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Le amiche che vorresti e dove trovarle

30 aprile 2019

Non si può negare che la raccolta “Le amiche che vorrei e dove trovarle” sia l’ennesima pubblicazione sull’onda di un’editoria che ha riscoperto, da due anni a questa parte, lettrici appassionate; qui però si trova una risposta intelligente rispetto ai soliti “libri gemelli”. Beatrice Masini si riconferma una mente brillante e acuta, pronta a restituirci, con brevi ed efficaci pennellate, storie di donne letterarie indimenticabili. L’impaginazione e la scelta dei colori danno un grande vantaggio a questo libro che sembra prendere le distanze da certe pubblicazioni pacchiane sull’onda delle ormai famigerate bambine ribelli. E poi ci sono gli splendidi ritratti di Fabian Negrin. In verità tutto è partito da quei volti. Fabian Negrin si presenta all’editore con una necessità: quella di poter offrire ai giovani lettori la possibilità di rileggere (o di leggere per la prima volta) i romanzi che hanno fatto parte della sua personale educazione sentimentale, a partire proprio dall’incontro con bambine, ragazze e donne di straordinaria umanità. Ed è bello che sia stato un uomo a rilevare e a riportare all’attenzione di un editore la potenza di queste “Signore e Signorine” (in omaggio alla stupenda collana EL “Sirene” che, precorrendo i tempi e le mode, venne editata nel 2002)  che, grazie al talento di scrittori e scrittrici, hanno saputo guidare intere generazioni. Vite letterarie uniche che Fabian Negrin rinarra in primo luogo a se stesso a partire dalla luce e dal colore. Le parole di Beatrice Masini arrivano dopo – e siamo felici che siano proprio le sue – come nuovi tocchi di pennello. Ne “Le amiche che vorresti” potrete specchiarvi in 22 donne letterarie. Per ognuna trovate: il ritratto magnificamente interpretato dall’immaginazione e la mano di Fabian Negrin; un testo breve alla sinistra del ritratto dove Beatrice Masini vi tira letteralmente dentro al quadro ammaliandovi con parole che sono tratti altrettanto intensi ed efficaci; una sinossi che in verità è una recensione del libro, in cui ognuna delle 22 donne prende vita; e una citazione significativa, egregiamente tradotta (i traduttori sono citati a fondo pagina) che possa essere una perla da andare a cercare negli straordinari abissi dei romanzi in questione. Insomma “Le amiche che vorresti” è un invito dolce e sapiente a riscoprire pagine letterarie indimenticabili: Bradamante, Pippi, Mary Lennox, Orlando, Sharazad, Matilde, Anna Karenina, Emma Bovary, Marianna, Mina…Per ognuna di queste donne un viaggio nella miglior letteratura di tutti i tempi. Un libro finalmente pieno di grazia, che non vuole diventare una prescrizione medica né un invito a leggere queste donne per un motivo e per un altro. Zazie, Bibi, Calpurnia…sono tra quelle pagine in primo luogo per se stesse: vivono, respirano, sbagliano, attraversano, giocano, leggono, raccontano, cambiano… in virtù, o a causa, della Vita. Ritratti vividi, ad un tempo attuali e inattuali – come sempre dovrebbe essere per la buona letteratura – ritratti che non ti spronano alla ribellione, ma ad esistere, ad essere contemporaneamente qui e in un altrove, nel presente e nel passato alla riconquista continua di un senso che, come diceva Simon de Beauvoir, non va mai dato per scontato. A livello profondo, le due voci, quella di Beatrice Masini e quella di Fabian Negrin, ci pongono di fronte a questo libro non come uomini o come donne, ma in quanto esseri umani. Ci invitano ad esplorare la letteratura alla ricerca di una fioritura personale, che possa avere significato per noi stessi e per gli altri al di là del nostro sesso. La buona letteratura, seguendo questo pensiero, si presenta sempre come ambigua e antidogmatica, aperta e disponibile, pronta a prenderci per mano, o a pugni se serve, desiderosa di farci abitare il paradosso, un po’ come la citazione tratta dall’Orlando di Virginia Woolf e riportata emblematicamente in questo libro: “Per differenti che siano, i sessi si mescolano. In ogni essere umano ha luogo un’oscillazione da un senso all’altro, e non di rado sono solo gli abiti a conservare l’apparenza maschile o femminile, mentre al di sotto il sesso è completamente l’opposto di ciò che sta in superficie.” Allora leggere di 22 donne, non sarà un invito ad essere divergenti per forza, ma un invito alla letteratura, valido davvero per tutti. Viva!
Alessia
Radice-Labirinto

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