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MIZUHO FUJISAWA
Un’illustratrice giapponese alla sua prima pubblicazione italiana: Il mio quaderno steineriano, edito da L’Ippocampo.
Una palette delicata, un segno sinuoso e morbido, delle immagini infantili tenere e gioiose, Fujisawa ricorda una certa illustrazione anni’70, qualche Père Castor dell’epoca, il nostro Ugo Fontana, nella tonalità usate e nella resa cromatica.
Nel testo operativo legato alle teorie educative dell’austriaco Rudolfh Steiner, l’immagine dell’artista giapponese racconta l’infanzia, la natura, i giochi ma anche le varie attività di creazione di pupazzi, decorazioni, piccole sculture naturali…
L’illustratrice redidente a Strasburgo, lavora per la stampa scolastica e per piccole case editrici come Quiquandquoi, Le Sablier o per Nathan, per la quale è uscito il quaderno steineriano.
Questo il link di Mizuho Fujisawa.

LUCA TAGLIAFICO
tagliafico_animaliaUscito dall’ISIA di Urbino, amante dell’illustrazione anni ’60 (Miroslav Sasek, solo per citarne uno!), il giovanissimo illustratore genovese si è subito fatto notare da Einaudi Ragazzi. Per la casa editrice diretta da Orietta Fatucci, insieme ad altri compagni dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche, ha dato vita alle immagini dei racconti di due pubblicazioni collettive: Dalla terra alla tavola (2015) e Animalia (2016).
Per la piccola casa editrice bolognese Ante Quem,  che si occupa di storia e archeologia, sta illustrando (“Sotto il sole di Ercolano” è il terzo titolo) la collana “I cercaStoria”.
Ancora in forma di progetto il tunnel-book, una specie di pop-up (altra passione di Luca), ma andate nella sua pagina facebook per scoprire esattamente di cosa si tratta!
Dimenticavamo, da buon ligure, ama illustrare le vele!
Qui di lato l’immagine tratta da Animalia, da uno dei racconto di Jules Renard, di Storie Naturali.
La redazione
ALIR

 

MARINA GIRARDI

Schermata 2015-09-16 alle 15.06.01Capriole di Marina Girardi, edito da Topipittori, è un bel diario di viaggio e di crescita. La prima pagina, scritta in dialetto veneto con relativa traduzione, riporta un dialogo tra la piccola protagonista e sua nonna: immaginazione, ricordi e realtà si mescolano immediatamente con un tratto che fa capriole in un felice connubio di segno e parola.
Il tratto sembra quasi infantile, ma non lo è per nulla.
I colori utilizzati seguono un percorso che è sia di crescita interiore che di passaggio tra le varie esperienze che verranno raccontate.
Una graphic novel fresca e scanzonata dove un’alce conosciuta durante una vacanza sarà, poi, sempre disponibile per una rassicurante chiacchierata.
Erica Bortoloso

 

JEAN-CLUDE FLOC’H

Floc'h, La vita bella, Emme edizione

Floc’h, La vita bella, Emme edizione

Finalmente sono arrivate anche in Italia, grazie alla Emme edizioni, le storie illustrate per bambini di Jean-Claude Floc’h.
In verità era già stato tradotto Una trilogia inglese, un suo fumetto realizzato insieme con François Rivière, ma ancora nessuno dei suoi albi per bambini.
L’utilizzo spettacolare della ligne claire connota tutti i lavori di quest’artista; si tratta di una tecnica della scuola belga del fumetto, maestro assoluto ne è stato Hergé, il padre di Tintin.
Floc’h all’inizio della sua carriera ha lavorato molto sia per il cinema, realizzando manifesti di promozione di alcuni film, che per la pubblicità. La frequentazione di questi linguaggi gli ha sicuramente fornito quella sintesi formidabile tra segno e parola che ritroviamo in quest’albo.
La vita bella è un libro di desideri realizzati su carta, di possibilità concesse dalla fantasia, che tutto permette.
Protagonisti assoluti della pagina sono soltanto un papà, sua figlia e il piacere che può dare desiderare e fare insieme delle cose possibili e impossibili.
Chissà se questo libro di Floc’h, come gli altri due che speriamo siano tradotti presto, potrà superare la censura del doge.
A volte accade che la vita bella non sia una prerogativa da cui è possibile escludere quanti non corrispondono alle nostre convinzioni.
Agata Diakoviez

CLAUDIA PALMARUCCI
Schermata 2015-05-09 alle 19.25.23I musicanti di Brema, la fiaba dei fratelli Grimm, illustrata da Claudia Palmarucci, nella bellissima traduzione di Anita Raja per Orecchio Acerbo, è uno di quei libri in cui la plasticità delle immagini è talmente riuscita che sembra di sentire le voce dei quattro coraggiosi animali.
In tempo di crisi economica e di valori, le bestie sanno rimettersi in marcia, condividendo il cammino e l’idea di qualcosa da realizzare insieme.
Ben azzeccato il rifacimento del quarto stato animalesco e della tavola imbandita attorniata da lupi famelici.
Alla libreria Cuccumeo di Firenze è in corso in questi giorni la mostra Le Double, dedicata al lavoro di Claudia Palmarucci, che vi consiglio di visitare.
Agata Diakoviez

IO DISEGNO
Schermata 2015-04-07 alle 15.36.21
[…] Vedi storie dappertutto?
Non posso farne a meno.

È questo il botta e risposta tra un padre e sua figlia; la figlia in questione è Pia Valentinis, il suo sguardo l’aiuterà a diventare una tra le più brave illustratrici italiane.
Il dialogo, da cui sono tratte le due battute, è parte della graphic novel Ferriera, un lavoro letterario e artistico dedicato alla famiglia e alla dignità del lavoro, di grandissimo livello, ma ne parleremo presto e più approfonditamente.
Qui, invece, quel che si vuol mostrare è il lavoro di scavo, attento e paziente, di Stefania Camilli, editrice romana, che riesce sempre a centrare perfettamente il bersaglio con le sue proposte curate e pensate.
IO DISEGNO, Vanvere edizioni, presentato a Bologna all’ultima Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi, è l’ultimo nato.
Il formato e la copertina dell’albo lasciano molto spazio all’immaginazione, come ogni album da disegno.
La carrellata di artisti è l’incipit ad un testo che può continuare all’infinito.
C’è solo un foglio bianco per aggiungere la propria opera d’arte, ma è risaputo che ogni album da disegno che si rispetti diventa presto o tardi una cartellina imbottita, con prove, e copie di quel che avremmo voluto disegnare noi per primi e poi tanti bei scarabocchi che aspettano pazientemente di esser ripescati.
Quel che conta è provarci, iniziare e disegnare, così come raccontano Vanna Vinci, Simone Rea, Franco Matticchio e tutti gli altri, perché se si vedono storie dappertutto non resta che far la punta alle matite.
I colori diventeranno poesia, come quella con cui Chiara Carrer, ci confida e consegna il suo mondo segreto fatto di corse sulla punta della dita.
[…] Disegnavo e correvo
arrampicavo e disegnavo
disegnavo e nuotavo
i linguaggi del corpo e dell’immaginazione
sono stati e sono il mio modo di avvicinare e conoscere il mondo
passioni necessarie per vivere.

Agata Diakoviez

GUSTAVO DORME
LemantGustaveDort É un bell’omaggio a Gustave Dorè quello che l’Atelier du Poisson Soluble, in collaborazione con il Museo d’Orsay, propone con il suo albo Gustave dort.
L’autore e illustratore Albert Lemant, è nato a Parigi nel 1953 e come il grande incisore alsaziano, fin da piccolo si diverte con matite e colori. Nei suoi ultimi lavori, tutti editi dalla casa editrice alverniate, si è dedicato particolarmente a temi orrorifici e personaggi come alieni, cerberi e zombi. In quest’ultima sua fatica il protagonista è un bambino, Gustavo, appassionato di disegno, con poca voglia di andar a scuola e che a letto di notte sogna mille battaglie, viaggi e avventure.
I suoi incontri onirici sono tra i più rocamboleschi. I personaggi fuoriescono dalla letteratura e dalla fiaba (quella illustrata da Doré nella seconda metà del XIX secolo). Ci sono Don Chisciotte e il Barone di Münchhausen, ci sono il Gatto con gli stivali e all’orco di Pollicino con le rispettive figlie. Tra le comparse, anche il dodo e il Cappellaio Matto (presenze d’obbligo visto che Gustave giunge a Londra) e i più moderni Tre Briganti, o i mostri del grande Sendak.
Nelle pagine in bianco e nero, costruite al tratteggio, unico colore, il verde, quello di una gallinella che fedele segue per tutto il libro Gustave. Si racconta infatti che il piccolo Doré, munito di colore ma non di supporti da dipingere, un giorno ricoprì interamente di verde veronese un povero pennuto che passava di là.
David Tolin
Pel di Carota

FUORI PISTA
HorsPistesUn nuovo albo: Hors-pistes. Un’autrice con una lunga carriera nell’edizione (lavorò, tra l’altro, per Pierre Marchand): Maylis de Kerangal. Un giovane illustratore, alla seconda pubblicazione: Tom Haugomat. Un editore curioso e che sa “rischiare”: Thierry Magnier. Una collana alternativa: Les Décadrés.
Con questo illustrato, fatto solo di due colori, magenta e ciano, sovrapposti in varie combinazioni, su fondo bianco, l’illustratore è riuscito a dare vita ad un’avventura sulla neve che vede protagonisti un decenne ed uno zio misterioso. Sottolineo l’importanza dell’illustratore perché, per tornare al concetto di collana alternativa e spiegarne la sua “diversità”, è proprio a partire dalle immagini che la storia è nata. Sono i paesaggi montani, le funivie e i torrenti invernali che hanno guidato la penna della scrittrice: una storia forte, un’avventura dalle tinte drammatiche, un viaggio dentro un’infanzia da “scalare”.

David
Pel di Carota

L’ISOLA DI MOSTRILIA

Schermata 2014-10-18 alle 17.14.15È tornata L’isola di Mostrilia di Yvan Pommaux, autore e illustratore francese i cui libri sono pubblicati in Italia da Babalibri.
Le illustrazioni di Yvan Pommaux, colorate da Nicole Pommaux, così dettagliate e cinetiche rendono perfettamente le atmosfere avventurose di tutti i suoi capolavori.
Mentre Anna e Andrea sono sbarcati sull’isola di Mostrilia, arriva la pioggia che cade prima a goccioloni e poi si infittisce, il tratto grafico è quasi sonoro, e poi disegnare la pioggia in quel modo è un gesto che può riuscire solo ai grandi maestri.
Lo scorso mese Yvan Pommaux è stato ospite della libreria Il castello di carta di Vignola, in quell’occasione Giulia Vellani, dell’ufficio Stampa CSI Modena, gli ha fatto una breve intervista (tradotta da David Tolin) che potrete leggere di seguito, mentre cliccando qui potrete ascoltare Pommaux parlare del suo lavoro.

Agata Diakoviez

Tra gli autori stranieri della quarta edizione del Festival Passa la parola, c’è Yvan Pommaux, tra i più importanti e premiati autori francesi della letteratura per ragazzi e per fumetti.
Nato a Vichy il 13 settembre 1946, in Italia è pubblicato dall’editore Babalibri. Molte delle sue storie utilizzano i codici dei fumetti, ama scrivere e illustrare soprattutto storie avventurose dedicate ai miti e alla storia.
L’abbiamo incontrato per una breve chiacchierata:
Yvan, a quale progetto sta lavorando?
“Sono in attesa dell’uscita del mio ultimo libro “Nous, notre Histoire” (Noi, la nostra Storia: ndt.), la storia non dei grandi personaggi ma la storia dei popoli, di tutti i popoli del mondo, poiché viviamo in un’epoca nella quale i mezzi di comunicazione e gli spostamenti fanno del mondo un villaggio, ma ogni paese continua a studiare principalmente la propria Storia, senza veramente situarla nella Storia globale del mondo e interessandosi molto poco alla Storia degli altri.
Anche se siamo in piena mondializzazione, e assistiamo a vasti movimenti e “miscugli” (melting pop – amalgame) di diverse popolazioni, le tensioni identitarie non sono forse mai state così forti, e il razzismo perdura”.

Che cosa presenterai al Festival Passa la parola?
“Porterò con me alcuni esempi del mio lavoro di illustratore, disegni originali, schizzi preparatori, e un po’ di materiale per disegnare, ma la maggior parte dell’incontro sarà dettato dall’improvvisazione.
Nel mio percorso ho imparato che è necessaria una certa flessibilità, non si può arrivare con intenzioni troppo definite e preparate ma approfittare piuttosto delle situazioni, del momento e del luogo in cui ci si trova”.

Come promuovere la lettura nei giovani?
“…Io faccio libri, capita che spesso questi siano apprezzati dagli insegnanti, anche quelli di fiction che non hanno nessuna intenzione pedagogica vengono utilizzati all’interno delle scuole.
È stata una sorpresa per me scoprire che in Francia ci sono addirittura cinque scuole che portano il mio nome! Se oggi realizzo libri più “pedagogici” ed edificanti, pur con la stessa preoccupazione di catturare il lettore, con lo stesso modo di scrivere e di disegnare che utilizzo quando creo delle storie di fiction, è per meritare “a posteriori” l’onore di avere delle scuole a me dedicate.
Chi lavora alla promozione della lettura per i giovani credo abbia bisogno di più strumenti, e nella filiera che si opera per far leggere i ragazzi io – che sono un fabbricante di strumenti – provo a costruire dei buoni mezzi, con umiltà e coscienza. Attenzione, questo non significa che i miei libri siano conformisti e “benpensanti”. Se piacciono, meglio, altrimenti, pazienza”.
Intervista raccolta da Giulia Vellani (CSI Modena)

 

PRENDERE UNA LEPRE

Schermata 2014-08-23 alle 16.19.45Oggi è la giornata ideale per eseguire una delle succulente ricette raccolte in Prendere una lepre, ossia, nel manuale pratico per gli amanti degli animali veloci e di quelli lenti compilato da Biagio Bagini e pubblicato da Lavieri.
Ogni ricetta, finemente illustrata da Giuseppe Palumbo, eclettico artista italico, regalerà durante l’esecuzione soddisfazioni anche a quanti sono negati persino per bollire un uovo.
L’ideale, dicevamo, per questa giornata piovosa, di fine agosto, è la lepre in umido di cui Palumbo esegue alla perfezione il ritratto della ricetta, e qui possiamo dirlo, senza essere smentiti, l’immagine corrisponde a quel che vi ritroverete nei piatti.
Una raccolta divertente, che vi farà mescolare pensieri, e agitare la mascella dinanzi a pentole vuote e tonni sorpresi da rigatoni che finiscono, per una volta tanto, nel mare salato q.b..
Agata Diakoviez

Mare
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Si conclude con una bella lista di parole escluse e indignate il libro Mare , di Ricardo Henriques illustrato da André Letria, naturalmente come ogni lista che si rispetti anche questa è incompleta.
E allora il gioco, di questo attividario (libro di attività + abbecedario) libro edito in Italia da La nuova frontiera Junior, è fatto.
Ciascuno potrà allargare e arricchire di mille particolari, quanti ne contiene il mare, questo splendido lavoro che ha ricevuto quest’anno in occasione del BolognaRagazzi Award per la categoria non fiction una menzione speciale.
La scelta audace di utilizzare solo due colori dà alla pagina un respiro e insieme lo spazio necessario affinché il lettore possa realizzare con i colori dei suoi mari quell’attividario sollecitato.
Il nitore delle immagini esalta e completa il lavoro dei due autori che, pur nella diversità delle competenze, è stato svolto insieme come esplicitamente sottolineato nel colophon.
Un lavoro armonico ben fatto. Complimenti!
Di André Letria vi consiglio di cercare anche Se eu fosse um livro, Pato Lógico Edicões.
Agata Diakoviez

Gli occhiali da vista
Schermata 2014-06-28 a 17.42.39
Quella raccontata da Margarita Del Marzo è una tenera storia d’amore non corrisposto.
Il piccolo Carletto ha occhi solo per la grande Ines, e infatti non vede che lei.
Per scoprire il resto del mondo a Carletto servono occhiali veri.
Indossati degli occhiali da vista, tutti per lui, scoprirà quel piccolo particolare che non aveva mai notato.
Gli occhiali da vista, albo pubblicato in Italia dalla casa editrice La fragatina, è una storia deliziosa, le illustrazioni di Guridi segnano con garbo divertito la metamorfosi del piccolo Carletto che scoprirà il mondo e l’amore con un bel paio di occhiali.
Agata Diakoviez

Una storia è…

une histoire c est site14Pochi colori (verde, rosso e il nero del tratto di china), pochi segni, poche parole ma una vita intera raccontata in Une histoire c’est… di Fabrice Joly e Eloïse Bernier, edita dall’editore francese Atelier du Poisson Soluble, un editore nel cui catalogo si trovano spesso delle interessanti chicche!
Se amate Iela e Enzo Mari, la loro grafica, la loro semplicità ma allo stesso tempo la loro grande profondità, non potete farvi sfuggire questo albo, selezionato ed esposto tra le venti Opere Prime, nell’ultima Bologna Children’s Book Fair, nel Padiglione 33.
Un’attesa, un primo passo, un incontro, un volo, un viaggio, un riparo… e ci fermiamo qui per non svelare tutto quello che si può trovare in questo piccolo scrigno colmo di saggezza che mette in scena un palloncino e una teiera.
Andatelo a scoprire, ne vale la pena!

David Tolin
Pel di carota, libreria

 

Ianna Andréadis

Schermata 2014-05-10 alle 19.33.27La preistoria dell’arte coincide con quella degli uomini.
Era circa tremila anni fa quando degli uomini, addentrandosi in alcune cavità naturali, hanno lasciato i loro primi segni artistici,  tracce, linee, figure di  animali che avevano visto o ucciso.
Chissà magari qualcuno di loro era riuscito a mettersi in salvo da un attacco di cervi giganti o bisonti inferociti e raccontava così disegnando, ai compagni radunati in quelle grotte,  le fattezze delle belve dalle cui fauci era scampato.
Ianna Andréadis è un’artista che oltre ad aver studiato arte e pittura, ha studiato la presistoria frequantando un corso di arte e archeologia che l’ha portata a partecipare anche a campagne di scavo nel sud della Francia.
Il suo lavoro Un bestiario de la prehistoria, è stato pubblicato nel 2007 dalla casa editrice messicana Petra, e nel 2011 dalla spagnola Libros del Zorro Rojo.
Ianna Andréadis accompagna  il lettore alla scoperta delle pitture rupestri ritrovate nelle località francesi e spagnole a ridosso dei Pirenei, le sue immagini aiutano ad immaginare l’atmosfera in cui quei segni sono stati tracciati da quegli uomini, che a loro insaputa hanno inaugurato con tratti carichi di simbolismo, il bisogno che l’uomo ha da sempre di raccontarsi attraverso i segni.
Agata Diakoviez

 

Øyvind Torseter
Schermata 2014-02-03 alle 16.05.01Era il 2008 quando scoprimmo, grazie al BolognaRagazzi Award, il lavoro di Øyvind Torseter, illustratore e fumettista norvegese.
Il buco, libro ironico e divertente, pubblicato lo scorso autunno dalla casa editrice Orecchio Acerbo, ha finalmente permesso che il lavoro di Øyvind Torseter trovasse spazio negli scaffali italiani per poter essere conosciuto e amato anche da noi.
La storia del buco è quella della realtà che lo circonda, o forse, è anche la storia della realtà che circonda un buco che accompagna il protagonista.
Il tutto è raccontato attraverso le illustrazioni e l’utilizzo del colore, in cui è possibile riconoscere la maestria di chi sa l’esatta misura della luce.
Non ci sono molte parole, scivolate attraverso il buco, entrano ed escono se il lettore le vorrà.
Il libro Perché il cane ha il naso bagnato?, di cui vi mostriamo le immagini è appena uscito dai tipi di ElectaKids, e vede all’opera Øyvind Torseter su una storia scritta da Kenneth Steven, poeta e scrittore inglese.
La storia racconta di come il fedele quadrupede amico dell’uomo aiutò il pluricentenario Noé a salvare i passeggeri dell’arca dall’affondamento.
Come e cosa accade ve lo lasciamo scoprire leggendo e guardando il libro, dove le illustrazioni di Øyvind Torseter vi mostreranno un Noé contemporaneo, che sembra appena uscito da un concerto metal.
Compresa immediatamente l’urgenza dei fatti Noè passa ad avvertire tutte le bestie, incluse quelle stravaccate al Caffè, che l’arca è pronta, e che bisogna affrettarsi a preparare i bagagli se si vuol salvare la pelliccia.
Quello che possiamo dirvi con certezza è che vi divertirete con i libri di Øyvind Torseter, e che come sempre il Bologna Children’s Book Fair con i suoi premi ci mostra in anticipo gli illustratori che ci conquistano.
Queste le motivazioni che accompagnarono nel 2008 la premiazione di Avstikkere, Cappelen Damm AS – Oslo, Norvegia:
Il libro di Øyvind Torseter, Avstikkere, si presenta come un felice compendio delle proposte visive che meglio hanno caratterizzato la ricerca grafica e la dimensione illustrativa di questi anni. Attento agli esiti più raffinati della Comic Art, pronto ad accogliere le più vivaci sintesi della pittura del Terzo Millennio, colto e informato su tutto quanto si definisce via via nel mondo delle icone, l’autore ha saputo davvero fare un libro con tante allusioni, con echi, con infinite citazioni. Così Avstikkere può rivolgersi ad un pubblico giovanissimo, offrendo con lieta leggerezza il senso dell’evoluzione di una cultura, il frutto del coraggio innovativo e la dignità della sapienza.
Agata Diakoviez

Yellow Yellow

Schermata 2013-10-25 alle 15.21.14Di Mark Alan Stamaty, disegnatore e illustratore, sugli scaffali delle nostre librerie fino a qualche tempo fa era possibile trovare solo La bibliotecaria di Bassora, un fumetto in cui si racconta del coraggio con cui la direttrice della biblioteca di Bassora, aiutata dai suoi concittadini, mette in salvo dalla furia della guerra i libri di una tra le biblioteche più antiche del mondo.
Da qualche giorno, grazie alla casa editrice Orecchio Acerbo, abbiamo riavuto nelle nostre librerie Yellow Yellow, una storia di Frank Asch, con le illustrazioni di Mark Alan Stamaty un libro pubblicato in Italia nel 1971 dalla Emme Edizione, come riportato nel colophon.
A mio parere, Yellow Yellow è l’espressione perfetta dell’albo illustrato.
Così Steven Guarnaccia definisce quest’opera d’arte, in una splendida intervista a Mark Alan Stamaty, che potete leggere sulla rivista Hamelin 34 Sesso e altre bugie.
Italo Calvino scriveva che un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire, ecco tra le pagine di Yellow Yellow quella lezione di Calvino si dispiega totalmente;  grazie a Orecchio Acerbo per averlo ristampato e a Steven Guarnaccia che ci ha permesso di conoscere quest’artista così da vicino.
Agata Diakoviez

N.14 (ottobre 2013)

DBD-02– Oltre l’albero… / Mandana Sadat, Artebambini, 2004
– Il giardino di Babai: due racconti persiani / Mandana Sadat, Jaca book, 2004
– L’altro Paolo / Mandana Sadat; traduzione di Paolo Cesari, Orecchio Acerbo, 2006
– Sera d’inverno / Jorge Lujan, Mandana Sadat, Bohem Press Italia, 2006
– Il mio leone / Mandana Sadat, Terre di mezzo, 2011
– Il libro dei regali straordinari / Nathalie Choux, Elisa Géhin, Mandana Sadat, Rémi Saillard, Giralangolo, 2011

Stavo iniziando il post credendo di trovarmi di fronte ad una produzione italiana carente di titoli dell’artista belga d’origine iraniana, Mandana Sadat.
Invece (sopra la bibliografia), credo che i lettori italiani non possano lamentarsi, ed io con loro, perché abbiamo a disposizione una serie di splenditi titoli di quest’illustratrice.
Mandana lavora costruendo le sue immagini prima su carta (utilizzando tecniche diverse: matite, tecniche miste, tempere e frottage…) e poi al computer per l’assemblemento delle svariate silhouette.
Ora in libreria è arrivata la seconda collaborazione con il poeta argentino Jorge Lujàn, sempre edita dalla Bohem: Nelle mie mani.
Un omaggio alla forza immaginifica dei bambini, che da un semplice gesto creano immagini e cose semplici e magiche allo stesso tempo: una noce di cocco, un lago, un pesce o una luna.
David
Pel di carota

N.13 (settembre 2013)

Anna Forlati, I libri di Maliq

Anna Forlati, I libri di Maliq

Abbiamo scoperto Anna Forlati con un albo dedicato ai libri, il suo segno e i suoi colori densi raccontano la storia del piccolo Maliq, scritta da Anna Predicatori.
Il cromatismo di alcune tavole cattura lo sguardo e invita ad avvicinarsi alla storia scrutando tutti gli oggetti.
I due crisantemi bianchi, posti in un vaso sul davanzale della finestra, paiono scansarsi come due fanciulle sorprese dalla libertà che si trova nei libri, che volano via tutti aperti, spalancati.
C’è una biglia che sembra osservare il piccolo Maliq che nutre i suoi sogni con le figure tridimensionali dei libri.
Nella tavola finale i libri sono chiusi, Maliq è in treno.
Si riparte sempre come scrive Anna Predicatori
perché i libri
sono case
sono strade
sono montagne
sono città

Nello spazio espositivo della libreria Giannino Stoppani di Bologna potrete ammirare le tavole originali de I libri di Maliq, Rizzoli editore, fino al 20 ottobre.

N. 12 (luglio 2013)
heidi1_975608_291270Tempo di ferie, tempo di riposo, tempo di mare… e di montagna, sempre un po’ adombrata dal suo rivale.
Per questa ragione per Figure Parlanti abbiamo scelto quest’immagine! Ancora un Tomi Ungerer, in un suo vecchio libro della svizzera Diogenes, giunto in Italia solo due anni fa per Donzelli.
L’alsaziano ha illustrato Heidi, il classico di Johanna Spyri, nel 1997. Il romanzo, che ha più di un secolo sulle spalle, è un inno alla natura, una celebrazione della vita all’aria aperta, della montagna. Con l’immagine di Ungerer vogliamo solo augurare una buona vacanza, rilassante, riposante, rinvigorente (solo per continuare con le R!) e piena di letture!
PS
Chi fosse interessato a visitare la montagna della piccola Heidi, del “vecchio dell’alpe” e di Peter, visiti il sito del piccolo comune di Hirzel e dello Spyri Museum.

N. 11 (maggio 2013)
Babette-Cole-If-I-were-youSe Roald Dahl non fosse incappato in Quentin Blake durante la sua carriera credo che l’ironia, l’audacia, il graffio e l’irriverenza di Babette Cole avrebbero potuto soddisfare l’esigenze del grande autore di Matilda, Gli sporcelli e La magica medicina.
Come lei stessa riconosce, grande influenza sulla propria carriera, la ebbero il pittore e illustratore John Tenniel, lo scrittore e illustratore Edward Lear e Quentin Blake, oltre che i suoi genitori: “Mio padre era un pittore conun favoloso senso dell’umorismo e mia madre sapeva mentire benissimo: suppongo di aver ereditato da loro le mie doti di artista e scrittrice.” (Wendy Osgerby, autore della voce: Bad Habits!, in 1001 libri da leggere prima di diventare grandi)
Personalmente l’ho ritrovata con piacere nelle mie ricerche per la mostra Famiglie che la Cooperativa Stoppani ha ideato e progettato sulle famiglie con due papà e due mamme. In Mummy Never Told Me, edito dalla Random House nel 2003, la Cole raccoglie tutte le domande che i bambini si fanno e a cui spesso gli adulti evitano di dare una risposta.

…Mamma non mi ha mai detto dove vanno a cercare i figli i genitori che non possono averne. O come si può odiare qualcuno e amarlo allo stesso tempo… Perchè alcune donne si innamorano di altre donne… e alcuni uomini d’altri uomini?…

L’autrice e illustratrice inglese, che negli anni ’90 era presente nei cataloghi di Emme edizioni, Mondadori e EL, oggi si trova negli scaffali delle librerie italiane solo grazie al bel albo Il Castoro, Se io fossi te, scritto da Richard Hamilton, in cui un papà e la sua bambina si scambiano idealmente i ruoli mostrandoci, tra momenti gioiosi e scene comiche, le fantasie e le responsabilità di piccoli e grandi.
E terminiamo con la solita domanda, ormai una persecuzione! Ma perchè in Italia non ci sono progetti editoriali che permettano di mantenere in catalogo titoli ormai imprescindibili nella storia dell’editoria mondiale?
David
Pel di carota (Padova)

N. 10 (marzo 2013)
May AngeliUna splendida anziana signora si cela dietro il nome di May Angeli. Nata nel 1937, dopo gli studi all’Ecole nationale supérieure des arts appliqués e in Italia ad Urbino all’Accademia di arti grafiche (dove tra il 1980 e il 1981, viene iniziata all’incisione), si è dedicata alla pittura su legno e alla costruzione di marionette. Molte sono le tecniche che l’artista utilizza nelle sue illustrazioni: dall’acquerello, alle matite e ai colori a cera, ma è la forza e il calore delle sue incisioni su legno che da subito ha colpito la mia attenzione.
Dal 1961, dal suo primo libro uscito per La Farandole, May ha pubblicato per le maggiori case editrici d’oltralpe: Seuil, Le Sorbier, Syros, Didier, Père Castor – Flammarion, Bilboquet. Quest’anno tra i libri che hanno partecipato al BolognaRagazzi Award c’era il suo splendido Des Oiseaux (su testi del naturalista Conte de Buffon), edito per Thierry Magnier, con il quale ha collaborato fin da subito.
In Italia, grazie a Donzelli, possiamo ammirare la texture dei suoi colori nel bell’omaggio a Kipling, Storie proprio così.
Da alcuni anni, in casa Stoppani, si vorrebbe organizzare un ciclo di atelier per bambini su questa tecnica così poco conosciuta. Chiamare i più grandi artisti oltre a May Angeli, Olivier Besson (BolognaRagazzi Award, menzione Fiction 2007), Katy Couprie, e la nostra amata Arianna Vairo
David
Pel di Carota (Padova)

N. 9 (gennaio 2013)
RobinMargueriteCi avviciniamo al mese del fumetto, che vedrà nascere anche il premio Orbil Balloon (a breve le terne dei fumetti!). Anche in “Figure Parlanti” vogliamo dare spazio ad un illustratore francese, il cui segno potrebbe farlo rientrare facilmente nell’universo dei comics: Robin.
In Italia lo conosciamo da pochissimo, per lo splendido album edito da Giralangolo, Nel mondo ci sono… (rientrato nella terna 2013 della narrativa 6/10).
Grazie al testo di Benoît Marchon, ma soprattutto attraverso le immagini di Robin, il mondo viene illustrato ai bambini, in un catalogo in cui sono banditi gli inutili moralismi. Alla bellezza, alla speranza, all’allegria si alternano bruttezza, infelicità e paure anch’esse presenti nel quotidiano di ognuno.
Vero e proprio BD dell’illustratore, ancora inedito in Italia, Le Temps de Marguerite, uscito per Gallimard-Giboulées come l’albo italiano.
La verve di Robin si riflette nelle due protagoniste, entrambe di nome Marguerite, entrambe di 13 anni, abitanti nella stessa casa… Unica differenza: la prima è nostra contemporanea mentre la seconda vive nel 1910. In qualche modo la prima Marguerite finirà nella Parigi d’inizio secolo e viceversa. Le due storie si svilupperanno parallelamente, raccontando diverse avventure familiari e non. Interessante è l’analisi della situazione femminile. A quando una traduzione?
David
Pel di Carota (Padova)

N. 8 (novembre 2012)
Schermata 2012-11-23 a 09.39.17Cristina Pieropan lavora con l’incisione e gli acquerelli. Attraverso questa tecnica l’artista ci trasmette un mondo di emozioni. Un paesaggio, una figura da lei messi in scena sono subito ammantati di un’atmosfera particolarissima. Non troverete le sgargianti pagine di molti, troppi, libri per bambini, e neppure lo stilismo asciutto e prosciugato di molti altri. Per me il lavoro di Cristina sta nel mezzo: da una parte i sentimenti fatti trasparire sui volti, i movimenti impercettibili delle sue figure che si muovono sulla pagina con grazia particolare, dall’altra una poetica del colore di grande raffinatezza porta ad un sentimento di struggimento. L’occhio si trova come difronte al sentimento pieno suscitato dal paesaggio, quando la bellezza del paesaggio investe il nostro umano sentire.
Apprezzata anche all’estero, oggi occupa un posto di rilievo nel panorama italiano. Due uscite prenatalizie presso due editori importanti per due albi di grande bellezza.
La bambina che parlava con gli alberi, Edizioni Corsare e Storia di un pupazzo di neve, Rizzoli.
Grazia Gotti
Giannino Stoppani, Bologna

N. 8 (novembre 2012)
Antoine Guilloppé, l’abbiamo conosciuto in quel di Calenzana, una piccola località del nord della Corsica in occasione del Festival “U Svegliu Calvese”, quest’anno alla sua seconda edizione. L’avevamo già notato come illustratore di copertine nei primi anni (dal 1998 al 2005) dell’allora giovanissima casa editrice parigina, Thierry Magnier.
Velocemente si è poi lanciato nella creazione, in coppia o da solo, di albi illustrati, lavorando per maison quali Gautier-Languereau, Casterman, Picquier Jeunesse (della quale ricordiamo il personaggio di Akiko), Sarbacane (straordinario Grand corbeau, scritto da Béatrice Fontanel) o Autrement Jeunesse solo per citarne alcune.
Ora finalmente arriva in Italia con l’elegantissimo Pieno sole, edito dalla milanese L’Ippocampo.
C’è solo del bianco e del nero, ci sono solo sontuose sagome ritagliate e grazie a queste solo uno strepitoso gioco di luce e ombre. Sfogliare questo libro è una vera emozione… leoni, coccodrilli, una savana tanto misteriosa quanto affascinante e magica.
David
Pel di Carota

N. 7 (settembre 2012)
La piccola abitante del sontuoso hotel Plaza di NY, è stata sicuramente, da più punti di vista, oggetto di studi del papà di Olivia. Innanzi tutto il visivo! Hilary Knight predilesse l’utilizzo di una paletta di colori (il nero della china, in primis) ridotta, tanto che se riprendete in mano il primo Eloise vi accorgerete che le pagine sono totalmente giocate sulla bicromia.
La costruzione delle scene, come in Olivia, è cadenzata perlopiù da un susseguirsi di piccole scene (necessarie per star dietro alle mille scorribande della seienne) all’interno della stessa pagina.
Il personaggio poi, nato dalla penna della cantante, ballerina e coreografa Kay Thompson, possiede molte delle caratteristiche della nostra Olivia: la curiosità, la voglia di vivere, la stramberia, una certa ricercatezza e eleganza, un forte senso della musica e molto ancora! Gustatevi le trovate di Eloise fa il bagno, un plot letterario e figurativo costruito tutto durante una “seduta” in vasca.
I 4 titoli della bambina più scavezzacollo della Fifth Avenue (il quinto, Eloise in Moscow non credo sia mai stato pubblicato in Italia) editi da Piemme, sono oggi fuori catalogo. Inutile ripetere il solito appello alle case editrici?!…
David Tolin – Pel di Carota

N. 6 (luglio 2012)
Siamo appena stati in uno dei più interessanti blog americani che si occupano di libri per bambini, tenuto da uno dei giurati che quest’anno è stato chiamato dalla Bologna Children’s Book Fair per il BolognaRagazzi Award: Julie Danielson.
Il blog è The Seven Impossible Things Before Breakfast, titolo in onore a Lewis Carroll e alla sua Alice’s Adventures in Wonderland (anzi per essere precisi Through the Looking Glass).
L’illustrazione, saccheggiata dal sito americano, è quello di un libro in uscita per il 2013 scritto da Neal Gaiman e illustrato da Adam Rex: Chu’s Day.
Una biblioteca da sogno! Silenziosa ma vivace, un universo in cui Chu, l’orsetto panda che sta varcando la soglia, potrà sicuramente immergersi.
La redazione ALIR

N. 5 (giugno 2012)
Abbiamo conosciuto Peter Sis grazie ai libri pubblicati in Italia da Rizzoli, libri che oltre a farci conoscere il segno caratteristico di questo illustratore ci raccontavano al contempo il percorso tracciato con i suoi colori, di un tratto mai chiuso, netto, definitivo.
Ogni illustrazione sembra quasi voler respirare, raccontare.
E’ uscito con Mondadori un suo lavoro che illustra l’infanzia del poeta Pablo Neruda, Il sognatore narrato da Pam Munoz Ryan.
Sis ancora una volta ci fa compiere quel salto nell’immaginario possibile solo con la poesia vera.
Il prossimo 25 agosto l’illustratore ceco riceverà a Londra l’Hans Christian Andersen Award, considerato il “Nobel” per la letteratura per l’infanzia, noi
lo festeggeremo in autunno con il suo nuovo libro che uscirà da Adelphi, La conferenza degli uccelli.
Agata Diakoviez

N. 4 (maggio 2012)
Un bel ritorno nel formato adeguato, quello di Crictor  per Electa Kids.
Fortunatamente negli ultimi anni a Tomi Ungerer non è capitato ciò che invece avviene in Italia a tanti grandi illustratori (uno per tutti Sendak) dei quali le case editrici pubblicano i titoli considerati di punta.
Per diverso tempo è avvenuto anche per lui: in libreria si potevano trovare solo I tre briganti, Tremolo e i pochi altri titoli editi da Nord-Sud. Ora la produzione del grande artista di Strasburgo, anche quella meno conosciuta si può leggere, vedere e diffondere grazie alla già citata Nord-Sud, a Il gioco di leggere (Rufus il pipistrello colorato, Zloty, Babbo Sgnak e le stranestorie preferite), a Donzelli (Adelaide, Le avventure della famiglia Mellops, Heidi) e ora a Electa Kids che recupera alcuni titoli Mondadori ma ne proporrà anche di inediti.
David Tolin – Pel di Carota

N. 3 (gennaio 2012)

Barroux ©

Barroux ©

E’ Stéphane Barroux, l’illustratore francese scoperto a Montreuil questo dicembre. Conosciuto, comperato (durante l’asta d’illustrazioni organizzata dal Salon du livre et de la presse jeuensse) ammirato per la sua ironia, il suo attivismo politico e civile, i suoi colori delicati ma mordenti.
Ha da poco fondato una sua realtà editoriale, la Kilowatt éditions, dopo aver lavorato e diretto alcune agenzie pubblicitarie.
L’attività d’illustratore, per stampa e editoria per ragazzi è svolta a cavallo dell’Atlantico.
L’immagine qui a fianco è pubblicata nell’albo Blue Apple (ma pubblica anche per i canadesi di Les 400 coups): My dog think i’m a genius, del 2011.
Un genio lo è forse veramente, Barroux, che si confronta con la stessa tenerezza e forza a storie di elefanti appollaiati sopra gli alberi, o discoli che non mettono a posto la propria stanza, oppure la rivoluzione culturale cinese o il disastro dell’11 settembre 2001.
In occasione della Bologna Children’s Book Fair una sua piccola personale sarà presente all’interno del programma di Fieri di leggere.
David Tolin – Pel di Carota

N. 2 (dicembre 2011)

Tom Schamp ©

Tom Schamp da guardare e da leggere, ora anche nelle edizioni Timpetill!
Con Otto sulla neve e Otto va in città ritroviamo un illustratore fiammingo dal pennello strepitoso.
Tante storie, non solo di Otto e del babbo, due teneri gatti, ma anche di mille altri personaggi: gorilla, rinoceronti, conigli, giraffe, topi, mucche, orsi…
Buon Natale e buon 2012 con l’augurio di avere sempre tanti bei libri per sognare.
La redazione ALIR

N. 1 (ottobre 2011)

Olivier Tallec ©

Signore e signori ecco a voi Olivier Tallec, uno tra i più interessanti illustratori francesi.
In Italia è conosciuto per i suoi libri pubblicati da Lapis e Kite edizioni.
Per Lapis ricordiamo gli splendidi BisogneràQuesta è la poesia che guarisce i pesci , mentre Kite edizioni ha dato alle stampe  La strega in fondo alla via. Nonostante il suo grande successo, i libri pubblicati nel nostro paese sono troppo pochi, ci consola però sapere che l’editrice padovana ha in preparazione un nuovo albo.
In Francia Tallec pubblica sia per i grandi editori sia per gli indipendenti: Gallimard, Flammarion, Actes Sud, Rue du Monde, L’Edune, offrendo sempre la sua collabozione a progetti più audaci.
L’immagine del mese parla, anzi sussurra, da se: il lettore che ciascuno di noi è: curioso, solitario, ansioso, coraggioso e in compagnia di mille personaggi amici!
David Tolin – Pel di Carota

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