Skip to content

Librai, la scommessa degli indipendenti

24 ottobre 2017

di Vichi De Marchi

E’ un piccolo e coraggioso drappello di librai quello che si raccoglie attorno ad Alir, l’associazione delle librerie indipendenti per ragazzi sorta nel 2006 e che il 21 e 22 ottobre si è ritrovato a Monopoli, in Puglia, per una due giorni di dibattiti e confronti dal titolo “Le librerie per ragazzi: ieri, oggi e domani. Libri, lettori, cultura”. Perché quello che rivendicano i librai indipendenti per ragazzi è il loro essere, in molte realtà territoriali, l’unico polo culturale, il solo presidio di lettura, la solitaria entità che cerca di promuovere l’oggetto libro. I nomi dei loro piccoli (o grandi) fortini di commercio e cultura sono Bufò, Controvento, Cuccumeo, Giannino Stoppani, La casa sull’albero, Le storie nuove, Libriparlanti, Madamadorè, Minopolis, Pel di carota, Radice-Labirinto, Storie a colori, 365 storie per citare solo le librerie rappresentate al convegno pugliese.
C’è chi racconta che solo dopo molti mesi dall’apertura della propria libreria è riuscita a vendere un libro e non la solita cancelleria e chi lamenta l’ostracismo della scuola verso il libraio visto come pura entità commerciale, un piazzista di cui diffidare, e non come un professionista il cui commercio è pieno di contenuti e di funzioni culturali. Poco contano gli sforzi di questo piccolo esercito di entusiasti –indipendenti per far quadrare il bilancio a fine mese, per sopravvivere alla guerra di sconti e ribassi sul prezzo di copertina che solo le grandi catene (e forse neppure loro) riescono a reggere.
Chi fa parte di Alir (al momento circa 30 librerie indipendenti per ragazzi, sparpagliate da Nord a Sud) sottoscrive una carta di intenti. Riguarda l’impegno a leggere, selezionare, promuovere la letteratura per ragazzi, a sostenere anche il lavoro dei piccoli editori, a promuovere il libro sul territorio con progetti ad hoc, soprattutto a favorire il rapporto tra la scuola e il libro, tra bambini e lettura. Ma ènello snodo con la scuola, hanno ripetuto in molti, che si gioca la partita decisiva. Scuola significa insegnanti ma anche il mondo che ruota attorno ad esso, in primo luogo i genitori. E altrettanto decisivo è il rapporto con le biblioteche, sia quelle di pubblica lettura che quelle scolastiche. Un tema tanto più caldo in Puglia dove si è svolto il convegno, regione che è fanalino di coda nella graduatoria dei territori che leggono meno, sorpassata solo dalla Calabria.
Nella bellissima cornice della biblioteca civica di Monopoli, appena restaurata, si mettono a confrontano le esperienze. E’ un mondo che vive di molte fatiche, tante competenze e molto entusiasmo, talvolta di qualche improvvisazione e che – dicono ad Alir – ha bisogno di una mappatura dell’esistente, un censimento delle librerie indipendenti. E nell’attesa di strappare almeno un protocollo di intesa con il Miur per poter entrare nelle scuole con progetti di lettura, c’è chi chiede un confronto europeo. Lo promette la Fiera internazionale del Libro per ragazzi di Bologna, la più grande fiera di settore che nel 2018 organizzerà la prima conferenza europea di librai indipendenti per ragazzi, e forse, in futuro anche un premio per il più virtuoso, creativo, libraio. Nell’attesa continueremo a cercare di capire da loro, che vivono di contatti quotidiani con i mini lettori, cosa davvero piace, interessa, affascina, il piccolo cliente della libreria indipendente.

Annunci

Il variopinto mondo di Pavel Čech

17 ottobre 2017

Abbiamo chiesto al curatore di questo silent book, Stefano Baldussi, di parlarci dell’autore e illustratore della Repubblica Ceca, Pavel Čech, in occasione dell’uscita di A. Un libro e una storia per far scoprire a grandi e piccoli cos’è una dittatura. Leggete qui sotto e poi andate in libreria a chiedere il libro.

Nato a Brno nel 1968, già da piccolo Pavel Čech era un appassionato lettore. Sognava, da grande, di diventare uno degli eroi dei suoi libri preferiti, quelli d Jaroslav Foglar o, addirittura, Winnetou – il coraggioso indiano protagonista dei racconti di Karl May. Divenne, invece, manutentore in una grande azienda di proprietà statale in Cecoslovacchia: si occupava di riparare le grandi (e piccole) macchine della fabbrica ogni volta che queste non erano all’altezza dei “piani di produzione”. Ma il suo desiderio di avventura, la voglia di disegnare e raccontare storie sempre nuove e avventurose continuava ad accompagnarlo: mentre i suoi colleghi pranzavano o si esercitavano in palestra, Pavel Čech prendeva il suo inseparabile taccuino e con la matita dava forma e vita a brevi racconti avventurosi. Dopo essere stato per qualche anno anche vigile del fuoco, dal 2004 Pavel Čech ha deciso di dedicarsi interamente alla sua passione: disegnare, dipingere, creare personaggi e storie originali nelle quali ritroviamo alcune caratteristiche comuni.
Il primo “vero” libro di Pavel Čech esce nel 2001: è una fiaba natalizia dal titolo Florimon va in città (ed. Ecolibri, 2011) nella quale racconta di un bizzarro diavoletto, mandato in città apposta per fare dispetti agli spazzacamini. Tra questi incontra una ragazza speciale che con la sua gentilezza e con la tenerezza dei suoi sorrisi riesce a redimere Florimon e a fare di lui una persona buona.
Del 2005 sono, invece, O Zahradě (Il Giardino) e O Mráčkovi (La Nuvoletta). Nel 2007 esce il racconto O Klíči (La Chiave). Segue, nel 2009, il libro a fumetti Tajemství ostrova za prkennou ohradou (Il segreto dell’isola dietro lo steccato) per il quale l’autore ha ricevuto il premio Muriel per il miglior fumetto ceco dell’anno. Più tardi arrivano Le Avventure del Ragno Giglio (ed. Ecolibri, 2011) e la raccolta Dědečkové (Nonni).
La notorietà presso il grande pubblico arriva poco più tardi con un grande libro a fumetti: Velké dobrodružství Pepíka Střechy (La Grande Avventura di Pepík Střecha, premio Magnesia Litera, 2013): un timido, esile e balbettante antieroe parte per una grande avventura grazie alla quale impara a conoscersi e ad avere maggiore fiducia in se stesso.
Nel 2015 pubblica una raccolta di brevi racconti dal titolo eloquente: Skorotucet (Quasi una dozzina). Nel 2016 esce “A”: una sola lettera per titolo, un libro senza parole che nasce da una “semplice” domanda rivolta all’autore dal figlio František: “Papà, che cos’è la dittatura?”.
Anche questo è un “libro per bambini” o, meglio, è anche per bambini: le illustrazioni non sono anatomicamente perfette, né sono quelle che ci si aspetta da un fumetto. Sono, invece, proprio di quelle che ci si aspetta da un libro per bambini: le persone sembrano essere disegnate in modo più semplice, ma grazie alla precisione e il livello di dettaglio impiegato per l’ambiente circostante e lo splendido uso del bianco e nero, prima, e dei colori poi, arrivano a creare un’atmosfera da favola.
Quest’ultima opera, pubblicata in Italia da Publistampa Arti Grafiche di Pergine Valsugana (TN), ci porta nel terribile e oppressivo mondo della dittatura, dove a farla da padrone è il culto della personalità e nel quale riecheggia l’esperienza dell’autore – nato poco dopo la fine della “Primavera di Praga” e che ben conosce la cosiddetta “normalizzazione” degli anni Settanta. Il potere è saldamente in mano ai militari e alla polizia, tutti sono uguali ma, come al solito, alcuni lo sono di più. Una storia ancora attuale come attuali sono ancora oggi la ricerca di libertà e di migliori condizioni di vita che muove milioni di persone.
La città di “A” è chiusa all’interno di un alto muro: tutto è grigio, triste. Non solo le case e gli alberi, ma anche i giorni stessi e le persone. Tutti si alzano dal letto alla stessa ora, ascoltando la stessa stazione radiofonica, tutti indossano un identico copricapo sul quale è scritto il proprio numero identificativo. E non a caso al protagonista tocca il 21 8 68: il 21 agosto 1968, infatti, i carri armati di cinque Paesi del Patto di Varsavia soffocarono gli entusiasmi del movimento di risveglio democratico che da qualche tempo aveva preso vigore in Cecoslovacchia. Come in un romanzo di Orwell, gli abitanti di questa città passano le loro giornate nel grigiore opprimente di una dittatura che ha occhi e orecchi a ogni angolo di strada per accertarsi che nessuno pronunci nient’altro che la lettera “A” – una sorta di pensiero unico imposto dal Capo, che a sua volta vive in un palazzo a forma di A. Il nostro eroe, tuttavia, non si lascia normalizzare così facilmente e continua a coltivare il suo sogno.
È in una pausa del lavoro che il nostro si imbatte nella lettera “B” e riesce a vedere oltre il muro, scoprendo che non lo protegge da quello che sta lì fuori.
Un libro a tratti commovente, come nella dedica al “rivoltoso sconosciuto” di Piazza Tien-an-Men, capace di fermare, “armato” delle sole borse della spesa, una colonna di carri armati.
In questa, come in altre opere, Pavel Čech dimostra e dichiara una profonda gratitudine verso quegli autori e illustratori che lo hanno accompagnato nell’infanzia e nella sua autoformazione – seppur detto per inciso, va sottolineato che è autodidatta sia nella scrittura, sia nell’illustrazione. Questo legame con i “grandi” del passato si ritrova anche nelle tecniche utilizzate: Pavel Čech continua a tratteggiare, con segno volutamente imperfetto e fanciullesco, una linea che lo unisce a Miroslav Šašek da un lato e a Jiří Kolář dall’altro. Per citare solo due esponenti delle arti visive che i libri di Pavel Čech ci invitano a (ri)scoprire.
Stefano Baldussi

Librerie per ragazzi: ieri, oggi e domani. Libri, lettori, cultura

28 settembre 2017

L’assemblea nazionale della nostra associazione si tiene a Monopoli, in Puglia,  nella splendida Biblioteca civica che riapre i battenti dopo un restauro che la restituisce alla città. Lo abbiamo deciso a luglio, quando io, Grazia Gotti, Petra Paoli e Mariella Fusillo, ci siamo incontrate a Bologna nella nuova sede dell’Accademia Drosselmeier.
In quell’occasione abbiamo anche deciso che la nostra associazione si sarebbe fatta promotrice di un convegno che ci vedesse coinvolte in prima linea in una riflessione sulle librerie per ragazzi e non solo. Ci siamo messe al lavoro e in questi mesi la nostra idea ha preso forma.
Grazie all’impegno di Mariella Fusillo della libreria Minopolis, abbiamo ottenuto il sostegno della pubblica amministrazione e siamo riuscite ad organizzare una due giorni, 21 e 22 ottobre, di confronto tra tante realtà, un momento  di scambio fra persone che lavorano attorno al  mondo del libro per ragazzi, editori, scrittori, librai, bibliotecari, associazioni, istituzioni ed anche un vasto pubblico di insegnanti, riuniti per interrogarsi in maniera strategica su come far fiorire il mercato culturale dei  libri per ragazzi.
Ad aprire i lavori di sabato Antonella Agnoli, che ha avuto un ruolo decisivo nella riapertura della biblioteca civica. A seguire interventi di Beatrice Fini, responsabile AIE ragazzi, Elena Giacomin, comitato di gestione ALIR, Grazia Gotti, Accademia Drosselmeier, Elena Pasoli, Bologna Children’s Book Fair, Silvana Sola, Ibby Italia, Filomena Tancredi, AIB Puglia, Rosaria Punzi, Lapis edizioni, Enrico Racca, responsabile settore ragazzi Mondadori – Rizzoli, Mariella Fusillo, comitato di gestione ALIR per la presentazione della situazione pugliese. A chiudere la mattinata l’intervento dell’onorevole Sandra Zampa, firmataria della proposta di legge “Norme per la promozione della lettura nell’infanzia e nell’adolescenza e istituzione della Giornata nazionale della promozione della lettura e della Settimana nazionale del libro nelle scuole”.
Il pomeriggio di sabato è dedicato alle esperienze dei librai della nostra associazione, Librerie, festival, formazione, scuole: Bufò, Controvento, Cuccumeo, Giannino Stoppani, La casa sull’albero,   Le storie nuove, Libriparlanti, Madamadorè, Minopolis, Pel di carota, Radice-Labirinto, Storie a colori,  365 storie. A chiudere il pomeriggio gli interventi di due importanti festival pugliesi: Picturebookfestival e Lector in fabula.
Le nostre librerie coniugano la promozione culturale nei territori in modi diversi: presentazioni, incontri, festival, mostre, tour di scrittori, formazioni, cercando, da sempre, di unire tutti coloro che operano per la promozione della lettura, nella convinzione che il libraio può essere l’anello che tiene insieme le parti e che la libreria è punto d’incontro, confronto e crescita collettiva, crescita dei ragazzi, dei loro genitori, degli insegnanti, dei cittadini, dei territori.
Scrivere, illustrare, studiare, pubblicare libri per ragazzi, il titolo del tavolo di domenica mattina. Interverranno Stefania Camilli, Vanvere edizioni, Vittoria Facchini, illustratrice, Chiara Lorenzoni, scrittrice, Marcella Terrusi, studiosa.
Nel pomeriggio di domenica lavori a porte chiuse per i librai dell’Associazione.
A rappresentare graficamente la nostra iniziativa un’immagine di Nancy Carpenter, tratta da Balderdash! John Newbery and the Boisterous Birth of Children’s Books, Chronicle, 2017, dedicato alla storica figura di John Newbery.
Che ci sia bisogno di guardare al passato per comprendere il nostro presente e per costruire il futuro? Non abbiamo risposte, ma crediamo che possiamo, insieme, affacciarci con maggiore consapevolezza ed impegno al domani.

Librerie per ragazzi: ieri, oggi, domani
Libri, lettori, cultura
Biblioteca comunale “Rendella”
Piazza Garibaldi, Monopoli (Bari)
21- 22 ottobre 2017
Per info ed iscrizioni: libreriaminopolis@libero.it
Facebook:   libreria Minopolis

Elena Giacomin
La casa sull’albero

Sette e uno

14 settembre 2017

Mercoledì 19 settembre 2012, su Zazie news, David Tolin parlava dell’operazione Emme edizioni, parallela a quella messa in campo dall’editore francese Seuil Jeunesse, di pubblicare alcune delle storie di Gianni Rodari nel formato di albo illustrato. Nel post David si soffermava sul lavoro di Vittoria Facchini per Uno e sette a Vittoria Facchini toccò Uno e 7, uno dei testi forse più difficili di Rodari, che l’artista pugliese è riuscita a trattare in maniera leggera, facendo dell’infanzia l’elemento preponderante. Il gioco, l’allegria, la spensieratezza sono le emozioni che animano tutti e sette i bambini sulla pagina e noi lettori che guardiamo il berlinese suonare il minipiano, Paolo guidare il tram telecomandato, o il gruppo intero scorazzare in bicicletta.
Mi piace pensare che la storia di Sette e uno. Sette bambini, otto storie, Einaudi ragazzi, curato dall’amico David, libraio di Pel di Carota di Padova e colonna portante della nostra associazione, abbia delle radici lontane. Già nel 2012 David poneva l’accento sulla capacità visiva di Vittoria Facchini di mettere l’infanzia al centro. Oggi, nell’introduzione al libro che ha curato, leggiamo: per questo libro è stata scelta la favola più intensa e civica della raccolta, Sette e uno, per parlare d’infanzia oggi, per provare a raccontare il nostro contemporaneo, a 55 anni dall’originale, per costruire una nuova geografia umana o solamente per continuare a giocare con le parole di Rodari, le sue idee, la sua forza.
David ha raccolto le voci di 7 scrittori, tra i più rodariani al mondo, rilanciando l’invito dello scrittore di Omegna a giocare con le parole. Beatrice Masini (Italia), Ulrich Hub (Germania), Daria Wilke (Russia), Dana Alison Levy (Stati Uniti), Yu Liqiong (Cina), Jorge Luján (Argentina) rivisitano il gioco letterario iniziato ne le Favole al telefono nel 1962, dando vita a sette poetici racconti ed ad altrettante poetiche infanzie.
Siamo grati a David per questo libro, un libro sentito, pensato, riflettuto, un invito a mettere l’infanzia al centro del mondo, ripartendo dal pensiero di Rodari e dalle favole civiche in genere, per ricordarci, come ci dice uno dei sette bambini del libro, Paolo re di Roma di Beatrice Masini, che nelle recite e nelle storie si possono far andare le cose come si vuole: e si può dire per esempio, che questo bambino Paolo che ha fatto il re di Roma è davvero il re di Roma. E’ il re perché è un bambino e può inventarsi un mondo senza guerre, proprio come sperava e desiderava il signor Rodari che si è inventato il primo Paolo molti anni fa.
A David tutta la nostra stima e il nostro affetto e l’augurio che questo libro giri per il mondo, rimbalzando di libreria in libreria.
Elena Giacomin
La casa sull’albero Arezzo

Passa la Parola, compie sette anni

12 settembre 2017

A Modena e provincia (Formigine, Spilamberto e Castelvetro) inizia questo fine settimana il Festival Passa la parola, curato dalla libreria Castello di Carta di Vignola che, insieme al CSI Modena, lo porta avanti dal 2011.
Gli ospiti sono tantissimi vi lasciamo scorrere il lungo programma. Ma non possiamo non ricordare le personalità straniere (anche solo perché più difficilmente visibili in Italia) che si avvicenderanno durante questa manifestazione itinerante e “prolungata” nei fine settimana di questo inizio autunno.
Nel weekend di Formigine (15-17 sett.) sotto i riflettori vedremo la ventennale coppia edita in Italia da Logos, di François Roca e Fred Bernard, in difesa degli albi illustrati anche per i più grandi.
A Modena invece (20-24 sett.) si alterneranno il premio Hans Christian Andersen 2016, Susan Rotraut Berner, e il premio Nati per Leggere, Matthieu Maudet, per la gioia dei più piccoli.
A Spilamberto (30 sett.) avranno invece luogo gli incontri con l’autrice Camelozampa, Gaia Guasti, toscana d’origine ma d’adozione francese da ormai più di 20 anni; il grandissimo illustratore Gilles Bachelet, e Bernard Friot per un reading sulla poesia, organizzato per festeggiare il nostro premio Orbil per il suo Dieci lezioni sulla poesia, l’amore e al vita.
Lo scrittore francese sarà anche a Castelvetro (1 ottobre) insieme a Beatrice Masini per un omaggio a Rodari. Nella stessa città saranno presenti anche il catalano Roger Olmos e la giapponese, Yocci.
Tra gli italiani, molti gli illustratori, ricordiamo l’incontro, quasi un lectio magistralis, di Chiara Carrer; e in collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza, Maurizio Quarello, coinvolto per il capolavoro ’45, di Orecchio Acerbo.
E moltissimi gli scrittori: per piccoli (Nicola Cinquetti, Paolo di Paolo) e per grandi (Zita Dazzi, Davide Morosinotto, Luigi Garlando, Guido Quarzo). Ma come dicevamo prima, meglio vedere il programma intero.
Concludiamo ricordando la seconda edizione del concorso SalvalaParola, che quest’anno ha come protagonista le fiabe e i suoi personaggi. L’autore Andrea Valente è stato nuovamente coinvolto in questo progetto che vedrà la luce per le edizioni Lapis e verrà presentato a Modena il 23 settembre: Personaggi come te.

La redazione ALIR

Torna l’estate e torna il CCLP

28 giugno 2017


La bellezza del LIBRETTO POSTALE, sono le illustrazioni di Franco Matticchio, ogni immagine è un racconto
… così scriveva Agata Diakoviez nelle pagine di questo stesso blog nel 2013, all’uscita della prima versione del “Libretto Postale”. Leggete qui tutto il pezzo.
Difronte alla difficoltà di separarsi dalle cartoline Agata suggeriva la soluzione di regalare il libro a persone amiche, assicurandosi così la possibiltà di riceverne qualcuna.
Come ogni estate, noi della libreria Pel di carota, abbiamo risolto il problema organizzando il nostro CCLP, Concorso Cartoline Libretto Postale, che quest’anno condividiamo con altre 26 librerie italiane (1 libreria portoghese e 1 biblioteca). Qui il regolamento, ma lo potete stampare insieme all’immagine qui sotto.
Insieme alla casa editrice romana siamo riusciti a contagiare altri librai (l’anno scorso avevamo condiviso il nostro gioco solo con la libreria di Termoli, La luna al guinzaglio) della penisola, e non solo! L’anno prossimo proviamo ad espandere la cosa a tutt’Europa!! Quest’anno siamo riusciti solo a coinvolgere la libreria It’s a Book di Lisbona.
Da Acqui Terme a Verona, passando per Cantù e Conversano, Grosseto e Matera, Monza, Palermo e Udine, e ovviamente Milano e Roma. Abbiamo dimenticato qualcuno? Sì! Rimediamo subito: Biella, Castiglione delle Stiviere, Cremona, Foligno, Imola e naturalemente ancora Termoli.
In tutte queste città ci sono librerie a cui potete spedire una cartolina, il corrispondente francobollo (corrispondente solamente perchè scelto da voi!) con una di quelle storie di cui parlava Agata, da voi rivista e arricchita…
Ah, non dimenticate che nella storia deve comparire in qualche modo anche una delle tre parole scelte (tra i titoli che Matticchio ha dato alle sue cartoline) per questa quinta edizione: viandante, fototessera o padella. Se voleste, per esempio, spedire l’immagine qui sopra la parola sarebbe ovviamente già inclusa!
Ogni libreria è autonoma nella gestione del proprio concorso, quello che è comune è il concorso nazionale a cui parteciparenno tre delle cartoline di ogni libreria. Una giuria speciale decreterà i tre vincitori assoluti. Al primo classificato una cartolina originale e inedita di Franco Matticchio.
Insomma cosa aspettate, andate a prendere il libro e tenete d’occhio la cassetta della postale, come diceva Agata.

David
Pel di carota

10 anni di Giralangolo

8 giugno 2017

Abbiamo chiesto a Luisella Arzani di raccontare i dieci anni di Giralangolo, la costola ragazzi della torinese EDT. Ecco cosa ci ha scritto.

Essere incaricati di costruire del tutto liberamente un catalogo di libri per bambini credo sia la cosa più esaltante che possa capitare, a chi lavora in editoria. Esaltante e spiazzante – che cos’altro può aver senso pubblicare in un contesto editoriale già così affollato? Questa è la domanda che mi assalì undici anni fa, e siccome avevo le idee niente affatto chiare, feci quello che faccio praticamente sempre: affidarmi all’istinto, e inevitabilmente ai gusti personali.

Un anno dopo Giralangolo faceva il suo debutto in libreria con le prime collane, Paesi e Popoli del mondo, scovate nel catalogo di un piccolo editore francese, a una piccola fiera del libro in Provenza, e poi alimentate con titoli prodotti da noi. Quella collana vinse l’anno successivo il primo dei Premi Andersen che i nostri progetti hanno ricevuto negli anni, e quella collana, seppur nata da scelte istintive, seguiva però linee di condotta ben chiare: massima attenzione a testi e illustrazioni, estrema cura nella stampa e confezione con l’obiettivo di proporre un “oggetto” curato e ben fatto, ma a un prezzo ragionevole.

Questi sono i principi che a distanza di dieci anni guidano ancora le nostre scelte, e sono principi applicabili anche grazie al fatto che il lavoro sui libri è rimasto artigianale com’era all’inizio, alimentato dalla passione delle pochissime persone coinvolte (una su tutte, la preziosa responsabile dell’ufficio stampa, figura imprescindibile).
In base a questi principi il nostro catalogo si è arricchito di bravi e apprezzati autori e illustratori italiani e stranieri, e anche, per una nostra inguaribile tendenza a non stare mai fermi, di nuovi progetti. Le Greguerias di Ramon Gomez de la Serna illustrate per i piccoli, e l’unico libro illustrato di Margaret Atwood sono un esempio della ricerca che facciamo sulle belle proposte straniere da portare in Italia, anche (o soprattutto) se stravaganti. LeMilleunaMappa e la collana Sottosopra sono invece esemplari dei progetti che inventiamo in casa editrice: un oggetto che non esisteva (la mappa letteraria in grande formato per i piccoli, proprio come quelle dei grandi, per seguire “la strada” delle fiabe, dei classici per l’infanzia, dei viaggiatori del passato) e una serie di libri dedicati a uno dei temi più attuali, l’identità di genere e il contrasto agli stereotipi, raccontato ai più piccoli con storie divertenti e colorate dove i protagonisti sono liberi di agire e di scegliere quel che più piace loro, molto semplicemente, perché non ci piacciono i libri educativi, quelli con “la morale”.
Nel mezzo, in questi 10 anni, bravi e interessanti autori e illustratori, italiani e stranieri, hanno contribuito a costruire un catalogo ricco e variegato.

Nel futuro di Giralangolo vedo un incremento dei titoli di Narrativa 12+, la possibilità di diffondere ancor più i corsi per insegnanti e operatori sulla parità di genere, che Irene Biemmi ha pensato a partire dalla collana Sottosopra, nuove Mappe (in autunno il ciclo dei pirati di Salgari, scritto da Anselmo Roveda e illustrato da Marco Paschetta, e il mondo degli Antichi Egizi, con testi di Sofia Gallo e illustrazioni di Sandro Natalini).

E poi sarebbe di gran soddisfazione riuscire a vendere ancor più titoli agli editori stranieri:
chissà che non ricapiti un momento come quello in cui ci fu confermato, contemporaneamente dai due editori, che il nostro Amelia che sapeva volare era stato acquistato negli Stati Uniti e in Russia. Quando si dice intesa tra le due superpotenze…
Luisella Arzani