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ALIR: una domenica di lavoro

16 gennaio 2018

Cosa fanno un gruppo di una trentina di librai in una bellissima domenica mattina bolognese, tutti ospiti della sede dell’Accademia Drosselmeier?
Una speciale domenica di lavoro.
Da Nord a Sud, i librai ALIR si sono riuniti nella consueta riunione di inizio anno.
Per iniziare, tutte le librerie dell’associazione, veterane o meno, hanno dato il benvenuto alle nuove ultime arrivate: Mio nonno è Michelangelo di Pomigliano d’Arco, L’Angolo delle Storie di Avellino e Lester e Bob di Cittadella.
Ma cosa spinge, però, un gruppo così numeroso di librai, a così tanti chilometri di distanza dalle proprie attività, dopo le grandi fatiche del Natale, ad incontrarsi di domenica?

Per rispondere a questa domanda prendiamo in prestito le belle parole di Agata di Storie a colori di Terni:
“Fare i librai non è facile. Non si tratta soltanto di consigliare libri, significa dedicare anche una buona parte del tuo tempo libero a questa attività, sospesa tra la passione e la professione. Aderire ad un’associazione nazionale che riunisce alcune delle tante piccole e medie librerie indipendenti e specializzate come la tua, e incontrarsi per discutere insieme di problematiche comuni, richiede tempo, impegno, organizzazione, anche denaro; perché non esiste un luogo che possa soddisfare le esigenze di tutti. Siamo tanti piccoli presidi sparsi in tutte le Regioni, e ogni volta c’è sempre qualcuno che si sobbarca centinaia e centinaia di km. Chi sta fuori due giorni, che si porta dietro i figli piccoli, chi a malincuore rinuncia, perché non può lasciare l’attività, o la famiglia, o non può sobbarcarsi, in quel dato momento, ulteriori oneri, oltre a quelli strettamente necessari a tenere aperta la propria libreria. Solo per questo, e per tutto il lavoro di coordinamento che c’è dietro, e indipendentemente dalle decisioni che si prendono sul momento, ogni incontro, che si effettui una o due volte all’anno, ha un suo grande peso specifico. Ed un preciso valore affettivo. Incontrandoci, capiamo molte cose. Le differenze di sensibilità e gusti in fatto di libri, ma anche i differenti approcci nella gestione delle singole attività; emergono anche molte problematiche che ci accomunano, a prescindere dalle realtà territoriali.” Agata, sulla sua pagina facebook, conclude dicendo che “Ci aspetta tanto lavoro”.

E’ vero, l’ordine del giorno era lunghissimo e impegnativo.
Tra le tante cose: abbiamo discusso le terzine e votato i vincitori del Premio ORBIL, abbiamo parlato degli incontri che si terranno in Fiera specie del convegno dei librai europei che avrà luogo durante la Bologna Children’s Book Fair, ci siamo aggiornate sulla pubblicazione che l’ALIR sta preparando con un editore (ma su questo bocche cucite, vi teniamo sulle spine ancora per un po’!), ed infine abbiamo deciso il nuovo assetto dell’associazione.
Una giornata di lavoro per ribadire anche a noi stessi che siamo librai e libraie instancabili, che hanno deciso di mettersi assieme anche per non sentire la solitudine dei propri piccoli o grandi luoghi, per guardare sempre al futuro, un futuro fatto di tante attività condivise e sempre nuove sfide per la crescita.

Per questa riunione e per tutto ciò che è stato fatto quest’anno, i librai ringraziano il comitato di gestione (Elena, della libreria La Casa Sull’Albero Grazia della Giannino Stoppani, Mariella della Libreria Minopolis e Petra di Madamadorè Libreria E Giocattoleria) e salutano le due nuove arrivate nel comitato allargato, Agata di Storie a colori e Sara di Momo – Libreria per Ragazzi.

Mariaserena Melillo
Redazione

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Gli Irrinunciabili. Nuovi classici, narratori e artisti per ragazzi

6 gennaio 2018


“I maestri sono quelli che usano parole, immagini e suoni messi insieme per affascinare e per commuovere, ma che allo stesso tempo intrecciano all’emozione la conoscenza e concedono a noi che li decifriamo di vedere ciò che prima non vediamo. Leggere uno qualunque dei maestri vuol dire imparare l’alfabeto che non si può trovare da nessun altra parte se non nei maestri: un alfabeto che ci insegna a dare nomi ai mondi esteriori ed interiori che prima per noi erano privi di nomi, e quindi restavano ottusi e inutili”.
Giuseppe Montesano, Come diventare vivi. Un vademecum per lettori selvaggi, Bompiani

E’ proprio ad un alfabeto generato dallo studio dei grandi autori per bambini e ragazzi che abbiamo pensato quando quest’estate abbiamo ideato il progetto Gli irrinunciabili. Nuovi classici, narratori e artisti per ragazzi, un ciclo di cinque incontri per parlare a genitori, insegnanti e curiosi di cinque maestri che per noi sono irrinunciabili. A raccontarli le voci di cinque donne che i libri per bambini e ragazzi li studiano, li scrivono, li vendono, li leggono.
Ad iniziare Grazia Gotti che, lunedì 22 gennaio, ci accompagna nel mondo di Francesco Tullio Altan, da lei presentato attraverso queste parole “Francesco Tullio Altan ha esercitato una critica sociale attraverso le storie a fumetti e le vignette. Cartoonist abituato ai gusti aspri dell’aceto per parlare degli adulti agli adulti, si è sempre rivolto con dolcezza, tenerezza e senso del gioco ai più piccoli. Mai zuccheroso, sempre sorprendente, fantasioso, surreale, dai primi libri di Kika, passando per Kamillo Kromo, per arrivare a Pimpa, amatissima dai bambini, sia su carta che in disegno animato”.
Lunedì 19 febbraio la sottoscritta racconterà Astrid Lindgren, che “possedeva le qualità più importanti per essere una scrittrice per ragazzi: un cuore simile a quello dei bambini, l’anima del poeta, un senso meraviglioso dell’umorismo, una fantasia illimitata. Scrittrice rivoluzionaria, animata da un grande impegno civile, ha impresso un segno indelebile nella storia della letteratura ed ha affascinato generazioni di bambini e bambine con i suoi personaggi. Emil, Rasmus, Kalle Blomqvist, Ronja, la piccola Lotta e la più celebre di tutte, Pippi Calzelunghe, eroina della letteratura, icona femminile, un classico a cui continuiamo a tornare”.
Lunedì 19 marzo sarà la volta di Silvana Sola che racconta il suo Leo Lionni. Scrive Silvana “Leo Lionni ha attraversato il mondo della grafica, della comunicazione visiva, della pittura, della scultura, dell’illustrazione, della fotografia, facendo dell’arte un mestiere. Si è avvicinato al mondo dell’editoria per ragazzi quasi per caso e il suo libro, Piccolo Blu e Piccolo Giallo, un raro esempio in cui l’astrattismo diventa narrazione, è pietra miliare nella storia dell’illustrazione mondiale. Seguono albi illustrati popolati di topi, rane, pesci, libri che esaltano la differenza e raccontano l’amicizia, la solidarietà, il rispetto, la condivisione”.
Lunedì 16 aprile sarà la voce di Nadia Terranova a raccontarci Gianni Rodari “nato nel 1920 a Omegna, in Piemonte. È stato un bambino timido e schivo, uno studente curioso e vorace, un giornalista e un militante, un pedagogista irregolare; ha lavorato come maestro, come direttore di testate, come cronista, come responsabile di pagine culturali. Dalle Filastrocche in cielo e in terra alle Favole al telefono, dalla Torta in cielo alla Freccia azzurra, ha pubblicato racconti, romanzi e poesie fra i più importanti del novecento e nel 1970 ha vinto il premio Andersen per la sua opera. Ha scritto per i bambini e ha scritto insieme ai bambini, lasciandoci con La grammatica della fantasia e Gli esercizi di fantasia indispensabili strumenti per il lavoro creativo e l’arte di inventare storie.
Concluderemo il ciclo di appuntamenti di quest’anno, lunedì 7 maggio, con Bruno Munari raccontato da Ilaria Gradassi, che ha anche realizzato la veste grafica del progetto. “Artista, designer, grafico, inventore, scrittore, pedagogista e poeta delle piccole cose. Difficile ingabbiare Bruno Munari in una definizione. Non lo avrebbe voluto neanche lui, che nella sua ironica autobiografia scrisse infatti che ognuno conosce un Munari diverso. Il suo lavoro e la sua intera vita, però, hanno avuto delle costanti: la curiosità, la ricerca e la sperimentazione, gli ingredienti che l’eclettico Bruno ha utilizzato soprattutto per i bambini e con i bambini. A loro, ai più piccoli, ha lasciato libri, giochi e soprattutto la sua idea di quotidianità come laboratorio permanente e luogo della scoperta e della crescita”.
Gli irrinunciabili è un progetto in cui crediamo profondamente; ci impegneremo perché abbia una lunga vita ed affinchè incontri altri grandi autori ed altrettante voci disposte a raccontarli.

Elena Giacomin
La casa sull’albero Arezzo

Crescere con i libri

30 novembre 2017

Fabio Stassi è uno degli autori che avremmo voluto con noi a Monopoli, l’invito era stato quello di venire a parlare a noi librai del suo rapporto con la letteratura per ragazzi, dei grandi classici, dei nuovi classici, degli autori emergenti. Ad invitarlo ci aveva convinto la voce di Zoe, la bambina protagonista de L’alfabeto di Zoe, Ed. Bompiani, libro che abbiamo molto amato, qua ad Arezzo e non solo.
Con grande rammarico, non solo nostro, la sua presenza non è stata possibile, ma è grazie a quello scambio che abbiamo iniziato a dialogare intorno al progetto Crescere con i libri, di Ella Berthoud e Susan Elderkin, di cui Fabio Stassi è il curatore dell’edizione italiana.
Crescere con i libri. Rimedi letterari per mantenere i bambini sani, saggi e felici, edizioni Sellerio è organizzato come un dizionario medico, a ogni “malanno” viene accostata una cura, un consiglio di lettura dotato di proprietà terapeutiche, sotto forma di una storia, di un racconto breve, di una saga, il tutto suddiviso per età e complessità.
L’edizione italiana è arricchita da molte voci in cui si scoprono classici senza tempo e titoli più moderni e contemporanei.
Mi sono divertita scoprendo che da libraia, “biblioterapeuta in incognito”, ho prescritto ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado con cui lavoreremo quest’anno una cura per debellare il razzismo grazie ad Orzowei di Alberto Manzi, per affrontare la paura di morire, grazie a La fonte magica di Natalie Babbit e che nel contempo ho alimentato la loro ossessione per le  spie attraverso Professione spia di Louise Fitzhugh e il loro desiderio di vivere con i nonni, attraverso La bambina selvaggia di Rumer Godden.
La voce del prontuario che riguarda Olivia di Ian Falconer è stata scritta da David Tolin della libreria Pel di Carota di Padova. La lettura di Olivia è prescritta come rimedio per l’iperattività. “La specialità di Olivia è sfinire tutti, lei compresa. Olivia gioca con il fratello, ma quando si stanca lo sa allontanare con le buone o con le cattive, ama e pratica la musica, la pittura, l’architettura(anche se effimera, quella “costruita” con la sabbia), il circo, la danza. (….) Le sue giornate finiscono sempre a letto, spesso con una mamma esaurita e costretta a leggerle almeno tre storie. Ma si sa, la stanchezza si sopporta volentieri quando ci si vuole bene”.
La lettura de La Storia del Toro Ferdinando, di Munro Leaf, illustrato da Robert Lawson, che le nostre librerie Alir omaggeranno proprio questo fine settimana, è prescritta come cura contro la violenza. “L’iconica Storia del Toro Ferdinando sarà utile, invece, per insegnare ai bambini di tutte le età i valori del pacifismo. (…..) Presto sono gli umani a pestare i piedi, infuriati. Di fronte alla loro sete di sangue, l’impassibile tranquillità di Ferdinando trasmette ai ragazzi un messaggio forte e chiaro: nessuno può costringere qualcun altro a comportarsi in maniera violenta, se non vuole. Incoraggiate i bambini a ricordarsi di Ferdinando e a schierarsi, convinti, dalla parte della pace”.
Ho portato con me Crescere con i libri negli incontri formativi che ho condotto negli ultimi giorni, incontri rivolti ad educatrici del nido e maestre della scuola dell’infanzia. Ho letto ad alta voce le parole dedicate a Piccolo blu e piccolo giallo, alla voce Razzismo, voluta nell’edizione italiana del prontuario proprio da Stassi. “Non è un malanno qualunque, è il male più grande che affligge gli uomini e la società, oltre ad essere il più ridicolo. (…) In poche, ispirate pagine, Lionni ci mostrerà che basta un abbraccio per cambiare colore e capire quanto sia, e possa felicemente essere, impastato il mondo”.
Ho letto la prefazione assieme alle mie insegnanti. E’ vero che i libri sono poco presenti in televisione, nelle pubblicità, nelle fiction e nelle serie tv. Una riflessione che ha richiamato alla mia memoria l’articolo di Paolo di Paolo, a cui ho affidato la chiusura del mio intervento a Monopoli. L’articolo, dal titolo provocatorio Libri in tv, piantiamola con i vecchi schemi e troviamo un’idea, è uscito qualche mese fa sulle pagine de L’espresso ed è, a mio parere, una riflessione intelligente sulle strategie di promozione della lettura.
E mi ritrovo anche nelle parole di Fabio Stassi che, sempre nella prefazione del libro, scrive “sono convinto che qualunque pretesto sia utile per parlare di lettura. E che la formula di Ella Berthoud e Susan Elderkin sia un’occasione giocosa e piena di divertimento e di trasporto per riportare il discorso sulla centralità dei libri nella nostra esistenza e per passare in rassegna l’incredibile ricchezza di questa biblioteca potenziale che abbiamo a disposizione sin dai primi anni di vita”.
Le insegnanti si sono molto divertite. Abbiamo convenuto che non esistono libri ricetta, ma che se ci prendiamo un po’ meno sul serio, possiamo utilizzare la cornice che ci è offerta dal libro per giocare con la letteratura e provare ad uscire un po’ dai vecchi schemi.

Elena Giacomin
La casa sull’albero Arezzo

Breve storia di un pomeriggio di novembre in libreria

27 novembre 2017

E’ gentile, diretto. Ha uno sguardo vivace e le sue parole risultane chiare, precise, anche se ci arrivano in una lingua diversa dall’italiano.
Incontro Timothée de Fombelle per la seconda volta.
La prima occasione risale a diversi anni fa, per il lancio in Italia del libro di Tobia, libro che lo ha reso famoso in tutto il mondo.
Nell’incontro in libreria ora al centro della riflessione c’è il libro appena dato alle stampe da Terre di Mezzo, Victoria sogna. Un libro che dichiara l’inizio di una nuova avventura editoriale che vede la casa editrice milanese impegnata a scegliere buoni titoli per giovani lettori.
Un libro molto diverso dagli altri, diverso in primis perché esce a cinque anni di distanza dall’edizione francese in catalogo per Gallimard ed esce in una veste completamente nuova.
Il romanzo breve, nato senza figure, nell’edizione italiana si arricchisce di uno speciale apparato iconografico firmato dall’illustratrice romana Mariachiara di Giorgio.
Timothée racconta il suo compiaciuto stupore di fronte ad un libro che si appresta a vivere una nuova vita.
Non pensa che le illustrazioni abbiamo tolto spazio alle sue parole, anzi si dice felice dell’energia che ritrova nel segno, la stessa energia che ha animato, anni fa, la nascita di Victoria come personaggio letterario.
Parla dei libri che ha letto, parla di Babar e di Flaubert, di Madame Bovary e del Conte di Montecristo, dei grandi classici e dell’orfanaggio, delle luci e delle ombre che accompagnano i grandi romanzi.
Racconta del desiderio di portare l’avventura nel quodidiano e ricorda al lettore che Victoria sogna è un libro d’avventura.
Il lettore è condotto attaverso la normalità dell’esistenza in un mondo che interseca le storie dei libri, le visioni cinematografiche, i dialoghi.
Parla del mestiere di scrittore: la difficoltà a trovare il giusto espediente narrativo per descrivere il presente di una ragazzina adolescente (Timothé ha una figlia di dodici anni e mezzo, per renderla credibile al lettore.
E poi racconta come miscelare le parole che devono trovare ritmo, azione, devono fermarsi e rincorrersi, le parole devono raccontare la relazione, i rapporti tra le persone, i sentimenti, le attese.
La voce dello scrittore si intreccia poi a quella dell’editore e dell’illustratrice, alle domande dal pubblico, e poi i saluti e gli applausi. Timothée deve prendere un aereo e tornare a Parigi. La presentazione finisce, ma il libro rimane sugli scaffali.

E nelle teche della piccola galleria Giannino Stoppani rimangono anche gli originali realizzati per il libro da Mariachiara Di Giorgio. Illustrazioni nate per piccoli spazi, per parole di cui andava sottolineata la normalità e, al contempo, la straordinarietà.
Victoria prende corpo, fisicità, e assieme a lei indiani e cowboy, bibliotecarie e padri a cavallo.
Da pochi giorni la casa editrice francese Iconoclaste ha pubblicato Neverland, il primo romanzo per adulti di Timothée de Fombelle.
Lunga vita alle storie, per piccoli e per grandi.

Silvana Sola
Giannino Stoppani

Una grande festa per Toro Ferdinando

23 novembre 2017

“Oltre a questi gentiluomini c’era un buon numero di animali famosi: il Gatto con gli stivali, Toro Ferdinando, Topolino, Winnie-the-Pooh…”
Così scrive Erich Kästner, rendicontando per il Neue Zeitung, l’esito della serata d’inaugurazione della Mostra Internazionale dei Libri per Bambini pensata e progettata da Jella Lepman.
L’Esperta dei bisogni educativi delle donne e dei bambini nell’area americana, assunta dall’Esercito americano, subito dopo la fine della guerra, donna che considerava i libri “cibo per la mente”, c’era riuscita. Il 3 luglio 1946 la mostra bibliografica apre i battenti a Monaco.
Tra i presenti, oltre, tra gli altri, a Pierino Porcospino da Francoforte, Kim dall’India, il soldatino di stagno dalla Danimarca e l’ultimo dei Modicani dagli Stati Uniti, come abbiamo letto, anche il docile torello, protagonista dell’albo illustrato pubblicato nel 1936 per la Viking Press.
Nella vita di Jella Lepman, fondatrice di IBBY (International Board on Books for Young People), il testo scritto da Munro Leaf e illustrato da Robert Lawson, sarà ancora molto presente. Nel Natale del 1946, infatti, la mostra internazionale è allestita a Berlino, e in quella tappa, più che nelle altre, i bambini “imploravano i libri”, come si legge in La strada di Jella (Sinnos edizioni, 2009). Jella decide allora che il Toro Ferdinando deve diventare “Ferdinand der Stier”. Traduce il testo di Lawson, e con l’aiuto del dottor Moser, allora bibliotecario berlinese, poi divenuto direttore dell’American Memorial Library della stessa città, senza pensare troppo alla questione dei diritti editoriali, riesce a stampare 30.000 copie del libro su carta da giornale e a regalarla ai bambini.

L’albo fu subito apprezzato e conosciuto in tutto il mondo. Nel 1938, Ferdinand the Bull, che negli Usa fu oggetto di un cortometraggio prodotto da Walt Disney, in Europa, nella Spagna franchista e nella Germania del Terzo Reich, era un libro proibito. Metafora pacifista, la stessa Jella Lepman la considera una ragione sufficiente che avrebbe potuto far vincere il premio Nobel ai suoi due autori.

La storia del toro spagnolo più dolce e mansueto mai esistito, adorato da Gandhi, diventa così uno dei libri simbolo della pace e della non violenza. L’albo americano, appena tornato in libreria grazie a Fabbri edizioni, sarà ancora protagonista sul grande schermo: il film d’animazione, in uscita il 21 dicembre prossimo in tutti i cinema italiani, è stato diretto dal brasiliano Carlos Saldanha.

Alir, in collaborazione con IBBY Italia, di cui è socia, ha deciso di organizzare una doppia giornata di attività attorno a questo strepitoso personaggio, per ricordare il Natale berlinese del 1946. Sabato 2 e domenica 3 dicembre in molte città italiane questa storia sarà oggetto di numerose letture. Qui di seguito il programma delle librerie dell’associazione a cui si aggiungeranno certamente gli eventi organizzati da AIB (Associazione Italiana Biblioteche) e da Nati per leggere che sono state coinvolte.

Sabato 2 Dicembre
Castello di Carta (Vignola, MO) – ore 16,30
Lettura de “La storia del toro Ferdinando” a cura di Sara Tarabusi
Giannino Stoppani (Bologna) – ore 15,30
“La storia del Toro Ferdinando” – Lettura
Libriamoci (Bitritto, BA) – ore 18,30
“La storia del toro Ferdinando” – Lettura animata
Minopolis (Monopoli, BA) – ore 10,00
“Nell’arena con il Toro Ferdinando” – Lettura anima con gli alunni della classe 2 scuola primaria I.C. Melvin Jones. Le letture continuano il lunedì 4 scuola secondaria di primo grado, Scuola Melvin Jones: ”Storia della storia del Toro Ferdinando – La figura di Jella Lepman”
Madamadoré (Grosseto) – ore 17
Lettura del libro “La storia del Toro Ferdinando” e vetrina piena di gentilezza!
Il Soffiasogni (Albano Lziale, Roma) – ore 15,30
Leggiamo… in pace! “La storia del toro Ferdinando” e altre letture di pacifica convivenza.
Storie a colori (Terni) – ore 17,00
Lettura de “La storia del Toro Ferdinando” e laboratorio “Una cartolina per la pace”
Unicorni di Carta (Montalto Uffugo, CS) – ore 17,00
“Mettiamo fiori nei nostri cannoni” – Lettura del libro “La storia del toro Ferdinando” e laboratorio creativo di armi “da fiore”.

Domenica 3 Dicembre
Bufò (Torino) – ore 16,30
“Il toro Ferdinando e altre storie di eroica disobbedienza. Ovvero dell’importanza di dire “no” … e annusar fiori!?”. Lettura-racconto per bambini dai 5/6 anni e adulti bambini. Gratuito con merenda
La casa sull’albero (Arezzo) – ore 17,00
“Ferdinando e gli altri: tre storie e una tazza di tè speciale Ibby”
La Pecora Nera (Udine) – ore 17,00
“La storia del toro Ferdinando” – Lettura animata
Pel di carota (Padova) – ore 16,00
Lettura del “La storia del toro Ferdinando” e lancio del concorso per le scuole “Un mazzo di fiori per Ferdinando”.
Il semaforo blu (Reggio Emilia) – ore 17,30
“La storia del Toro Ferdinando”? Una storia che parla di pace e della volontà di andare controcorrente. Lettura dell’albo (si parlerà anche di Jella Lepman) e laboratorio di illustrazione in bianco e nero ispirato alla storia. Dai 6 ai 100 anni, entrambi gli eventi sono gratuiti.
Le storie nuove (Conversano, BA) – ore 17.30
“Ferdinando e Jella” – Lettura de La storia del toro Ferdinando e racconto di Jella Lepman e dell’IBBY

Un libro, tanti incontri…

22 novembre 2017

Abbiamo chiesto a Luca Tortolini, l’autore dell’albo illustrato edito in Italia da Kite edizioni di raccontarci il viaggio in alcune librerie per ragazzi del Veneto e Friuli (tre delle quali della nostra associazione), che ha fatto insieme all’illustratrice Anna Forlati. Ed eccoci accontentati.

LA VOLPE E L’AVIATORE è il libro scritto da me e illustrato da Anna Forlati pubblicato in diverse lingue (francese, italiano, castigliano, catalano, tedesco, cinese e altre traduzioni si stanno aggiungendo).
Il libro è la storia di un incontro tra una volpe e l’aviatore Antoine (de Saint-Exupery): si tratta di un incontro fortuito, perché l’aereo precipita vicino al bosco e ferisce la volpe; ma da questo incontro violento ne nascerà un’amicizia particolare.
Quello che mi piace molto dei libri sono le tante possibilità d’incontro che permettono. Come scrittore, il primo incontro che ho è quello con una storia e dei personaggi. Poi la storia incontra l’editore. Un altro importante incontro è quello tra la storia e l’illustratrice (o illustratore). Dietro al lavoro ci sono sempre le persone, quindi si incontrano gli editori, si incontrano gli illustratori. Quando gli incontri sono veri scambi, veri dialoghi, allora si cresce insieme e si migliora (e ci si rende conto che il risultato finale è sì importante, ma è altrettanto importante il percorso fatto insieme).
Il libro realizzato, stampato e distribuito in libreria incontra il pubblico. Ma tra il libro e il pubblico ci sono i librai. Che possiamo considerare il primo pubblico. Il libraio specializzato. Il libraio/a che dedica tutta la sua attenzione ai libri per ragazzi e ragazze. Li sceglie. Li presenta, li consiglia. E nel fare questi semplici gesti, compie un atto politico, un lavoro di formazione della comunità dei lettori. La libreria diviene un luogo contenitore di infiniti incontri, di scambi e di crescita.

Il nostro primo incontro è alla libreria La pecora nera di Udine.
Parto con la mia auto da Macerata (dove vivo da qualche anno) in ritardo. Ho appuntamento con Anna a Mestre, poi proseguiremo per Udine.
La Pecora nera è una libreria molto bella, e molto curata da Michele e Paola. Ad Udine Piove. C’è il rischio che vengano in poche persone: è anche un lunedì. Ma le persone invece vengono. Sono per lo più adulti. Così io e Anna possiamo parlare di cose più tecniche, raccontare non solo come abbiamo lavorato, ma anche le difficoltà e le intenzioni.
Dopo la presentazione Michele e Paola ci portano a mangiare ai Tre Musoni. Mi piace molto il nome della trattoria, ci abbiamo scherzato su, ma mi rimane il dubbio perché si chiami così.
Dormiamo a casa di Michele. Naturalmente per tutta la serata parliamo quasi solo di libri: da Un tentativo balena di Matteo Codignola a Il viaggio al centro della spugna di Hans Traxler.
La mattina dopo passiamo in libreria per i saluti, acquistiamo dei libri e andiamo a fare un giro per Udine. Incontriamo Elena Rocco della Fondazione Radio Magica, ci fa visitare gli studi della radio e ci racconta dei mille progetti che la fondazione porta avanti. Incontriamo più tardi la zia di Anna, eccezionale guida, ci racconta molte storie su Udine (scopro che Udine mi piace molto, non l’avevo mai visitata).

Partiamo da Udine giusto in tempo per arrivare a Porcia (pochi chilometri da Pordenone), alla libreria Baobab, pochi minuti prima dell’inizio dell’incontro.
La Baobab ha cambiato sede da poco, lo spazio è grande nel piano superiore, e hanno un altro spazio altrettanto grande nella parte inferiore, che per ora è adibito a magazzino, ma come ci ha detto a cena Alice (la proprietaria), l’idea è quella di farlo diventare uno spazio per la formazione, corsi, seminari, workshop.
All’incontro ci sono molti bambini e bambine (anche grandi, genitori e tra loro l’illustratrice Glenda Sburelin): raccontiamo il nostro lavoro, perché abbiamo voluto fare questo libro e lo leggiamo. Usciamo dall’incontro e dal laboratorio con delle sorprendenti idee e storie proposte dai bambini. Ci rendiamo conto io e Anna, che da questi incontri che faremo, sicuramente a trarne più beneficio siamo io e lei.
A cena, Alice ci raccontano della libreria. La domanda spudorata che sempre noi facciamo è “quali sono i libri che più vendete?”. E ci renderemo conto che ogni libraio vende di più i libri che ama di più. È logico, ma non ci avevo pensato subito. Se un libro lo ami, sai consigliarlo, sai condividerlo con gli altri.
Dormiamo a Pordenone a casa (adibita a B&B) di un fotografo e un’insegnante di arte in pensione (la loro casa è molto bella, piena di libri e fotografie alle pareti).

Il giorno dopo invece di andare diretti a Padova, facciamo una deviazione a Sarmede, per visitare la mostra Le immagini della Fantasia (35esima edizione). Ci accolgono con grande gentilezza e cortesia Leo Pizzol e Ketty Gallon (Monica Monachesi, la curatrice della mostra, la incontreremo a pranzo a Venezia due giorni dopo). La mostra è straordinaria (sono fortunato, c’è anche un mio libro in mostra; o meglio, le illustrazioni di Rocio Araya, del nostro libro Pénélope ne parle pas, éditions Notari): io e Anna ne usciamo di buon umore, pieni di immagini meravigliose in testa.
Partiamo alla volta di Padova. Abbiamo la presentazione alla libreria Pel di Carota. Ci accolgono Maurizio e Arianna. C’è anche Caterina Arcaro (l’editrice Kite) che nella presentazione ci racconta di suo padre aviatore (e anche per questo ha amato subito il libro e lo ha voluto nel catalogo Kite). L’introduzione di Maurizio è così coinvolgente che io e Anna, quasi abbiamo voglia di passare dalla parte del pubblico e rimanere ad ascoltarlo. Anche qui ci sono molti bambini e bambine. Ascoltano la storia, guardano le immagini e realizzano il loro libro nel laboratorio: abbiamo preparato dei libricini con la copertina del nostro libro, e con il sottotitolo “…e poi che cosa è successo?” così ogni partecipante prosegue la storia e la fa propria.
Ceniamo con un gruppo molto unito e molto simpatico di ex allievi (e allieve) di illustrazione della Comics di Padova, dove qualche tempo fa Anna è stata loro docente. Andiamo a Venezia a dormire, a casa di Anna.

Il pomeriggio seguente abbiamo l’incontro alla libreria Il libro con gli stivali di Mestre. Ci accolgono Nicola e Marta. La vetrina che ci hanno dedicato è meravigliosa, totalmente dedicata al nostro libro. Nicola ci mostra dei fogli di stampa: Il libro con gli stivali è ora anche un editore. I primi due libri del catalogo ci sembrano molto belli.
Dopo l’incontro (anche qui molte bambine e bambini) beviamo uno Spritz con Nicola e Marta. A parlare di libri per l’infanzia con Nicola i minuti passano e diventano ore, e puoi continuare ad andare avanti senza accorgerti dell’orario: mi accorgo che questi incontri, di libreria in libreria (di libraio/a in libraio/a) sono per me e Anna uno corso di formazione intensivo (bisognerebbe fare un giro di aggiornamento ciclicamente, e passare di regione in regione, attraversare in lungo e largo l’Italia).

Rientriamo a dormire a Venezia. La sera dopo abbiamo l’incontro alla libreria Marco Polo. Sabina e Claudio ci accolgono nel migliore dei modi (io confesserò durante la cena a Sabina che considero la loro libreria come un luogo mitico). Non ci sono bambini, è un incontro per i grandi che amano i libri illustrati. Parliamo de La volpe e l’aviatore e anche de L’inconnu (un altro libro che ho scritto edito da éditions Notari) illustrato da Daniela Iride Murgia. L’incontro lo modera l’ottima Roberta Favia (dell’associazione Teste Fiorite). Con Anna e Daniela raccontiamo di come abbiamo realizzato i due libri e anche di alcune considerazione personali sui libri illustrati, sulla scrittura e sui bisogni della lettura.
Il giorno dopo e quello seguente abbiamo due giornate di workshop (io sulla scrittura e Anna sull’illustrazione) organizzati da Teste Fiorite (Roberta Favia e Cinzia Caledonia Fauci) nella sede della Fondazione Querini-Stampalia: un luogo meraviglioso nel cuore di Venezia. Ovviamente anche qui dedichiamo del tempo (alla fine di ciascuna giornata) per raccontare del nostro libro e anche degli incontri che abbiamo fatto nelle librerie.

L’ultimo incontro è fissato a Vicenza, nella libreria Galla+Libraccio. Ci accolgono le libraie Giada e Susanna. Sono giovani, sono esperte e amano molto il loro lavoro. Hanno due sorrisi contagiosi. Il tempo passa veloce… e solo alla fine dell’incontro, quando salutiamo le bambine e i bambini e tutti i partecipanti (tra loro ci sono anche la scrittrice Lorenza Farina e l’illustratrice Anna Pedron, e ritroviamo l’editore Kite, Caterina Arcaro), ci rendiamo conto che il nostro tour di incontri è terminato, e ci diciamo che siamo un po’ tristi. Promettiamo a Giada e Susanna di tornare a trovarle.

Rientro a Macerata nel pomeriggio del giorno seguente. Poche ore dopo andiamo a cena a “La volpe e l’uva” (sempre la volpe di mezzo in questi mesi). C’è Joanna Concejo a Macerata per chiudere l’ultima settimana del primo modulo del Master in illustrazione per l’editoria Ars in Fabula. A cena (direttivo Ars in Fabula al completo) Alessandra Sconosciuto, Michela Avi e Mauro Evangelisa (il maestro Mauro Evangelista, responsabile della formazione di una generazione di nuovi illustratori: qualche nome, Anna Forlati, Marco Somà, Claudia Palmarucci, Michele Rocchetti, Marco Lorenzetti, Francesco Giustozzi, Michelangelo Rossato, Mario Onnis e la lista è lunga, davvero lunga). Joanna, mi dice che ha letto La volpe e l’aviatore e ci fa i complimenti. Io per reazione mi alzo e l’abbraccio. Ordiniamo, e comincio a raccontare del nostro breve viaggio nelle librerie per ragazzi: più o meno quello che avete appena letto sopra. Ci beviamo una bottiglia di rosso Il Pollenza del conte Brachetti Peretti.
Cin cin, alla salute!
Grazie a tutte le persone che sono venute agli incontri nelle librerie, a tutti i bambini e tutte le bambine, ai librai e alle libraie. Grazie a David Tolin (Pel di Carota) che ha organizzato il tour e a Caterina Arcaro e Valentina Mai (editrice e direttrice artistica, Kite edizioni) per il sostegno e tutto il resto. Io e Anna conserveremo un bellissimo ricordo di tutti questi incontri.
A presto.

Luca Tortolini

Meno alti dei pinguini

19 novembre 2017

Sono un piccolo bambino
alto meno di un pinguino
meno basso di uno gnomo
sono un piccolo di uomo.

in Filastrocche a piedi nudi, Nicola Cinquetti, Lapis edizioni

Era un anno fa quando, insieme agli amici della Cooperativa sociale Progetto 5​, abbiamo rivolto la nostra attenzione alle rime del maestro e scrittore veronese. Una raccolta di poesie, illustrate da Gek Tessaro, che raccontano la quotidianità dell’infanzia: l’onnipotenza, la fantasia, l’entusiasmo, le scoperte, le paure, i giochi.
In queste parole abbiamo visto quella rinnovata idea d’infanzia che sarà il tema del convegno Meno alti dei pinguini, 25 novembre, Casa delle culture, Arezzo, promosso dalla Cooperativa Progetto5 con la collaborazione della nostra libreria.
Una giornata di studio e formazione per insegnanti, genitori, curiosi per interrogarsi su come dare gambe ad una rinnovata idea d’infanzia.
La casa sull’albero si occuperà di una delle sessioni di approfondimento del pomeriggio “Da piccolo caddi in una pagina”, un incontro formativo rivolto agli adulti che lavorano con i bambini, ma anche a genitori ed appassionati di libri, che ha l’obbiettivo di stimolare una riflessione pedagogica sulla relazione adulto/bambino a partire dalla letteratura per l’infanzia.
Nicola Cinquetti ci ha regalato il ritratto di un’infanzia indipendente, vitale, esuberante, carica della forza dirompente della sua creatività. Ed è con questo sguardo nuovo che vogliamo guardare ai nostri pinguini, creando, a partire dai libri, uno spazio di relazione in cui confrontarsi e crescere. Per rafforzare la costruzione di questo nuovo sguardo ci faremo aiutare dai libri di grandi autori di ieri e di oggi, che, come ha scritto Grazia Gotti in Ne ho vedute tante da raccontar. Crescere con i libri, ed. Giunti, “sono stati, al pari dei testi di pedagogia, fonte di sapere e di riflessione, sguardi sull’infanzia che hanno arricchito la mia prospettiva”.

In questo link tutte le info su programma e modalità di iscrizione. La partecipazione al convegno ed alle sessioni pomeridiane di approfondimento è totalmente gratuita.

Elena Giacomin – La casa sull’albero Arezzo