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I cugini di Heidi. E il primo Hans Christian Andersen Award

4 marzo 2019

I cugini di Heidi si chiamano Ursli e Florina, e sono fratello e sorella, vivono in una valle dell’Engandina, tra monti, abeti e l’aria tersa trapunta di stelle, bagnata di neve, soffiata dal vento.
Li ha disegnati Alois Carigiet, e di loro ha scritto Selina Chönz.
Alois nasce nella località svizzera di Trun, nel Cantone Grigioni, nell’estate del 1902 e qui si spegne ottantatre anni dopo. Fu artista dei colori: pittore, decoratore, incisore grafico e illustratore.
Selina scrive la prima storia di Uorsin in romancio, una lingua che sa di antico e magico, nel 1945 usando la rima baciata. La campana per Ursli è stato pubblicato nel 2008 da Il gioco di leggere, editore a cui va dato merito di aver tentato questa, e altre volte, il recupero di piccole chicche nella collana “I classici moderni per bambini”, in cui proponeva autori e titoli importanti degli anni 1950-1980 mai editi in Italia. Il libro in italiano è ormai fuori catalogo da tanto e si trova con difficoltà anche nelle biblioteche.

Per partecipare alla festa tradizionale di Chalandamarz, che si celebra il primo marzo e segna il passaggio dall’inverno alla primavera con il rito che ancora oggi (come testimonia la foto) vede i ragazzi battere i campanacci, Ursli ha soltanto una piccola campanella, oggetto di sicuro scherno. Così parte dal villaggio alla ricerca di una campana enorme, bella e unica, vivendo tappe avventurose in un classico percorso di crescita.

Nel 1950 il libro fu inserito nella lista dei New York Times’ Ten Best Children’s Books; segnalazione che si replica nel 1953 per Flurina (Florina und das Wildvöglien), secondo titolo nato dalla collaborazione tra Alois e Selina, ossia Fluorina e l’uccellino nella versione italiana-ticinese del 1987 (Edizioni Silva, Zurigo, a cura di Maria Grazia Baumgartner) ma per quanto si sa non disponibile in Italia.

Il loro terzo titolo è Der grosse Schnee del 1957: La grande nevicata (1985, Edizioni Silva, a cura di Fabio Chierichetti), tradotto persino in giapponese; non fu l’unico ad arrivare così lontano: nove sono le lingue in cui fu stampata la “trilogia” di Ursli e Florina.

Alois Carigiet vince nel 1966 l’Hans Christian Andersen Award come illustratore, inaugurando, cosa da sottolineare, la categoria fino a quel momento assente nel riconoscimento assegnato da Ibby (quell’anno per gli scrittori fu premiata Tove Jansson, la mamma dei Mumin).

Nello stesso anno il suo Zottel, Zick und Zwerg ottiene il Schweizer Jugendbuchpreis.

La natura, le Alpi, gli animali, la vita che cambia come le stagioni, con piccole difficoltà e nuove esperienze da affrontare da parte dei giovani protagonisti, sono i soggetti costanti e che si ritrovano anche in Birnbaum, Birke, Berberitze del 1967 e in Maurus und Madleina di due anni dopo.

Carigiet non lascia mai la Svizzera, tranne per una parentesi a Parigi, studia a Zurigo dove lavora per anni, fino al 1939, come grafico (è anche scenografo al Cabaret Cornichon, che contribuisce a fondare) e dove trascorre anche il decennio 1950-1960, poi è sempre nella natia Trun.
Il tratto è secco, sottile, sa di roccia e di montagna, niente fronzoli; i colori freddi, verdi bianchi marroni celesti di ghiaccio, macchie di rosso, punti di gialli; china, acquerello, incisioni tra le tecniche preferite. E poi manifesti pubblicitari, dipinti, copertine per libri, incluso un Zanna Bianca di cui fa anche le tavole interne, opere murali… la sua produzione è davvero ampia e ricca, esposta e presente nelle collezioni pubbliche e private e che ne fanno uno degli artisti più significativi per il Paese.

I libri per bambini che Carigiet realizza sono invece solo sei, pochi in fondo, ma evidentemente le giurie, come abbiamo visto, gli hanno riconosciuto un valore che potrebbe essere riscoperto dai lettori italiani.
E sono così significativi per l’immaginario dei piccoli svizzeri che un tempo sono state fatte le audiocassette e se ne traggono oggetti, immagini, pupazzi (come testimoniano quelli per esempio realizzati in feltro dall’illustratrice Annina Holzer).

Ursli è così importante che ne hanno tratto anche spettacoli con marionette e due film non a cartoni, il primo nel 1964 e il secondo nel 2015, sempre con grande successo di pubblico.

Quest’anno il Paese ospite alla Children’s Book Fair è appunto la Svizzera e la mostra degli illustratori espone l’opera di 28 autori dei quattro Cantoni; sarà anche l’occasione per conoscere qualcosa in più della sua produzione editoriale per bambini, che in Italia è ben poco o nulla diffusa. Francesca Martella titolare di Il Sognalibro di Gordola (Locarno) sarà relatore alla Conferenza internazionale dei librai per ragazzi organizzata con la collaborazione di Alir, e parlerà delle loro realtà specializzate.
Ursli e Florina (e anche Heidi…) saranno tra noi.

Bianca
Libreria Cuccumeo – Firenze

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