o con gli amici, i bambini si mettono sotto le coperte, si ascoltano le storie che scelgono e si rilassano. Essendo una famiglia italo tedesca, desideravamo aggiungere agli audiolibri in lingua tedesca dove la scelta è molto vasta, anche audiolibri in italiano. Ma non ne trovavamo molti che ci piacessero fino in fondo; i racconti che trovavamo erano spesso letti anche bene, ma era come se ci mancasse un certo affetto di base o un legame vero con la storia, e qualsiasi tipo di suggestione musicale.
Abbiamo iniziato ad allargare la nostra ricerca e questo ci ha portato da un lato a un mangiadischi portatile con una bella raccolta di vecchi dischi 45 giri italiani di tutti i tipi, e dall’altro di cominciare con il nostro primo audiolibro di fiabe di Hans Christian Andersen.
Locomoctavia Audiolibri parte dall’idea di Tanja e Daniele Fior (io), e si è poi allargato sempre di più di progetto in progetto a musicisti e artisti di molto talento; le copertine di tutti gli audiolibri sono curate dall’illustratore Manuele Fior, elegantemente confezionate da Delica Fior (uno zoccolo duro, come vedete, di stampo familiare) e le musiche curate in ogni progetto da artisti diversi: Francesco Catalucci maestro di chitarra a sette corde pieno di spirito, che ha accompagnato Le avventure di Pinocchio e Andersen Fiabe; i Guappecartò, orchestra jazz arabeggiante dalla straordinaria delicatezza e capacità compositiva, che hanno disegnato gli scenari di Alice nel paese delle meraviglie; Dody Bagilliere, batterista che ha portato una ventata di Africa tribale ne La conferenza degli animali, audiolibro che ha coinvolto diversi attori calati nei panni degli animali, mentre la voce di ogni audiolibro è solitamente la mia.

2 – In base a cosa avete scelto le prime produzioni e letture? Quali sono gli ingredienti, oltre alla voce, dei vostri progetti?

La prima produzione è stata Andersen Fiabe: audiolibro che raccoglie otto fiabe dell’autore danese. È stato un po’ un primo passo verso il mondo del racconto e ci ha fatto prendere le misure di come potevamo affrontare le nostre produzioni e quali potevano essere le potenzialità, mescolando la voce con delle musiche (di repertorio in quel caso). Questo progetto ha avuto in seguito una nuova edizione nel 2017 dove sono state nuovamente registrate le storie e composte le musiche ad hoc (in vero Verissimo è presente un Bolero di Ravel a chitarra che accompagna il mondo del chiacchiericcio di un pollaio, spassosissimo). Da lì sono seguiti Pinocchio, che è un po’ un racconto a mo’ di cantastorie, poi Alice nel paese delle meraviglie, ambientato in paesaggi sonori ampi e orchestrali, e successivamente La conferenza degli animali.
Quest’ultimo è il primo strutturato come radiodramma, con una voce narrante e i personaggi affidati a diversi attori, mentre tutti gli altri audiolibri sono raccontati da una voce sola, che entra in situazioni e personaggi.
Ogni audiolibro ha rappresentato una storia a se e una lavorazione sempre diversa; lo spirito è stato, ed è sempre, quello di cambiare gli ingredienti e le collaborazioni per non ripetersi in una modalità narrativa unica, lasciandosi aperto il punto di arrivo di ogni viaggio/storia. Gli audiolibri hanno quindi caratteri molto eterogenei e per noi stessi sono progetti che andiamo a scoprire che forma prenderanno nel corso della loro creazione. Il che è sempre molto entusiasmane e divertente.
La musica ha un ruolo importantissimo nella creazione dell’audiolibro, perché traccia un percorso e delle suggestioni sempre diverse e per questo è sempre presente; non abbiamo ancora registrato un audiolibro con sola voce.
Ogni nuovo lavoro ha in qualche modo qualche relazione col precedente; e il filo conduttore, anche nella scelta dei testi, è una certa visione del mondo nei panni dei bambini.
Lo è soprattutto per Pinocchio, ma anche per Alice e La conferenza; sono tutti grandi classici dalla parte dei bambini. In Pinocchio in primis, al di la dei cliché che gli vengono spesso affibbiati, abbiamo letto un romanzo estremamente a misura dei più piccoli e schierato proprio dalla loro parte; nella nota all’edizione diciamo:

Pinocchio non è cattivo; ha semplicemente una curiosità sfrenata, sfegatata, irriverente, nel suo essere vivo e scalpitante. È capriccioso sì, ed anche bugiardo (in realtà in un paio di occasioni solamente); ma per la paura di esser sbagliato nel mondo in cui è nato.Ma è anche e soprattutto buono, sincero, altruista, premuroso, intrepido e giudizioso. Già.
Ci si chiede al termine della storia se sia Pinocchio a diventar bambino, o se non sia invece il mondo di chi gli sta attorno a riconoscerlo finalmente come tale; ad accorgersi infondo che Pinocchio non è mai stato burattino.

 

Di seguito le altre storie, al di la della forma espressiva del racconto che hanno preso, hanno mantenuto questa linea anche nella scelta dei testi appunto: è il mondo degli adulti ad esser storto, non quello dei bambini.
In Alice, nel suo sogno, nel mondo della fantasia dei bambini, le regole del mondo adulto, del come si dovrebbe essere e del come ci si dovrebbe comportare, del cosa è giusto e cosa è sbagliato viene frullato in un meraviglioso miscuglio che svuota tutte queste definizioni di ogni serietà.

3 – Il vostro ultimo lavoro, “La conferenza degli animali”, scritto da uno autore tedesco importante ma non così conosciuto, Erich Kästner, è un testo molto legato ad IBBY, un organismo no profit che da quasi 70 anni si occupa di promozione della lettura e al quale come associazione siamo iscritti. Com’è nato questo scelta?

La Conferenza è arrivata come naturale approdo di questo filone e ne è anche il manifesto in qualche modo (il mondo degli adulti deve imparare da quello dei bambini e non viceversa: qui si tratta del futuro dei bambini); inoltre Tanja ed io viviamo con i nostri figli a cavallo tra due culture, quella italiana e quella tedesca e questo testo è un classico quasi quanto può esserlo Pinocchio per noi. Abbiamo inoltre ritenuto che il messaggio di fondo di Kästner e di Jella Lepman fosse molto importante per quello che sta accadendo ai giorni nostri; dal momento che anche in questo racconto, seppur scritto nel secondo dopoguerra, rimane attuale: le guerre oggi sono più lontane ma i loro effetti arrivano concretamente da noi e nella vita dei nostri figli, che magari hanno compagni di classi che sono scappati dalla propria terra.

4 – Quali sono i prossimi testi che affronterete? E continuerete a lavorare sempre nell’ambito della letteratura rivolta ai ragazzi oppure svilupperete anche altre sezioni?

Al momento abbiamo in cantiere Gian Burrasca di Vamba, in uscita per natale: un bel monologone di otto ore accompagnato dal commento sonoro a solo contrabbasso di Tommaso Calomito. Giannino è molto divertente e spassoso nei suoi disastri, ma ad un certo punto della storia, diventa quasi indifendibile, non se ne può più insomma … questa volta hanno ragione gli adulti nel loro modo di agire (relativizzato all’epoca), Giannino le combina troppo grosse? … Eh no, nel momento in cui verrà mandato in collegio tutto prende un senso e si scopre chi veramente è Gian Burrasca: un vero eroe che lotta contro i soprusi, un paladino della giustizia; tutto il suo carattere trova un senso, il cerchio si quadra e diventerà la guida della famosa ribellione del “Viva la pappa col pomodoro!”.
Insomma, anche in questo caso, siamo convinti che sia un testo scritto nell’ottica dei bambini: quello che non capiremo oggi e ci sembra un disastro totale, lo capiremo (e prenderà un senso), forse, domani.

Il filone di audiolibri per adulti è sempre una grande tentazione, vedremo il prossimo anno..!

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